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ANSA / MATTEO BAZZI
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Economia

Bond bancari: a chi spettano i rimborsi

Mps, Veneto Banca, Popolare Vicenza o Banca Etruria. A che punto sono i risarcimenti per i chi è rimasto coinvolto nei crack di questi istituti.

C'è chi avrà dei rimborsi sui bond al 100% e chi all'80%. E c'è chi invece ha perso tutto il capitale investito e non può sperare in alcun rimborso, se non per una quota assai parziale, attorno al 15% della somma versata suo tempo (in questo caso in azioni e in bond). Ecco, in sintesi, la situazione in cui si trovano molti risparmiatori finiti nei guai con il crack di alcune banche italiane, dal Monte dei Paschi di Siena, a Veneto Banca, dalla Popolare di Vicenza sino a Banca Etruria e Banca Marche. Di seguito, una panoramica che fa il punto della situazione delle principali vicende di risparmio tradito, tra possessori dei bond, cause legali ancora in atto e rimborsi già liquidati (CLICCA SU AVANTI).

Mps (bond e rimborsi)

Nel caso del Monte dei Paschi di Siena (Mps), gli unici a essere tutelati saranno i risparmiatori privati che possiedono i bond subordinati dell'istituto (purché li abbiano comprati anteriolrmente a 1° gennaio 2016, quando sono entrate in vigore le regole sul bail-in ). Si tratta di 40mila persone che possiedono un capitale complessivo di 2,1 miliardi di euro circa, di cui dovrebbero recuperare il 100%. I bond  verranno infatti prima trasformati in azioni della banca e poi subito dopo convertiti di nuovo in obbligazioni ordinarie, per un importo pari al capitale investito inizialmente. I risparmiatori che possiedono i bond subordinati evitano così di subire la stessa sorte degli azionisti e degli investitori istituzionali che detengono le altre obbligazioni junior, i quali vedranno invece azzerato completamente il loro capitale nella procedura di salvataggio dell'istituto toscano. Per il completamento dell'operazione bisognerà attendere i prossimi  mesi, quando Mps farà una nuova ricapitalizzazione sostenuta con soldi pubblici (CLICCA SU AVANTI).
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Popolare di Vicenza (azioni)

La banca guidata da Fabrizio Viola ha provato a risarcire di un po' i 94mila soci proponendo un indennizzo di 9 euro per ogni azione comprata durante gli sciagurati aumenti di capitale messi in cantiere dalla precedente gestione responsabile del crack della Popolare di Vicenza. Il rimborso è dunque attorno al 15% della somma investita inizialmente, visto che i titoli furono emessi a valori assai gonfiati, cioè a circa 60 euro ciascuno. Chi accetta l'offerta entro il 15 marzo deve rinunciare a far causa alla banca ma ottiene anche sconti e agevolazioni sui prodotti finanziari acquistati presso l'istituto (CLICCA SU AVANTI).

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Veneto Banca (azioni)

Anche 75mila soci di Veneto Banca come quelli della Popolare di Vicenza si trovano di fronte un'offerta per recuperare in piccola parte il capitale investito nelle azioni dell'istituto. Chi accetta la proposta rinuncia  far causa alla banca e riceve un indennizzo pari ad appena il 15% del valore originario dei titoli. Chi aderisce, dunque, si rassegna a subire una perdita dell'85%. Per dire sì alla proposta, come nel caso della Popolare di Vicenza, c'è tempo fino al 15 marzo.  I soci che accettano ottengono anche sconti e agevolazioni sui prodotti della banca (CLICCA SU AVANTI).

Banca Etruria e le altre (bond)

La partita è ancora aperta per alcuni risparmiatori che possiedono i bond subordinati delle quattro banche regionali fallite alla fine del 2015 (Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti). Mentre gli azionisti hanno perso tutto, gli obbligazionisti già avuto un indennizzo dal fondo interbancario per un ammontare pari all'80% del capitale investito. Con l'ultimo decreto salva-risparmio, sono stati riaperti i termini ed è stata ampliata di un po' la platea (prima ristretta) di chi ha diritto all'indennizzo, sempre all'80%. Sono stati infatti inclusi anche quei risparmiatori che non hanno acquistato direttamente le obbligazioni ma le hanno ricevute da coniugi, conviventi more uxorio o parenti fino al secondo grado. Inoltre, il prezzo pagato per i bond non viene più incluso nel tetto dei 100 mila euro di patrimonio finanziario posseduto, al di sopra del quale non si ha più il diritto per legge al risarcimento. Per chiedere il rimborso c'è tempo sino al 31 maggio.

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