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(Ansa)
Economia

Covid, guerra e inflazione hanno cambiato le abitudini di spesa degli italiani

E’ vero che dopo due anni si è tornati a spendere, ma le voci si consumo retail sono radicalmente cambiate

Due anni di pandemia, la guerra in Ucraina e la superinflazione hanno cambiato profondamente gli italiani anche in tema di consumi.

Si è tornati sì a spendere per beni non essenziali, ma in maniera differente: con più parsimonia e con maggiore consapevolezza. Un cambiamento culturale radicale che si traduce nella scelta di investire il denaro retaail più in “esperienze” che in “cose”. Meglio un viaggio della tv nuova, per intenderci.

I dati arrivano dal recente rapporto realizzato dal Mastercard Economic Institute che ha incrociato i dati relativi ai pagamenti con carte di credito negli anni 2021, 2022.

Dove si spende di meno e dove si spende di più

Le voci di spesa che sono cresciute in maniera esponenziale negli ultimi 12 mesi sono quelle relative agli alloggi in un luogo diverso rispetto alla propria abitazione. Alberghi, case vacanze, bed and breakfast, ma anche campeggi e ostelli hanno visto crescere il loro giro d’affari del 181%, mentre per mangiare fuori casa si è speso il 42% in più nel 2022 rispetto al 2021

Al contrario si comprano meno vestiti (-3%); oggetti hi-tech (-18%); mobili e accessori per la casa (-12%).

Cosa spinge i consumi

Il Nuovo Codice Consumi realizzato da Ipsos e McKinsey Company per studiare i comportamenti di spesa degli italiani identifica, inoltre, le sei nuove tematiche chiave nel rapporto degli italiani i consumi: emozionalità di prodotti e marchi, innovazione dell'esperienza di consumo, omnicanalità ed esperienza d'acquisto, cura per l'ambiente e la persona, territorialità, convenienza e parsimonia.

Questo si traduce in una grande attenzione al tipo di spesa che si realizza e alle ripercussioni positive che tale acquisto può avere sul benessere della persona.

Si preferisce una giornata in mongolfiera o una gita in motoscafo pittosto che un nuovo mobile per il soggiorno. La spesa per svago e turismo del resto in Italia sta aumentando più della media mondiale.

Cresce la spesa per il turismo

Nell’aprile scorso, rispetto all’aprile del 2019, gli acquisti per ristoranti, concerti, locali serali, per divertirsi sono aumentati del 68% in Italia contro un incremento mondiale del 34%.

Tornano a crescere anche i viaggi d’affari (+12%) a dimostrazione che la voglia di fare business e stringersi la mano di persona è più forte di qualunque call via Zoom, specie in Italia dove l’aumento dei viaggi per motivi di lavoro è superiore alla media europea.

Consumatori sotto choc

Secondo gli esperti il fenomeno che si sta attraversando in Italia è la conseguenza di una sorta di “choc” subito dai consumatori su due diffenti fronti, ma con effetti convergenti.

Da una parte c’è il trauma delle privazioni delle libertà personali in termine di movimento e acquisto dovute alla pandemia; dall’altra lo scossone dei prezzi impazziti che – causa inflazione – di giorno in giorno salgono. Insieme i due fattori determinano un irrefrenabile impulso a comprare oggi prima che sia troppo tardi.

L’incertezza dello sviluppo del covid e i prezzi galoppanti stanno causando una bulimia del consumo esperienziale per godere di attimi che adesso ci si può permettere e domani non si sa. I consumatori, infatti, stano iniziando a usare anche gli extra risparmi accumulati che durante la pandemia sono arrivati a 148 miliardi. Risparmi che però si stanno erodendo. Dagli 86 miliardi del 2020, corrispondenti al 9% delle spese per consumi personali, si è scesi a 62,1 miliardi nel 2021 e a 16,3 miliardi nello scorso aprile, pari all’1,4% della spesa per consumi personali.

Aumentano le diseguaglianze

Ovviamente non tutti se lo possono permettere e di conseguenza covid e inflazione stanno aumentando le diseguaglianze sociali in una mappa degli acquisti che ormai non si divide più per fasce di età o per origine geografica, ma per quelle che la ricerca Ipsos McKinsey definisce “community di spesa”. Si tratta di comunità in cui gli individui entrano grazie a pulsioni, affinità, attitudini e passioni comuni, da cui altrettanto velocemente escono e in cui coesistono atteggiamenti e tensioni apparentemente in conflitto.

Il moto è perpetuo e l’approccio è multicanale con alcuni tratti distintivi comuni. Gli italiani sembrano aver riscoperto il territorio e il legame con la terra d’origine. Si viaggia tanto, ma si resta dentro i confini nazionali. Si sceglie cibo a chilometro zero e si riscoprono le bellezze nostrane con un nuovo occhio e grande dedizione. Un nuovo Rinascimento italiano potrebbe essere alle porte con un popolo che cerca di riscoprisi nazione e di tornare a testa alta sul podio del mondo.

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Barbara Massaro