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"I signori dei Terremoti", breve viaggio intorno al terremoto dell'Aquila

Un saggio di Sonia Topazio racconta, in modo originale, i giorni del sisma del 2009, tra le persone che vissero quel dramma e la scienza che finì sotto accusa

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Daniela Mattalia

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Questo è un libro singolare,  né romanzo né saggio, qualcosa di sperimentale che affronta, e forse non è un caso la sua cifra stilistica, un fenomeno altrettanto imprevedibile  e inafferrabile come lo sono i terremoti; che, soprattutto in un’Italia vulnerabile e malgestita, fanno troppi danni e troppe vittime. A scrivere I signori dei terremoti (Doppiavoce edizioni, 76 pagine, 10 euro) è Sonia Topazio, che per 12 anni è stata l’ufficio stampa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e si è trovata a gestire, a ogni calamità, la comunicazione post-sisma, comunicazione sempre difficile, spesso oggetto di polemiche e controversie.

Per trasmettere l’idea dei drammi, dei dolori, delle vite distrutte, del ruolo degli esperti, degli interventi della Protezione civile, dei pareri degli scienziati, e della violenza della natura (che di tutto ciò se ne frega), Topazio sceglie una formula originale, composta di testimonianze, interviste, rievocazioni, appunti annotati nel diario di Sara, la protagonista-giornalista (il personaggio è di fiction, ma non troppo) che, dopo essere sopravvissuta a un terremoto da bambina, ne diventa l’infaticabile cronista.

Così, in modo volutamente frammentario (si può iniziare la lettura da qualsiasi pagina), scopriamo come è nata la Commissione Grandi Rischi, che cosa successe nel famoso terremoto dell’Aquila, nel 2009, quando «la scienza» e i suoi rappresentanti furono accusati di aver sottovalutato il pericolo e di non aver avvertito la popolazione del rischio che correva (ricordate il processo-farsa agli esperti della Commissione e alla Protezione civile di cui parlò tutto il mondo?). Ascoltiamo le voci delle  persone che quel mattino del 6 aprile erano lì, e alla giornalista raccontano con poche frasi i loro attimi di vita. L’autrice li chiama in modo insolito e affettuoso: la signora IO, il signor ANCHE IO, il signor TU, la signora SECONDO ME, la signora ANCORA TU. Un fiume di parole e di dolore, di vita e di speranza.

C‘è anche Enzo Boschi in questo libro, «il signore dei terremoti», il presidente dell’Ingv, finito nell’occhio del ciclone delle accuse. Il processo finirà  poi in un’assoluzione di tutti gli imputati, si stabilì che la Commissione Grandi rischi (di cui Boschi faceva parte) non era colpevole. 

Infine, Sara va in cerca di tutto ciò che di quel maledetto terremoto è stato detto, raccontato, inventato, ripetuto, frainteso, strumentalizzato: le bufale, le informazioni sbagliate, i titoli approssimativi, l’enfasi fuori luogo. Di chi è la colpa, si chiede alla fine. Delle autorità, dei costruttori, degli esperti, dei giornali? La domanda resta sena risposta. Ma soprattutto nessuno, nessun giudice, nessuno scienziato, è la sua riflessione finale, «si è messo nei panni e nelle senzazioni dei terremotati. Per quelle ci sarà una giustizia non terrena».


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