Oreste del Buono, un ricordo del narratore ironico
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Oreste del Buono, un ricordo del narratore ironico
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Oreste del Buono, un ricordo del narratore ironico

A dieci anni dalla scomparsa, riedizioni, incontri e mostre dedicate a OdB

Oreste del Buono è, per prima cosa, Linus. E in effetti viene spontaneo ricordarlo così, come il "papà" della rivista a fumetti. Era OdB (come lo chiamano gli estimatori), era l'ironia, erano le strisce di grandi come Calvin & Hobbes, Doonesbury, Peanuts (e molti altri) che ha fatto conoscere al pubblico italiano.

E certo, quella rivista, mitica, è stata davvero un punto di riferimento per chi inseguiva racconti disegnati e ad alto tasso di ironia. Ma lui, Oreste del Buono, era anche un grande narratore. Sapeva conquistare il pubblico con quell'arte così particolare di imbastire le storie: sembravano infinite. Perché la sua tecnica era quella del carciofo: narrare sfogliando i petali e perdendosi in struttture concentriche ma centrifughe al contempo. Divagazioni, emozioni, punti di vista si mescolavano alla trama, fino a dilatarla e renderla propria. Unica, strettamente personale.

Non solo: lo stile e l'uso della lingua lo hanno posizionato tra gli autori trasgressivi, sperimentali e avanguardisti. Perché attraverso un linguaggio apparentemente molto semplice, colloquiale e quotidiano, riusciva a imbastire al sua narrazione aperta e continua.

Come dire che la semplicità è la cosa più complicata che la letteratura possa offrire. E che la leggerezza, di calviniana memoria, necessita di strutture pesanti cui poggiare. O forse, da cui scappare.

Prima che direttore della rivista Linus (alla cui guida è del 1972 al 1981 e poi negli anni 90) ha fatto parte del Gruppo 63, composto da critici e scrittori della neoavanguardia come Nanni Balestrini, Umberto Eco, Achille Bonito Oliva, pubblicando diversi libri con Feltrinelli (Per pura ingratitudine, Un tocco in più con Gianni Rivera).

L'attività di scrittore ha proseguito nel tempo, accompagnandolo per tutta la sua vita, insieme a quella del traduttore. Giornalista per i quotidiani, ma anche per la Tv, ci ha lasciato 10 anni fa.

E per ricordarlo, Isbn pubblica l'Antimeridiano, con una ampia raccolta dei suoi lavori e Facile da usare, cinque racconti di continuità su uno dei temi più classici della narrativa: il triangolo amoroso.

Oggi alle 18 Milano parla di lui  alla Fondazione del Corriere della Sera (via E. Balzan 3) con Natalia Aspesi, Felice Cappa, Aldo Grasso, Ranieri Polese all'incontro dal titolo OdB L'infedele, con proiezione dell’originale televisivo di Oreste del Buono L’infedele (RAI, 1962).

Domani, all'Università degli Studi di via Festa del Perdono, Vittorio Spinazzola, Ermanno Paccagnini, Giacomo Raccis, Mauro Bersani, Fulvia Serra, Alberto Pezzotta, Enrico Mannucci, Piero Colaprico con Giovanna Rosa parlano di Oreste del Buono. L'immaginazione divertente (ore 15), mentre alle 21.30 allo spazio Zelig Cabaret (Viale Monza 140) Gino e Michele con i comici di Zelig raccontano OdB e il suo Amico, amico degli amici, Maestro.

Venerdì invece si parla di fumetto alla Biblioteca Sormani (corso di Porta Vittoria, ore 18) in occasione della presentazione del volume Sul Fumetto di Oreste del Buono, a cura di Daniele Brolli, con Luigi F. Bona con Daniele Brolli, Stefania Rumor, Marcello Jori.

Allo spazio WOW, invece, è in corso la mostra Omaggio a odibì con contributi inediti e originali, esposti al pubblico per la prima volta. Fino all'8 giugno, in Viale Campania 12.
 

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