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Economia

Il crollo delle Borse: i 3 motivi

Shanghai a -7% trascina Milano (-3,2%) e gli altri listini. Pesa il calo della manifattura cinese, lo sblocco alle vendite di azioni e la crisi Iran-Arabia

Crollano le borse asiatiche dopo i dati deludenti sulla manifattura cinese e mentre sale la tensione in Medio Oriente a causa dello scontro tra Arabia saudita e Iran. Shenzhen ha chiuso in calo dell'8,22%, Shanghai del 7%, Tokyo del 3,06%, Seul del 2,17%. Hong Kong, sul finale di seduta, ha perso il 2,5%.

Sulla scia negativa, anche le Borse europee hanno aperto in sofferenza. Milano, nonostante la quotazione di Ferrari, ha chiuso in calo del 3,17% anche se a guidare i ribassi è stata Francoforte, con l'indice Dax giù del 4,53%. Segue Parigi, con il Cac 40 a -3%, mentre a Londra il Ftse 100 ha perso il 2,47%. Anche i listini americani, appena aperti i mercati, hanno subito ripiegato al ribasso: il Dow Jones giù dell'1,09%, il Nasdaq del 2,24% e lo S&P 500 dell'1,1%.

Shanghai, -7%: mai così male dal 1996
Come mostra il grafico twittato da Bloomberg, il crollo del7% alla Borsa di Shanghai è stato davvero un inizio funesto per il 2016. Era dal 1996 che in un solo giorno il listino asiatico non perdeva così tanto.

Il grafico del crollo della Borsa di Shanghai twittato da Bloomberg@Twitter

Il crollo dei listini cinesi, chiusi anticipatamente dopo che la caduta ha toccato la soglia del 7% (come previsto dalle nuove regole entrate in vigore con il nuovo anno), è stato scatenato dall'indice pmi Caixan sulla manifattura cinese, sceso a dicembre a 48,2 per il quinto mese consecutivo.

Ha pesato poi anche l'avvicinarsi della fine del divieto per i grandi azionisti delle società quotate di cedere le proprie azioni, divieto issato dal governo di Pechino per frenare la caduta dei listini azionari nel corso della scorsa estate e in scadenza questa settimana.

Infine, ha contribuito anche il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente, con l'espulsione dei diplomatici iraniani dall'Arabia Saudita. "Stavamo iniziando a vedere segnali che il rallentamento dell'economia cinese aveva fatto il suo corso, perciò i dati di oggi sono deludenti" ha commentato a Bloomberg Masayuki Otani, chief strategist di Securities Japan. "Il tema dell'Arabia Saudita e dell'Iran puo' essere positivo per il petrolio - ha aggiunto - ma un aumento dei rischi geopolitici è nel complesso negativo per i mercati finanziari".

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