ANSA/ GUIDO MONTANI
Economia

Liti fiscali, ecco come funziona la rottamazione

In cambio della rinuncia al contenzioso in tribunale, lo Stato offrirebbe uno sconto sostanzioso su quanto dovuto al fisco

Sono ore di polemiche roventi intorno all’ipotesi di dare il via libera a quella che è stata già ribattezzata una rottamazione delle liti fiscali. Tutto nasce ovviamente e sempre dal disperato bisogno di liquidità in cui ormai da anni si arrovellano i governi del nostro Paese. E anche in queste settimane, stretti tra le richieste di Bruxelles che ci impone una manovra correttiva da 3,4 miliardi di euro, e la volontà politica di non imporre nuove tasse, il dilemma del dove trovare i soldi resta all’ordine del giorno. Spulciando allora tra i tanti capitoli del nostro bilancio è emerso che attualmente sono circa 520mila le liti fiscali in atto tra Stato e contribuenti.

Rottamazione delle cartelle Equitalia: le cose da sapere


Una montagna di contenziosi, 50mila dei quali tra l’altro ingolfano in maniera preoccupante l’attività della Corte di Cassazione, che corrispondono a circa 32 miliardi di euro di tasse in sospeso. Un’enormità se si pensa appunto alle ristrettezze continue in cui si dibattono i nostri conti pubblici. E allora ecco l’idea di offrire al contribuente uno sconto sul dovuto in cambio della rinuncia alla prosecuzione del contenzioso. Una rottamazione appunto che dovrebbe seguire il modello di quella attuata in passato per le cartelle di Equitalia e che potrebbe ripercorrere le orme di quella sulle liti già sperimentata nel 2012. Allora per tutti contenziosi fino a 20mila euro, fu proposto a chi rinunciava appunto alla via del giudizio di appello nei tribunali, uno sconto del 90% se aveva già vinto in primo grado, e del 50% in caso di sconfitta.

Cartelle Equitalia, a chi conviene la rottamazione


L’esperimento, a dire il vero, non portò grandi risultati da un punto di vista finanziario. Si riuscirono infatti a recuperare soltanto 170 milioni di euro, una cifra effettivamente insufficiente a rendere praticabile una strada di questo tipo. Oltretutto, a sconsigliare la rottamazione ci sarebbe anche l’Agenzia delle entrate, che dati alla mano, evidenzia come alla fine poi lo Stato esca vincente da questi contenzioni ben nove volte su dieci. Il problema è il tempo, spesso lunghissimo, che ci vuole a portare a termine questi processi, con il governo che invece è confrontato con l’urgenza di racimolare liquidità prima possibile.

Agenzia delle entrate: così daremo la caccia agli evasori


Da qui l’ipotesi, per rendere effettivamente più efficace l’intervento, di allargare i limiti di applicabilità della rottamazione ai contenziosi fino a 50mila euro. In questo modo, lasciando ferme le altre regole già applicate nel 2012, si potrebbe coinvolgere una platea di contribuenti decisamente più ampia. Per il momento però dal ministero dell’Economia non giungono conferme circa la volontà di dare effettivamente seguito a questa strategia. Piuttosto si stanno annunciando possibili interventi per rendere più celere la giustizia amministrativa. Staremo a vedere però se le eventuali impellenti necessità di cassa non spingano il governo a dare effettivamente il via libera alla rottamazione delle liti fiscali.

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