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ANSA/ MATTEO LEONI
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Economia

Grandi opere, ecco i piani del governo

La nuova legge di stabilità contiene investimenti in infrastrutture per 12 miliardi di euro, distribuiti su tre anni

Dovranno essere, nei piani del governo, uno dei motori del rilancio della nostra economia: stiamo parlando degli investimenti nelle grandi opere, per le quali nella nuova legge di stabilità sono state previste risorse per complessivi 12 miliardi di euro. In realtà si tratta di un programma di interventi distribuito su tre anni, con 2 miliardi da impiegare nel 2017, quattro nel 2018 e sei nel 2019. Tra gli interventi previsti ci saranno quelli sulla casa, per la cura del dissesto idrogeologico, risorse da impiegare nel recupero delle periferie e per la realizzazione di infrastrutture stradali e ferroviarie. Un discorso a parte poi riguarda i fondi destinati alla ricostruzione post terremoto per le zone del Centro Italia colpite dal recente sisma del 24 agosto scorso. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i progetti su cui intende puntare il governo.

Piano “Casa Italia”

Si tratta di un programma di interventi che viaggia su un doppio binario: da una parte ci sono le agevolazioni sulle ristrutturazioni che sono state tutte riconfermate e in alcuni casi anche ampliate. Dall’altra si tratterà di sfruttare al meglio i fondi europei destinati allo sviluppo e alla coesione, che dovrebbero essere messi subito a disposizione per interventi a favore di politiche abitative.

Dissesto idrogeologico

Il piano prevede su questo fronte particolarmente scottante, investimenti complessivi dell’ordine di sette miliardi in sette anni. Si tratterà di mettere in cantiere interventi di risanamento del dissesto idrogeologico che ogni anno nel nostro Paese causa purtroppo vittime e danni ingenti. In particolare è stato già costituito un gruppo di lavoro specifico il cui compito è quello di individuare e selezionare le zone in cui intervenire in maniera prioritaria.

Periferie

Anche in questo caso, siamo di fronte a un programma ambizioso che mette a disposizione risorse per 2,1 miliardi di euro da utilizzare appunto per la riqualificazione delle zone periferiche degradate dei grandi centri urbani. A questo proposito è già disponibile un bando, attivato con la precedente legge di bilancio, che ha visto finora la presentazione di ben 120 progetti destinati proprio al recupero delle periferie.

Strade e ferrovie

L’obiettivo in questo caso è la valorizzazione di aziende quali Anas e Ferrovie dello Stato, per le quali in un prossimo futuro si ventila anche l’ipotesi di una possibile fusione. Sul piatto ci sarebbero addirittura 10 miliardi di euro per i prossimi anni, da utilizzare per ammodernare e rilanciare le nostre reti stradali e ferroviarie.

Terremoto

Si tratta di un capitolo a parte, la cui posta il governo ha chiesto espressamente all’Unione europea, in fase di valutazione della legge di stabilità, di non considerare nel computo complessivo. Stiamo parlando di qualcosa come 4,5 miliardi di euro stanziati per la ricostruzione dei paesi più duramente colpiti dal sisma del Centro Italia dello scorso 24 agosto. Con gli stessi fondi poi dovrebbero essere anche attivate le agevolazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione e di messa in sicurezza antisimica delle abitazioni che ricadono nelle zone del Paese a più alta pericolosità.

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