Lavorare in Australia, perché trasferirsi con un visto da studenti conviene

L'inglese non basta. Per emigrare meglio seguire un corso di avviamento professionale

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Studenti laureati di RMIT, una delle principali università di Melbourne (Australia) – Credits: Luis Enrique Ascui/Getty images

Claudia Astarita

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Da qualche anno, l'Australia va di moda fra i giovani italiani, che si riversano a migliaia a Melbourne, Sydney e Brisbane attirati dallo stile di vita rilassato, dalla natura incontaminata e dal dinamismo di un Paese giovane e in crescita. In molti non disdegnano di dare la caccia alle molteplici opportunità che si trovano di fronte una volta sbarcati Down Under, anche se le difficoltà dietro l'angolo sono parecchie: le politiche di immigrazione sono rigide e solo in pochi riescono a superare i molti paletti posti dalla normativa australiana e a costruirsi un futuro. 

Perché studiare in Australia conviene

I dati, però, parlano chiaro e dimostrano che i giovani italiani non si lasciano scoraggiare facilmente. Sono sempre più coloro che decidono di andare a studiare in Australia, vuoi per ampliare la loro formazione e accrescere il loro bagaglio di conoscenze con quanto offrono scuole e Università degli antipodi, vuoi per prepararsi al meglio per trasferirsi definitivamente, ottenendo le qualifiche necessarie per sfondare sul mercato del lavoro locale.

Il boom dei corsi di avviamento professionale

I numeri li fornisce Study Australia, l'agenzia di Centro Studi Fiera, una società, con sede a Milano, che opera nell'ambito dell'Istruzione internazionale dal 2000 che si è specializzata nel mercato australiano. Le iscrizioni di studenti italiani a scuole australiane hanno registrato una crescita progressiva negli ultimi anni, che ha raggiunto approssimativamente il 400% nel periodo che va dal 2009 al 2015.  Nel 2015 si sono  iscritti  nelle scuole australiane ben 9610 italiani - erano solamente 1227 nel 2008. La quasi maggioranza assoluta (la quota è del 48%) dei giovani connazionali ha scelto di partecipare a corsi di avviamento professionale, quelli che in Australia si chiamano vocational e che servono per imparare un mestiere e anche per ottenere l'abilitazione ufficiale a svolgerlo. In molti, poi, hanno compreso che il problema principale è quello della lingua e hanno scelto di partire frequentando corsi di inglese. Si tratta del 36% del totale. Gruppi meno numerosi, invece, si sono iscritti a scuole superiori (8%), oppure a corsi di livello universitario (un numero pari, sempre l'8%).

Come prolungare il visto dopo il diploma

Il mercato del lavoro australiano, oltre ad essere molto dinamico e a garantire stipendi piuttosto elevati, e anche in crescita. Ecco perché chi sogna di trasferirsi nel paese farebbe bene ad ottenere un'abilitazione professionale che gli permetta poi di trovare un lavoro in loco. Merita infine di essere sottolineato il fatto che studiare in Australia conviene anche in termini di visto. Quello per studenti è tra i più facili da ottenere, e dal 2011 Canberra ha lanciato il Post Study Work Visa, ovvero un permesso per coloro che hanno studiato almeno due anni in Australia a livello universitario e che permette di lavorare sul territorio senza vincoli. 

Attenzione alle truffe

Problematico, per chi si avventura agli antipodi, è soprattutto orientarsi fra chi offre la possibilità di seguire corsi formativi seri, dai quali ricavare una formazione adatta ad essere utilizzata sul mercato australiano oppure a fornire una risorsa preziosa una volta rientrati in Italia, e chi, invece, approfitta della difficoltà di capire come muoversi in un Paese tanto lontano da casa e strutturato in maniera molto diversa dall'Italia. L'unico consiglio che si può dare per evitare di ritrovarsi iscritti nella scuola "sbagliata" è quello di affidarsi non al passaparola ma a un'agenzia consolidata, che magari sia anche in grado di dare consigli sulle professionalità più richieste sul mercato nel momento in cui ci si trasferisce.


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