Microsoft: ecco cosa c’è dietro l’addio al marchio Nokia

L’azienda americana utilizzerà il brand solo sui prodotti entry level, mentre il know how servirà per sfidare Apple e Samsung

Microsoft

Un cartello dell’azienda con i nomi di Microsoft e Nokia a Peltola, in Finlandia – Credits: Markku Ruottinen/AFP/Getty Images

Stefania Medetti

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La risposta che tutti aspettavano è arrivata: Microsoft, infatti, ha ufficializzato l’uso del marchio Microsoft Lumia sui nuovi cellulari in alternativa a Nokia e si appresta a svelare il primo prodotto. Nei prossimi giorni, dunque, i siti collegati ai cellulari Nokia e gli account sui social network saranno via via sostituiti. Secondo il sito americano The VergeMicrosoft userà il proprio nome sia sul fronte sia sul retro dei nuovi cellulari Lumia al posto di Nokia. “L’annuncio del nuovo brand Microsoft Lumia rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2011, quando per i propri smartphone Nokia scelse il sistema operativo di Microsoft con l’obiettivo di offrire una reale alternativa ai consumatori, rispetto allo scenario di mercato che si stava delineando”, precisa Elvira Carzaniga head of Marketing Microsoft Devices Italia.

Il marchio Nokia, però, non scompare. Perché a esso fanno capo le operazioni della multinazionale finlandese che, adesso, si dedica a mappe e infrastrutture. Ma anche perché “Microsoft si riserva di utilizzarlo sui cellulari entry-level”, ha spiegato Tuula Rytilä, senior vice presidente per il marketing dei cellulari Microsoft. All’epoca dell’acquizione, infatti, l’azienda americana ha siglato un accordo di licenza che prevede l’uso del nome Nokia sugli smartphone Lumia fino al 25 novembre 2015; sui Nokia X fino al 31 dicembre 2015, mentre per le serie S30 e S40, l’utilizzo è concesso fino al 25 aprile 2024. Resta la variabile del destino del brand Nokia. Nel 2008, secondo i dati della britannica Brandirectory, era uno fra i primi dieci nel mondo. Nel 2013 era 388°, con un valore stimato di 3,2 miliardi di dollari, nel 2014 non figura nell’elenco dei primi 500.

A questo proposito, è importante ricordare l’evoluzione dello scenario della telefonia mobile. Marchi come Sony e Lg, infatti, hanno visto ridimensionare radicalmente le proprie quote: il loro valore, infatti, si attesta su 12 miliardi di dollari, mentre Samsung, è al secondo posto, con 78 miliardi. Dunque, è evidente che, nel tentativo di conquistare un spazio nel duopolio Apple - Samsung, Microsoft ha probabilmente più chance con un nuovo marchio piuttosto che con un brand in caduta libera. Per contro, la percezione del brand Nokia presso i consumatori resta alta: secondo BrandIndex dell’istituto di ricerca britannico YouGov’s – che monitora la qualità, il valore, la soddisfazione e la reputazione agli occhi dei consumatori -, nel 2013 Nokia si attestava a un punteggio di 31.2, in seconda posizione dietro a Samsung, mentre i cellulari Windows Phone erano a 3,4. Insomma: in termini di percezione di brand, Nokia è ancora nel cuore di molti, ma ci sono grandissime differenze da Paese a Paese. In India, per esempio, il marchio ha molto appeal, mentre non ne ha presso il pubblico cinese. Ed è probabilmente per tutte queste ragioni che Microsoft intende utilizzare il marchio Nokia sui prodotti no-frills per conquistare mercati emergenti, riservandosi l’uso del nuovo brand in mercati più evoluti e competitivi.

Ma la storia di Nokia non finisce qui. Con l’acquisizione della  divisione Devices & Services di Nokia, Microsoft - ricorda Carzaniga - ha dato vita a una nuova realtà che unisce la potenza del brand americano all’appeal del marchio Lumia. “Internamente, il know how dei professionisti di Devices & Services, che per decenni hanno disegnato e definito l’innovazione del mercato della telefonia cellulare con il preciso obiettivo di renderla accessibile a tutti, si fonde in perfetta coerenza con la vision di Microsoft, nata per portare un pc in ogni casa e su ogni scrivania. Il risultato è quello che il ceo di Microsoft ha identificato come la linea strategica dell’azienda “Mobile First, Cloud First”” ha concluso il manager. A questo proposito, infine, l’azienda è al lavoro anche sulla reingegnerizzazione del marchio. Microsoft, infatti, punta a rivoluzionare le operazioni di marketing nei prossimi tre anni per riposizionare il brand nell’area dell’empowerment: “Se Apple è sinonimo di tutto ciò che è innovativo e Google è il punto di riferimento per la ricerca, Microsoft vuole essere conosciuto come il marchio che dà più potere alle persone”, ha dichiarato Chris Capossela, nominato all’inzio dell’anno chief marketing officer Microsoft dal nuovo ceo Satya Nadella. 

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