Sette indicatori economici da tenere d'occhio nel 2015
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Sette indicatori economici da tenere d'occhio nel 2015
Economia

Sette indicatori economici da tenere d'occhio nel 2015

Ecco quali sono i numeri che contano per sapere che tipo di anno sarà

Una premessa

Fra i numerosi indicatori resi noti alla fine del 2014, Business Week ha selezionato i più importanti per capire in che direzione si muoverà l’economia mondiale nel corso del nuovo anno.


1 – Stati Uniti: tasso di disoccupazione

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti si attesta sul 5,8%, una percentuale legata alle scelte della Federal Reserve. La finestra di disoccupazione compresa fra il 5 e il 5,8%, infatti, è quella che alcuni membri del Federal Open Market Committee, responsabile per la definizione dei tassi di interesse, considerano come riferimento per l’innalzamento dei tassi. In pratica, più basso è il livello di disoccupazione, più cresceranno i sostenitori di un innalzamento dei tassi di interesse che, come conseguenza, potrebbero togliere energia al motore dell’economia. 

2 - Grecia: rendimento sulle obbligazioni triennali

Il rendimento è passato da meno del 4% a settembre al 12,2% attuale, segno delle preoccupazioni per lo stato di salute politico ed economico della Grecia in vista delle elezioni di fine gennaio. Una possibile vittoria del partito di opposizione Syriza, infatti, potrebbero portare a ritrattare gli accordi con i creditori stranieri. 

3 - Cina: livello di qualità dell’aria a Pechino

L’inquinamento dell’aria nella capitale cinese è stimato a 209, ovvero è considerato “molto insalubre”. La buona notizia, sottolineano gli osservatori, è che l’esistenza dei dati, per la prima volta, testimonia un cambio di atteggiamento da parte di Pechino. Il Governo, infatti, è noto per aver sempre dato la precedenza ai fattori economici rispetto a quelli ambientali, ma adesso pare sia arrivato il momento per un’inversione di rotta.

4 - Russia: cambio del rublo

La forza del rublo è un indicatore della fiducia nell’economia del proprio paese da parte degli investitori russi. All’inizio dello scorso anno, occorrevano 33 rubli per un dollaro, ma il calo del prezzo del petrolio, associato alle sanzioni dell’Occidente contro la Russia hanno dimezzato il valore della moneta. 

5 - Stati Uniti: riserve di petrolio

Esclusa la riserva strategica, gli Stati Uniti a metà dicembre possedevano 387 milioni di barili di petrolio. Un dato particolarmente interessante per gli analisti che sanno che le azioni crescono quando l’offerta supera la domanda. Inoltre, è un segno che il prezzo del greggio continuerà a calare per incoraggiare il consumo ed eliminare il surplus. Quindi, è lecito attendersi nuovi ribassi nel 2015. 

6 - Mondo: temperatura media globale

Il 2015 potrebbe essere uno fra gli anni più torridi della storia. Agosto, settembre e ottobre dello scorso anno, infatti, si sono rivelati particolarmente caldi e, a novembre, la temperatura terrestre e degli oceani era più alta di 0,65° rispetto alla media degli ultimi 135 anni. 

7. Stati Uniti: reddito medio per famiglia

Il calo della disoccupazione e del prezzo del greggio dovrebbero continuare a supportare la crescita del reddito familiare disponibile che, a novembre, ha toccato una media di 53.380 dollari. Un dato più basso del 2,9% rispetto a giugno 2009 e del 5,7% rispetto a gennaio del 2000. 

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