Home » Lifestyle » Salute » Ti fa male il collo dopo ore davanti allo smartphone? I cinque consigli degli ortopedici per evitare il tech neck

Ti fa male il collo dopo ore davanti allo smartphone? I cinque consigli degli ortopedici per evitare il tech neck

Ti fa male il collo dopo ore davanti allo smartphone? I cinque consigli degli ortopedici per evitare il tech neck
Young woman working at home and having neck pain, Healthcare and problem concept office syndrome

Tech neck, il mal di collo causato anche dalle posture prolungate davanti a smartphone e PC: sintomi, rischi e cinque consigli degli ortopedici SIOT.

Con il ritorno alla routine lavorativa e scolastica, le ore trascorse davanti agli schermi tornano ad aumentare e, insieme al tempo dedicato a computer, smartphone e tablet, cresce anche il rischio di sviluppare dolori cervicali, rigidità muscolare e tensioni alle spalle. Un fenomeno sempre più diffuso, comunemente identificato con il termine tech neck o text neck, che descrive l’insieme dei disturbi associati all’utilizzo prolungato dei dispositivi digitali, soprattutto quando la testa viene mantenuta inclinata in avanti per molte ore e il corpo rimane nella stessa posizione senza sufficienti occasioni di movimento.

A richiamare l’attenzione sul problema è la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), che in occasione della ripresa delle attività quotidiane invita a prestare maggiore attenzione alle abitudini posturali e alla sedentarietà, sottolineando come il dolore cervicale non sia necessariamente il segnale di una patologia, ma possa essere favorito dal sovraccarico muscolare e dal mantenimento prolungato di posizioni statiche.

Non è quindi soltanto una questione di come teniamo lo smartphone o di quanto sia corretta la nostra posizione davanti al computer, perché a incidere sul benessere del collo è soprattutto l’insieme delle abitudini quotidiane, dal numero di ore trascorse immobili alla frequenza delle pause, fino alla quantità di attività fisica praticata durante la settimana.

Che cos’è il tech neck e perché può provocare dolore al collo

Il termine tech neck indica comunemente i disturbi cervicali che possono comparire quando si utilizzano a lungo smartphone, tablet e computer, mantenendo il capo inclinato in avanti e riducendo la varietà dei movimenti durante la giornata.

«Con il termine tech neck si descrive comunemente l’insieme dei disturbi che possono comparire quando trascorriamo molte ore davanti a smartphone, tablet e computer, mantenendo a lungo il capo inclinato in avanti e soprattutto riducendo la varietà dei movimenti», spiega il professor Pietro Simone Randelli, presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia e ordinario di Ortopedia dell’Università degli Studi di Milano.

«In queste condizioni aumenta il lavoro richiesto alla muscolatura cervicale. Una postura sfavorevole può contribuire al sovraccarico, soprattutto se viene mantenuta per molte ore, si fanno poche pause e la giornata è caratterizzata da scarsa attività fisica. La prevenzione passa quindi prima di tutto dal movimento e dalla capacità di cambiare frequentemente posizione».

Tra i sintomi che possono manifestarsi figurano dolore e rigidità cervicale, tensione alle spalle e alla parte alta della schiena, affaticamento muscolare e mal di testa, disturbi che possono comparire soprattutto dopo periodi prolungati trascorsi davanti a uno schermo senza cambiare posizione.

Gli specialisti sottolineano tuttavia che non bisogna attribuire automaticamente ogni dolore cervicale all’utilizzo dei dispositivi digitali, perché la comparsa dei sintomi può dipendere da diversi fattori e richiede di considerare le abitudini complessive della persona.

Cosa succede alla cervicale quando guardiamo lo smartphone con la testa inclinata

Il problema riguarda soprattutto il modo in cui cambia la distribuzione dei carichi sulle strutture cervicali quando la testa viene mantenuta a lungo inclinata in avanti, una posizione particolarmente comune durante l’utilizzo dello smartphone, soprattutto quando il dispositivo viene tenuto all’altezza del torace o sulle ginocchia.

«Dal punto di vista biomeccanico, quando la testa viene inclinata in avanti cambia la distribuzione dei carichi sulle strutture cervicali», spiega il professor Alberto Di Martino, esperto SIOT e professore associato di Ortopedia e Traumatologia presso l’Università di Bologna e l’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli.

«Il centro di gravità della testa si sposta anteriormente e aumenta il lavoro richiesto ai muscoli e alle strutture posteriori del collo per mantenerla in posizione».

Questo significa che mantenere il capo piegato in avanti per periodi prolungati può richiedere un maggiore impegno alla muscolatura cervicale, soprattutto quando la posizione viene associata a una ridotta mobilità e a poche interruzioni durante la giornata.

Alcuni studi hanno rilevato un’associazione tra un maggiore tempo di utilizzo dello smartphone e una più elevata frequenza di dolore cervicale, con particolare attenzione alle esposizioni quotidiane superiori alle tre-quattro ore. Si tratta, tuttavia, di un’associazione che non consente di stabilire automaticamente che sia il dispositivo a provocare il disturbo.

«Anche questo dato non permette però di attribuire il dolore esclusivamente allo smartphone. Chi trascorre molte ore davanti a uno schermo può infatti essere anche più sedentario, praticare meno attività fisica, muoversi meno e mantenere più a lungo posizioni statiche. È quindi l’insieme delle abitudini quotidiane a dover essere considerato», precisa Di Martino.

La distinzione è importante perché permette di affrontare il problema senza considerare la tecnologia come l’unica responsabile dei disturbi cervicali, concentrando invece l’attenzione sui comportamenti che possono favorire il sovraccarico muscolare e sulle modifiche che è possibile introdurre nella routine quotidiana.

Tech neck nei bambini e negli adolescenti: perché prestare attenzione

Il rapporto tra utilizzo dei dispositivi digitali e abitudini posturali merita particolare attenzione anche nei bambini e negli adolescenti, soprattutto durante le fasi della crescita, quando alle numerose ore trascorse davanti agli schermi possono associarsi una ridotta attività fisica e periodi prolungati in posizione seduta.

Secondo gli specialisti SIOT, nel tempo possono comparire atteggiamenti posturali caratterizzati dal capo protratto in avanti, dalle spalle anteriorizzate e da una maggiore curvatura del tratto dorsale, soprattutto quando l’utilizzo prolungato dei dispositivi si accompagna alla sedentarietà e alla scarsa varietà dei movimenti.

Anche in questo caso, tuttavia, è importante evitare di interpretare automaticamente ogni alterazione posturale come una conseguenza diretta dell’utilizzo dello smartphone, perché il benessere muscoloscheletrico dipende da un insieme di fattori che comprende il movimento, l’attività fisica e le abitudini quotidiane.

I cinque consigli degli ortopedici per prevenire il tech neck

Per ridurre il rischio di sovraccarico cervicale durante le attività lavorative, scolastiche e ricreative, la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia ha individuato cinque raccomandazioni pratiche che riguardano la posizione del collo, l’organizzazione della postazione di lavoro, la frequenza delle pause e l’importanza di mantenere uno stile di vita attivo.

1. Evitare di tenere il collo troppo inclinato in avanti

La prima raccomandazione riguarda la posizione della testa durante l’utilizzo dei dispositivi digitali, perché una flessione marcata e mantenuta a lungo può aumentare il lavoro richiesto alla muscolatura cervicale e favorire il sovraccarico.

Gli ortopedici consigliano quindi di cercare una posizione confortevole che non costringa il collo a rimanere piegato in avanti per periodi prolungati, evitando in particolare di mantenere a lungo inclinazioni superiori a circa 30 gradi.

L’obiettivo non è assumere una posizione rigida o controllare continuamente l’inclinazione della testa, ma ridurre il tempo trascorso con il collo fortemente flesso, soprattutto quando si utilizza lo smartphone per leggere, scrivere messaggi o consultare contenuti.

2. Fare pause regolari e cambiare spesso posizione

Anche una postura apparentemente corretta, se mantenuta immobile per molte ore, può contribuire all’affaticamento muscolare, motivo per cui gli specialisti raccomandano di interrompere regolarmente le posizioni statiche durante il lavoro al computer o l’utilizzo prolungato dello smartphone.

Alzarsi dalla scrivania, muovere il collo e le spalle, cambiare posizione e distogliere periodicamente lo sguardo dallo schermo sono comportamenti semplici che permettono di introdurre una maggiore varietà di movimenti nella giornata.

La raccomandazione riguarda quindi non soltanto chi lavora per molte ore davanti a un monitor, ma anche chi trascorre lunghi periodi utilizzando smartphone e tablet durante gli spostamenti, lo studio o il tempo libero.

3. Sistemare correttamente computer, monitor e smartphone

L’organizzazione della postazione di lavoro rappresenta un altro elemento importante per evitare di mantenere il capo costantemente inclinato durante le attività quotidiane.

Monitor, seduta e piano di lavoro dovrebbero consentire una posizione confortevole, evitando di costringere il collo a una flessione marcata per molte ore consecutive, mentre smartphone e tablet possono essere portati più in alto, avvicinandoli all’altezza dello sguardo.

Una disposizione più adeguata dei dispositivi permette di ridurre la necessità di guardare continuamente verso il basso, ma non elimina l’importanza delle pause e dei cambiamenti di posizione, che rimangono fondamentali anche quando si lavora in una postazione ben organizzata.

4. Contrastare la sedentarietà con un’attività fisica regolare

Il quarto consiglio riguarda il movimento al di fuori delle ore trascorse davanti agli schermi, perché praticare regolarmente attività fisica contribuisce al benessere muscoloscheletrico e alla capacità dell’organismo di tollerare meglio i carichi quotidiani.

Secondo gli ortopedici, la prevenzione del tech neck non può quindi limitarsi alla correzione della postura durante il lavoro, ma deve comprendere anche una maggiore attenzione alla sedentarietà e alla possibilità di introdurre movimento nella propria routine.

5. Riconoscere quando è necessario rivolgersi a un medico

Un episodio occasionale di rigidità cervicale o affaticamento dopo molte ore davanti al computer non rappresenta necessariamente un motivo di preoccupazione, ma esistono situazioni nelle quali è importante richiedere una valutazione medica.

Gli specialisti SIOT raccomandano di rivolgersi al medico quando il dolore persiste o peggiora, limita le normali attività quotidiane, compare dopo un trauma oppure si associa a formicolii, perdita di sensibilità o riduzione della forza agli arti superiori.

In presenza di questi sintomi, infatti, è importante non attribuire automaticamente il disturbo a una semplice postura scorretta, ma sottoporsi a una valutazione che permetta di identificarne le possibili cause.

La soluzione non è smettere di utilizzare smartphone e computer, ma muoversi di più

Il tech neck rappresenta una delle conseguenze possibili di una routine nella quale lavoro, studio e tempo libero comportano spesso molte ore trascorse davanti agli schermi, ma la prevenzione non passa necessariamente attraverso una riduzione drastica dell’utilizzo della tecnologia.

Secondo gli ortopedici, il punto centrale è imparare a riconoscere le abitudini che possono favorire il sovraccarico muscolare, evitando di mantenere a lungo posizioni statiche e introducendo pause, movimento e una maggiore attenzione all’organizzazione della postazione di lavoro.

«La soluzione non è demonizzare smartphone, tablet e computer – conclude il professor Randelli – ma imparare a utilizzarli in maniera più consapevole. Soprattutto con il ritorno alla routine di lavoro o di studio, la raccomandazione è semplice: meno immobilità, più movimento, maggiore attenzione alle proprie abitudini quotidiane e alla postura».

© Riproduzione Riservata