Bonus mobili 2015: 5 cose da sapere
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Bonus mobili 2015: 5 cose da sapere
Economia

Bonus mobili 2015: 5 cose da sapere

Il disegno di legge di Stabilità proroga la detrazione fiscale sugli acquisti di arredi destinati a un immobilie in ristrutturazione

Il governo estende di altri 12 mesi il bonus su mobili e grandi elettrodomestici, la misura introdotta per la prima volta nel 2013 e riprosta con successo lo scorso anno. La proroga è contenuta nel disegno della legge di Stabilità approvato dal Consiglio dei ministri. La nuova scadenza è quindi il 31 dicembre 2015, senza alcuna modifica alla disciplina.

Di seguito alcuni consigli per usufruire dell'agevolazione e la documentazione da conservare in vista di un eventuale controllo del fisco nei prossimi anni.

Bonus mobili: 8 domande e risposte

Cos'è il bonus e a quanto ammonta

elettrodomestici Un negozio di elettrodomestici Ansa/Franco Silvi

L'incentivo è sotto forma di una detrazione fiscale, ossia una riduzione delle imposte che le persone fisiche pagano allo Stato attraverso la dichiarazione dei redditi, applicata sull'acquisto di mobili finalizzati all’arredo di un immobile in ristrutturazione.

Il tetto di spesa è di 10.000 euro, con una detrazione del 50% da ripartire in 10 rate annuali: in pratica, nel caso di una spesa di 8.000 euro, si possono scaricare dalle tasse a 4.000 euro.

Chi sono i beneficiari

Possono beneficiare dell'incentivo tutti i contribuenti (persone fisiche) che hanno eseguito un intervento di recupero del patrimonio edilizio di una unità immobiliare, per il quale è prevista una detrazione straordinaria del 50% fino a un ammontare non superiore di 96.000 euro. Il Ddl precisa che le spese per i mobili e per gli elettrodomestici vanno conteggiate "indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di manutenzione".

Hanno diritto alla detrazione: il proprietario o il nudo proprietario, il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie); chi occupa l’immobile a titolo di locazione o comodato; i soci di cooperative divise e indivise; i soci delle società semplici; gli imprenditori individuali, limitatamente agli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Si può usufruire del bonus per mobili nuovi e di tutte le tipologie: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, cucine, mobili per bagno, arredi per esterno ecc.

I grandi elettrodomestici nuovi dovranno avere, invece, una classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni.

Ulteriori informazioni nel sito Bonusmobili.it

Si paga con carte o bonifico

Imagoeconomica

Per usufruire del bonus bisogna pagare solo con strumenti tracciabili, quali la moneta elettronica (carta di credito o bancomat) o bonifico contenente l’indicazione della causale del versamento, del codice fiscale del beneficiario della detrazione o della partita Iva o del codice fiscale del rivenditore.

Nel caso si utilizzino le carte, occorre fare attenzione alla documentazione: l’Agenzia delle entrate (nella circolare dello scorso 21 maggio) ha puntualizzato che lo scontrino equivale alla fattura se contiene il codice fiscale dell’acquirente e l’indicazione di natura, qualità e quantità dei beni acquistati.

Vale anche lo scontrino senza codice fiscale, se riporta le indicazioni sul tipo e numero di mobili o elettrodomestici acquistati e se è riconducibile al titolare della carta (bancomat o carta di credito) in base alla corrispondenza con i dati di pagamento.

Vale anche per acquisti all'estero

Si può usufruire del bonus anche nel caso di acquisti di mobili o elettrodomestici fuori confine. Bisogna rispettare, anche in questo caso, le condizioni per accedere allo sconto fiscale.

La circolare  dello scorso 21 maggio spiega anche la procedura da seguire nel caso il rivenditore estero non abbia un conto corrente (cosa assai probabile) in Italia: si può utilizzare un bonifico internazionale (bancario o postale) che dovrà riportare il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la causale del versamento.

La partita Iva e il codice fiscale del rivenditore possono essere sostituiti eventualmente dal codice identificativo attribuito dal paese estero.

Il sostegno al settore dell’arredo

Roberto Snaidero, presidente di FederLegno arredo ALESSANDRO VIAPIANO / Imagoeconomica

A chiedere la proroga dell'incentivo erano state nelle scorse settimane le imprese italiane dell'arredamento alla luce degli effetti positivi sul settore delle precedenti detrazioni sugli acquisti: la spesa complessiva in mobili ed elettrodomestici collegata al bonus negli ultimi anni è stata pari a quasi 2 miliardi di euro, permettendo così di salvare 10.000 posti di lavoro.

"Il bonus garantirà alle imprese italiane del settore un sostegno fondamentale per continuare a investire sul nostro territorio, vero elemento distintivo che ha portato il made in Italy ai livelli qualitativi che il mondo ci invidia. Sono certo che l'attenzione dimostrata dall'esecutivo verrà confermata dalle Camere nei prossimi passaggi parlamentari", ha commentato Roberto Sbaidero, presidente di FederlegnoArredo.

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