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Ema tra Amsterdam e Milano: perché la partita è riaperta

Dopo il sorteggio beffa, l'Italia fa ricorso e torna in gioco per ospitare la sede dell'Agenzia Europea del farmaco

Pirellone

Simona Santoni

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Il 20 novembre 2017 un sorteggio ha assegnato ad Amsterdam la nuova sede dell'Agenzia Europea del farmaco (Ema) dopo la Brexit, ai danni di Milano, nella votazione iniziale giunta a pari merito con la capitale olandese. Ma ora le speranze si riaccendono per l'Italia visto che Amsterdam è in ritardo sulle tempistiche.

Il Comune di Milano ha fatto ricorso al Tribunale dell'Unione europea in Lussemburgo contro la decisione del Consiglio dell'Unione Europea. E anche il governo ha depositato il suo ricorso alla Corte di giustizia europea. Ecco perché. 

Perché l'Italia fa ricorso per avere l'Ema

Dopo aver strappato l'Ema a Milano, Amsterdam mostra le sue falle: la nuova sede dell'Ema dovrà essere operativa dal primo giorno della Brexit, cioè il 30 marzo 2019, ma il palazzo ospitante non sarà pronto per allora. Il trasferimento di tutto il personale e delle attività da Londra è quindi destinato a subire ritardi e costi supplementari.

A lanciare l'allarme è stato il direttore esecutivo dell'Ema, l'italiano Guido Rasi, in una conferenza stampa assieme alle autorità olandesi, il 29 gennaio. Gli olandesi hanno proposto una sede temporanea nella città, tra l'altro con spazi dimezzati rispetto alla sede londinese, ma, come ha obiettato Rasi, "questo doppio trasferimento ci costringerà a investire più risorse, e prolungherà il 'piano di continuità', ovvero impiegheremo di più per tornare alle operazioni normali". 

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha prontemente replicato su Twitter: "Milano era pronta e operativa, sarebbe stato meglio decidere su elementi tecnici senza affidarsi alla sorte. Dobbiamo porre la questione in Commissione Europea".

I ricorsi di Milano e del governo italiano

Il sindaco di Milano Beppe Sala, con il sostegno della Regione Lombardia, ha presentato un ricorso il 30 gennaio, ultimo giorno utile per farlo. Milano torna così a sperare di spalancare le porte del Pirellone, il grattacielo dove ha sede il Consiglio regionale della Lombardia, agli 890 dipendenti dell'Ema, l'autorità che si occupa della valutazione scientifica dei medicinali.

Anche il governo italiano ci prova e fa ricorso perché il dossier presentato da Amsterdam ha informazioni incomplete

Il premier Paolo Gentiloni ha detto a Uno Mattina: "Dobbiamo provarci, sapendo che l'Ema è importantissima, interessa la salute di tutti i cittadini. C'è stata la gara tra 27 Paesi, noi abbiamo fatto un figurone perché siamo arrivati primi e poi abbiamo perso il sorteggio ma poi è emerso che ci sono informazioni incomplete nel dossier di Amsterdam. Chiediamo alla Corte di Giustizia e poi al Parlamento Ue di valutare. La partita non è chiusa ma non dobbiamo farci illusioni che sia facile riaprirla perché ci sono state procedure seguite". 

Perché è importante

L'Agenzia Europea del Farmaco è importante per la tutela della salute dei cittadini. E quindi essenziale che la sua sede sia operativa, con continuità. 

Dietro l'assegnazione della sede Ema è chiaro che si muovono però anche tanti altri interessi, di natura economica. La European Medicines Agency ha il compito di coordinare le politiche europee di autorizzazione e commercializzazione dei medicinali. Al suo interno ci lavorano quasi 900 persone che si trasferirebbero da Londra. L'indotto economico totale portato dal trasloco dell'Ema è calcolato in 1,3 miliardi di euro.


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