Edoardo Frittoli

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Il possesso del Texas fu il primo motivo di tensione al confine tra l'allora Viceregno della Nuova Spagna e i neonati Stati Uniti, dopo che questi ebbero l'appoggio degli Spagnoli nell'affrancamento dalla madrepatria britannica. 

Nel 1821 anche il Messico divenne indipendente da Madrid, venendo immediatamente riconosciuto nelle relazioni diplomatiche da Washington. Nonostante l'avvio di scambi commerciali, la questione del possesso del Texas rimase centrale. Ad aggravare la situazione di tensione tra le due nazioni confinanti contribuì l'occupazione di parte del territorio del Texas orientale da parte di coloni statunitensi, che arrivarono a rivendicare l'autonomia dal governo messicano. L'opinione pubblica americana cominciò a guardare con simpatia i coloni, fino alla dichiarazione di annessione del Texas nel 1845. La reazione messicana fu scontata, e portò alla guerra tra Messico e Usa combattuta dal 1846 al 1848. Per il Messico fu una disfatta totale, e la sconfitta portò all'annessione non solo del Texas, ma anche dei territori dell'attuale New Mexico e di parte della California.

Tra gli anni '50 e '60 del secolo XIX si registrò un ulteriore incremento territoriale a favore degli Usa, avvenuto tramite successivi accordi con il governo di Antonio Lopez di Santa Anna. Nel 1861 i conservatori messicani cercarono l'alleanza della Francia di Napoleone III per rovesciare la Repubblica messicana e favorirono gli stati del Sud degli Usa durante la Guerra di Secessione. La Francia passò ai fatti intervenendo direttamente in Messico e instaurando il governo fantoccio di Massimiliano I, un principe austriaco. Nel 1865 terminò la guerra di Secessione e gli Stati Uniti fornirono armi ai repubblicani messicani che riusciranno nell'intento di cacciare i Francesi. Massimiliano I sarà giustiziato nel 1867.

Meno di un decennio dopo l'instabilità politica del Messico portò alla presa del potere da parte del generale Porfirio Diaz, il quale impostò una politica di crescita che portò un importante flusso di capitali statunitensi per lo sviluppo del Messico. Ancora una volta il confine tra Messico e Usa sarà turbato da incidenti dovute alle scorrerie degli Apache di Geronimo, eventi che momentaneamente contribuiranno a far crescere la cooperazione tra le due nazioni e a far riconoscere definitivamente agli americani il regime di Diaz, che lascerà il posto a Francisco Madero nelle successive elezioni. Quest'ultimo sarà assassinato dagli uomini di Ferdinando Zapata nel 1913, facendo precipitare il Messico nel caos della futura rivoluzione, dovuta principalmente alla mancata riforma agraria promessa dal successore di Madero, Huerta.

Seguirono oltre 10 anni di caos e guerra civile in cui gli Usa cercarono di ostacolare i capi della rivolta (sopra tutti Pancho Villa) e i successivi governi rivoluzionari messicani degl anni '20. La tensione ebbe il suo apice col governo di Elias Calles, quando la rivolta prese una piega anticlericale contro la Chiesa Cattolica messicana al quale il neo ambasciatore Usa Dwight Morrow rispose proponendo un vantaggioso accordo commerciale per il Messico e la mediazione tra la Chiesa e il governo zapatista avvenuta nel 1929.

Le tensioni tra Usa e Messico si ripresentano nel decennio successivo sulla questione del petrolio, quando il presidente rivoluzionario Càrdenas ordinò la nazionalizzazione dei giacimenti a danno della Standard Oil. Washington rispose allora con espulsioni di cittadini messicani dal territorio degli Stati Uniti. La Seconda Guerra Mondiale portò relativa calma tra le due nazioni per la necessità americana di assicurarsi un flusso di materie prime dal Messico. Dalla guerra nacque il "programma Bracero", che prevedeva l'impiego di personale messicano nel settore agricolo del Sud degli Usa, accordo in vigore fino al 1964. Durante la Guerra Fredda il Messico appoggiò sostanzialmente la politica Usa in america centrale avvallando tra l'altro la cacciata del presidente socialista del Guatemala Jacobo Arbenz. Nel 1994 il legame commerciale tra Usa, Messico e Canada sarà rafforzato dai cosiddetti accordi di libero scambio noti come NAFTA (North American Free Trade Agreement).

Il problema principale dagli anni '80 in avanti è rappresentato, oltre cha dagli ingressi clandestini negli Usa, dal traffico di droga attraverso il confine. Oltre l'80% della cocaina immessa sul mercato Usa giunge attraverso il Messico, situazione che ha portato negli anni 2000 alla costruzione di una barriera lungo la linea di confine ed al rafforzamento della sorveglianza, che non ha tuttavia impedito numerosi episodi di violenza lungo la linea di frontiera. L'operazione volta alla "tolleranza zero" fu posta in atto nel 2005 come Operation Streamline. La misura straordinaria considera azione criminale l'immigrazione clandestina nel territorio degli Stati Uniti, prevedendo processi di massa per direttissima nei quali circa il 99% degli imputati è giudicato colpevole del reato. L' operazione, che ha attratto critiche di incostituzionalità, di scarsa efficacia e di eccessivo peso economico, ha riguardato circa 750.000 casi di ingresso illegale negli Usa. Già prima dell'escalation promessa dal neo-presidente Donald Trump con il progetto del muro tra Stati Uniti e Messico.

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