Economia

Reddito di cittadinanza: il bilancio dei primi tre mesi

L'assegno medio erogato è stato di 526 euro percepito per lo più da persone che vivono sole

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Barbara Massaro

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Sono già passati tre mesi dal debutto in Italia del reddito di cittadinanza - ovvero quel contributo pubblico concesso in via temporanea dallo Stato per stimolare coloro che non riescono a trovare lavoro a reinserirsi nel sistema - e Inps ha aggiornato le cifre. 

Reddito di cittadinanza: come procede

Da quanto riporta l'istituto di previdenza l'importo medio mensile erogato nei primi tre mesi è stato pari a 526 euro

La classe modale risulta quella dei nuclei con un solo componente che percepiscono un importo mensile compreso tra 400 e 600 euro. La cifra media caricata sulle card della pensione di cittadinanza è invece di 207 euro e considerando pensione e reddito la media è pari a 489 euro.

L'importo, spiega ancora Inps, varia anche in funzione della prestazione percepita: il 68% dei nuclei percepisce un importo mensile inferiore ai 600 euro e solo l'1% un importo mensile superiore ai 1.200 euro.

La distribuzione geografica

La distribuzione geografica non è equa visto che il 61% delle card sono state emesse a favore di persone che vivono al Sud e nelle Isole. Il Nord si ferma al 24%, mentre il centro Italia non supera il 15%.

Nel 90% dei casi la cifra risulta erogata ad un italiano, solo il 6% ad un cittadino extra-comunitario in possesso di un permesso di soggiorno, nel 3% ad un cittadino europeo ed infine nell'1% a familiari.

Confrontando i dati con quelli dei due mesi precedenti si nota che l'importo erogato è in costante crescita.

Nel mese di aprile, al debutto del reddito di cittadinanza, sono state erogate 564 mila prestazioni di reddito e pensioni di cittadinanza per un importo medio di 498 euro.

A maggio l'incremento è stato del 26% con 713 mila prestazioni; nel mese di giugno si è raggiunto il picco di 809 mila prestazioni per un importo medio di 477 euro.

L'importo caricato sulla card deve essere speso entro il mese successivo a quello di erogazione, pena la decurtazione del rimanente sussidio per un 20 per cento.

Quante domande erano state presentate

Al 30 aprile erano già 1.016.000 i cittadini che avevano presentato la richiesta, tra quelle compilate on-line sul il sito governativo dedicato e quelle presentate alle Poste o ai Caf. Ricordiamo che il Governo ha previsto stanziamenti per 1.300.000 domande (accolte).

Secondo le stime dei tecnici le domande accolte saranno attorno al 70%, quindi 700 mila, circa il che prevederebbe un esborso complessivo minore di circa due miliardi di euro rispetto a quanto stanziato dal Governo.

La mappa delle Regioni

Al primo posto in questa "classifica" c'è la Campania, con oltre 172 mila richieste, seguita dalla Sicilia con oltre 161 mila domande.

Subito dopo, con circa 90 mila domande ciascuna si piazzano Lazio (93.048), Lombardia (90.296) e Puglia (90.008).

Chiudono la classifica Friuli Venezia Giulia e Basilicata con circa 12mila richieste e ancora più in fondo il Trentino Alto Adige (3.695) e Val d'Aosta (1.333).  si sfidano in un testa a testa per numero di richieste inoltrate all'Inps seguite da Sicilia, Lazio e Piemonte.

I paletti

L'integrazione economica, infatti, sarà erogata a chi potrà dimostrare di essere cittadino italiano residente nella penisola e di percepire un reddito inferiore a 6.000 euro l'anno se si vive soli e a 12.050 per una famiglia di quattro persone se tutti maggiorenni o di almeno cinque se con minori.

Altri requisiti sono: un valore Isee fino 9.360 euro; un patrimonio immobiliare (diverso dalla casa di abitazione) fino a 30 mila euro; nessun autoveicolo immatricolato la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta e nessuna nave o imbarcazione da diporto.

I precedenti

Si tratta di maglie estremamente strette e molto più severe di quelle previste, ad esempio, dal reddito di inclusione in vigore fino alla fine del 2018.

E già ai tempi del Rei, alla fine dello scorso anno, erano state respinte il 48% delle domande vale a dire che erano state rifiutate 354 mila richieste su circa 730 mila totali. Era andata ancora peggio con l'Ape sociale (acronimo per anticipo pensionistico sociale): il 60% dei moduli compilati era tornato al mittente.

Inps ha fatto sapere che chi presenterà la domanda entro il 31 marzo riceverà una risposta via sms o via e-mail tra il 26 e il 30 aprile e il reddito, agli aventi diritto, verrà erogato a partire da maggio con la formula delle card governative.

I dubbi sull'effettivo successo dell'operazione restano, però, parecchi e sono soprattutto legati alla rigidità dei paletti imposti dal Ministero del Lavoro non tanto sul tema Isee quanto piuttosto sul complesso del reddito famigliare.

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