Dargen D'Amico, "D'io" - Le 5 canzoni fondamentali
Ufficio stampa Warner
Dargen D'Amico, "D'io" - Le 5 canzoni fondamentali
Musica

Dargen D'Amico, "D'io" - Le 5 canzoni fondamentali

L'album del rapper milanese stupisce per profondità e ricercatezza

Un inedito mix tra rap e cantautorato

Spiazzante e profondo sono i due aggettivi che meglio si adattano all’hip hop cantautorale di Dargen D’Amico, che ha confermato tutte le sue qualità nel recente D’io, ottavo album della sua carriera.  Dargen è un rapper atipico, già dal look: giacca e camicia,  barba lunga, nessun tatuaggio in vista, gli immancabili occhiali specchiati. L’artista milanese non usa il microfono per fare ego trippin’, come molti suoi colleghi, ripetendo come una stanca litania che lui è pieno di soldi e di donne. Non vuole dare risposte, ma insinuare domande, spiazzarci di continuo con i suoi giochi di parole per farci fermare e guardarci allo specchio attraverso una nuova angolazione. Non manca il divertimento in D’io, ma la musica di D’Amico non è una media chiara da bere in fretta, ma una birra artigianale belga da assaporare un poco alla volta, tanta è densa e ampia la materia di cui tratta. Oggi è stato pubblicato su Youtube il nuovo video di Essere non è da me, terzo singolo estratto dall’album, inoltre sono state annunciate le date del suo tour primaverile: 24 aprile al Circolo Mame di Padova,25 aprile  al Buio Club di Napoli, 8 maggio al Locomotiv Club di Bologna, 9 maggio all’Ohibò  di Milano, 14 maggio a Le Mura di Roma,16 maggio alle Officine San Domenico di Andria (BA) e 29 maggio alle Lavanderie Ramone di Torino. Vediamo insieme, cliccando le frecce laterali, i 5 brani fondamentali di D’Io, un disco che riconcilia con il rap anche chi ha superato i trent’anni.

1) Amo Milano

Amo Milano è un perla che racconta la Milano più vera, le cui bellezze sono meno evidenti di altre metropoli, ma non per questo meno intriganti. Un caloroso omaggio alla sua città, che ricorda musicalmente la splendida Set adrift on memory bliss dei P.M. Dawn. L’inizio del brano è folgorante: “Amo Milano perché quando il sole sorge, nessuno se ne accorge/amo Milano perché non si nota, per l’Europa è Italia, per l’Italia è Europa”.  Amo Milano potrebbe diventare la O mia bella madunina degli anni Duemila o, rimanendo su canzoni più moderne, una nuova Porta Romana di Gaber o Luci a San Siro di Vecchioni in chiave rap.

2) La mia generazione

Inizia con un pianoforte alla Coldplay questo brano generazionale sulla precarietà come condizione esistenziale, anche se Dargen ha specificato che non si riferisce a un generazione in particolare. Il ritornello, semplice ed emozionante, è emblematico: “È finito il tempo per parlare/La mia generazione non ha futuro/Ma ha ancora voglia di ballare/Quindi sposta i mobili contro il muro”. Già con questi due brani il costo del cd è ampiamente ripagato.

3) Parenti

Un’escursione quasi pop nelle sonorità, mentre il testo appare come un richiamo all’unità, una sorta di One love in chiave rap. Parenti è una godibile riflessione sull’uomo, sulla libertà e sul denaro che difficilmente troverete in altri album rap italiani. “La pulizia, il sesso di qualcosa di più responsabile/ consapevole sullo schermo di un telefono/E sai che dall'altra parte probabile c'è un tuo parente che recita una parte/e poi affacciarsi dal frigo in una stanza senza finestra/ chiedere alla luna al neon se la famosa vita era questa”.

4) Modigliani

Modigliani è il capolavoro del disco, un brano che avrebbe funzionato anche al Festival di Sanremo, con buone possibilità di vincere il Premio della Critica. Non c’è batteria, gli archi e il piano sembrano sospesi nell’aria. “Controlla i tuoi fantasmi da tutte le parti/ perchè per lo meno non feriscano anche altri/la goccia quando cade in bocca fa un rumore pieno/ che ti disseta e però lei muore/nell'oscurità medicina per la timidezza/meglio del vino, meglio di una pastiglia e mezza”. 

5) Essere non è da me

Essere non è da me si ricollega, per atmosfere e per tematiche, al brano precedente. Una canzone che fa volare alto, in cui Dargen indossa i panni del poeta più che del rapper. Gli archi ariosi e un coro celestiale in lontananza accompagnano il flow di Dargen, fino all'emozionante refrain. Il Big Bang, il peccato, le lacrime, il tempo, la natura: trovate tutto questo, e molto di più, nel poetico video interamente realizzato da Dargen D’Amico. Applausi.

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