Ema ad Amsterdam: che cosa sappiamo finora

Tutti i passaggi, data per data, della vicenda di assegnazione della sede dell'agenzia del farmaco europea e i temi ancora aperti

Ema

Lo Spark building, la sede temporanea dell'Ema ad Amsterdam - 30 gennaio 2018 – Credits: REMKO DE WAAL/AFP/Getty Images

Anna Maria Angelone

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La vicenda del trasferimento dell'Ema (European Medicines Agency) da Londra ad Amsterdam con i ricorsi presentati da Milano (esclusa al sorteggio dopo un parimerito) sta diventando un vero caso europeo. Qui ricostruiamo tappa dopo tappa cosa è successo e quali sono le fasi principali della vicenda per ora non conclusa.

1) 29 marzo 2017 - il premier britannico Theresa May ufficializza la richiesta per la Brexit. Il Regno Unito uscirà dall'Ue il 29 marzo 2019. Partono le trattative per negoziare le condizioni del "divorzio" e anche per la riassegnazione delle due agenzie europee attualmente a Londra: l'Autorità bancaria europea (Eba) e l'Agenzia del farmaco europea (Ema).

2) 22 giugno 2017 - Al vertice europeo, i 27 leader dell'Ue (per l'Italia, il premier Paolo Gentiloni) concordano le regole per scegliere la nuova sede. I passaggi successivi sono affidati ai ministri degli Affari europei. Il governo italiano, in realtà, non condivide la procedura e il sistema di voto proposto dal Consiglio europeo e dalla Commissione europea, ma si trova isolato. Il sottosegretario Sandro Gozi riesce a introdurre un rapporto tecnico per verificare il rispetto dei parametri fissati da parte delle candidature. Le pagelle saranno stilate dalla Commissione europea.

3) 31 luglio 2017 - Ben 19 città europee si candidano per ospitare la nuova sede dell'Ema: Amsterdam, Atene, Barcellona, Bonn, Bratislava, Bruxelles, Bucarest, Copenaghen, Dublino, Helsinki, Lilla, Malta, Milano, Porto, Sofia, Stoccolma, Vienna, Varsavia, Zagabria. Un team dell'Ema visita solo 7 città candidate. Fra queste, anche Milano e Amsterdam.

4) 30 settembre 2017 - La Commissione europea rende nota la sua valutazione sulle 19 candidature. Per la capitale olandese emerge un rilevante punto debole: la sede indicata per l'Ema, il "Vivaldi Building", deve essere ancora costruita e quindi lo staff degli 890 dipendenti sarebbe costretto a trasferirsi in un edificio temporaneo per almeno sei mesi. Bruxelles nota che "l'offerta non consente di valutare il rispetto di una serie di requisiti del criterio n. 1" (ovvero la disponibilità di uffici adeguati in tempi utili al fine di garantire la continuità operativa dell'Ema).

5) 17 ottobre 2017
- Si svolge una prima discussione sulle candidature fra i ministri europei. A fine mese, il Consiglio europeo e la presidenza (in quel semestre a guida dell'Estonia) dettagliano le regole di voto.

6) 20 novembre 2017 - È il fatidico giorno della scelta della nuova sede dell'Ema. Nonostante un sistema di voto mai usato e molto discusso, Milano sbaraglia tutti nei primi due turni (con 25 e 12 voti). Il terzo round si conclude con un pareggio Milano-Amsterdam (13 voti), dovuto all'astensione della Slovacchia (piccata per l'esclusione di Bratislava). La capitale olandese prende 4 voti prima confluiti su Copenaghen, l'Italia ne conquista uno. Amsterdam è baciata dalla sorte in un discusso ballottaggio e diventa la sede prescelta.

7) 29 gennaio 2018 - Il direttore dell'Ema, Guido Rasi, esprime perplessità sulla scelta di Amsterdam parlando di soluzione "non ottimale". Le parole riaprono la vicenda, facendo emergere aspetti nuovi. Stando alle prime indiscrezioni giornalistiche, la capitale olandese avrebbe tenuto "secretata" la parte del dossier contenente l'edificio provvisorio e poi avrebbe cambiato le carte in tavola dopo il sorteggio.

8) 30 gennaio 2018 - L'Italia si appella ai giudici europei contro Amsterdam. I ricorsi sono tre: due del Comune di Milano (rappresentato dall'avvocato Francesco Sciaudone di Grimaldi Studio Legale) che chiedono, rispettivamente, la sospensione e l'annullamento della decisione. Il terzo presentato dal governo contro il Consiglio europeo alla Corte di giustizia europea.

9) 12 febbraio 2018 - Stando alle anticipazioni del Corriere della Sera, nella parte del dossier tenuta nascosta, il governo olandese avrebbe indicato due palazzi per il periodo transitorio: il «Tripolis-Burgerweeshuispad 200 and 300» e «l'Infinity Business Center-Amstelveenseweg 500». Ma, come confermato dall'Ema a Panorama, Amsterdam non li ha fatti ispezionare alla delegazione Ema arrivata da Londra per valutare la bontà dell'offerta. Nella capitale olandese, il team vede solo l'area dove sorgerà la nuova sede senza neppure i cantieri aperti.

10) 20 febbraio 2018 - Amsterdam mette online l'allegato tenuto nascosto, ammettendo che le due strutture indicate nella candidatura con le quali sono arrivate al sorteggio erano diverse da quella attualmente scelta, lo "Spark Building". Il Comune di Milano porta il caso Ema anche davanti alla Corte dei conti europea: si chiede di fare chiarezza anche sui costi. Intanto, si registra un nuovo "caduto" in campo olandese: si dimette Alexander Italianer, il potente segretario generale della Commissione europea che dal 2015 aveva sostituito Catherine Day e che sarebbe il principale indiziato per la parte secretata del dossier olandese. Ufficialmente, lascia perché intenzionato a prepensionarsi, ma molti si chiedono se sia stato spinto a farsi da parte.

11) 22 febbraio 2018 - Inizia la visita ad Amsterdam da parte di un gruppo di eurodeputati della commissione Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare, guidata dall'italiano Giovanni La Via e accompagnata dallo stesso direttore dell'Agenzia del farmaco europea Guido Rasi. Ha rappresentato uno snodo per la vicenda dell'Ema. E la strada per riaprire la partita di Milano, beffata dalla capitale olandese solo grazie a un discusso sorteggio, si fa ora più in salita.


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