Microsoft cambia tutto (tranne il CEO)

La società di Redmond stravolge il suo assetto (nell'organigramma e nelle funzioni) per essere più reattiva di fronte alle nuove sfide del mercato. Ma a guidarla sarà ancora Steve Ballmer 

Steve Ballmer, CEO di Microsoft – Credits: EPA/MICHAEL KAPPELER

Roberto Catania

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Da qualche tempo Steve Ballmer ha un chiodo fisso: la coerenza. Il CEO di Microsoft è convinto che la sua azienda non abbia la giusta compattezza per arrivare prima e meglio sul mercato, soprattutto nell’area del Web.

Lo dicono anche i risultati: nell’ultimo quarto, per dire, la divisione online di Microsoft ha segnato perdite (reddito operativo) per 262 milioni dollari, ma se si considerano i dati aggregati dal primo trimestre del 2005, le perdite della arriverebbero a quota 10,9 miliardi dollari. Probabilmente – sottolinea Business Insider – nessun altra società nella storia ha mai perso così tanti soldi online.

Occorre perciò una sterzata. Un cambiamento radicale, nell’organigramma come nelle struttura delle divisioni, per arrivare a quella che lo stesso Ballmer chiama "One Microsoft".

"Oggi, stiamo annunciando un riallineamento di vasta portata che ci consentirà di innovare con maggiore velocità, efficienza e funzionalità in un mondo che cambia velocemente", ha spiegato l'erede di Bill Gates in una lettera inviata ai suoi dipendenti, sottolineando soprattutto un aspetto, quello dell’unità: "ci stiamo ristrutturando secondo una singola strategia per una singola società e non in base a un insieme di diverse strategie divisionali".

Spazio quindi ai nuovi nuclei funzionali - Engineering (che comprenderà anche la parte di supply chain e data center), Marketing, Business Development ed Evangelism, Advanced Strategy and Research, Finance, HR, Legal e Coo - che non saranno, ha precisato lo stesso responsabile, rami a sé stanti ma unità funzionali che concorreranno tutte allo stesso modo a guidare la strategia complessiva dell'azienda.

Ma è chiaro che sarà soprattutto l’Engineering a dettare i tempi dello sviluppo. Ed è soprattutto su questo fronte che la nuova Microsoft dovrà dimostrarsi più compatta che mai. "La nostra cultura ingegneristica e la nuova struttura consentiranno di fornire un contributo trasversale a tutto il gruppo, pur mantenendo la riservatezza di alcuni progetti in base alle esigenze".

Nel concreto tutto ciò si tradurrà nella creazione di quattro macro-aree di sviluppo: Sistemi operativi (OS), Applicazioni (Apps), Cloud, e Dispositivi, che verranno guidati rispettivamente da Terry Myerson (fino ad oggi a capo della divisione Windows Phone), Qi Lu (ex Microsoft Online Services), Satya Nadella (ex Microsoft Server & Tools) e Julie Larson-Green (Windows e Surface).

Un cambiamento radicale, dunque. Si potrebbe dire che eccezion fatta per il timone, che rimane saldamente nelle mani di Steve Ballmer, la nuova Microsoft – o se preferite la Microsoft One – sarà quasi un’altra azienda.

Basterà? Per molti analisti si tratta di un buon primo passo ma c’è anche chi rimane scettico: "I consumatori acquistano prodotti, e non una struttura di gestione”, rivela una fonte anonima della società intervistata da All Thing Digital. "Se tutto si limiterà a un cambiamento nell’organigramma senza guardare a come costruire grandi prodotti, la riorganizzazione di Ballmer non avrà significato".

Per il momento, però, le reazioni dei mercati sono tutt'altro che negative: ieri il titolo ha concluso la giornata con un rialzo di quasi 3 punti percentuali, a 35,69 dollari per azione, il valore più alto di chiusura dal dicembre 2007.

 
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