Dove si lavora meglio: alimentari, bevande e altri beni di consumo

Ferrero, Barilla e Colgate-Palmolive le imprese preferite dai dipendenti in questo settore

Redazione

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Apprendere, crescere e migliorare di giorno in giorno la qualità della propria vita. E’ la promessa che Ferrero, storica azienda familiare che ha inventato la Nutella, promette ai propri dipendenti. Una sfida che ha vinto in pieno visto il riconoscimento ricevuto con l’indagine Statista. Ferrero, oggi la più grande azienda alimentare in Italia e tra le più grandi industrie dolciarie al mondo, è infatti in seconda posizione nella classifica generale delle aziende beniamine dei lavoratori in Italia. Nello stesso settore svetta anche Barilla, altro grande marchio del cibo italiano. Tutte realtà che hanno superato colossi internazionali come Coca-Cola.

  1. Ferrero
  2. Barilla
  3. Colgate-Palmolive
  4. Coca Cola Italia
  5. Balocco
  6. Sammontana
  7. Parmalat
  8. F.lli De Cecco Di Filippo
  9. 3M Italia
  10. AIA


La metodologia del sondaggio

Per scoprire quanto sono soddisfatti gli italiani delle aziende dove lavorano, l’istituto indipendente di ricerca tedesco Statista ha realizzato un grande sondaggio, intervistando online più di 15 mila dipendenti di imprese che danno lavoro in Italia ad almeno 250 persone. È stato considerato l'intero universo di aziende che superano questa soglia di dipendenti, una platea di oltre 2.000 società. I dipendenti sono stati consultati in maniera anonima in modo da poter esprimere apertamente il proprio parere, senza alcuna influenza dal proprio datore di lavoro. Si tratta infatti di un'indagine che non prevede alcun pagamento da parte delle imprese per partecipare al sondaggio. La domanda-chiave del sondaggio era questa: «Su una scala da 0 a 10, con quanta probabilità raccomanderebbe la sua azienda ad un conoscente o familiare?»

Si è anche domandato ai partecipanti se fossero a conoscenza di imprese che avrebbero raccomandato a conoscenti o familiari come datore di lavoro, o, al contrario, se ci sono aziende che avrebbero addirittura sconsigliato. I risultati di questi due elementi sono stati combinati per calcolare un punteggio finale per i datori di lavoro in Italia emersi nell’indagine, attribuendo un peso maggiore alla disponibilità dei partecipanti a raccomandare la propria azienda.

Agli intervistati sono state poste altre 12 domande su argomenti relativi al lavoro e in totale ogni intervista aveva una durata medie di 5-10 minuti.


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