Paolo Berizzi e Antonello Zappadu, 'La bamba'. Dalla foglia al naso del mondo

Viaggio nella via della coca e nelle vite dei suoi schiavi

Paolo Berizzi e Antonello Zappadu, La bamba (particolare della cover) - Credits: Dalai editore

Valeria Merlini

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Questo libro racconta una lunga storia, in cui il protagonista è il demone dei tempi moderni. Ne seguiamo la nascita, lo sviluppo, la trasformazione, il viaggio e la tappa finale: il naso del mondo, come recita il titolo. La cui tappa finale è Milano, definita Coca City. La Milano che sta all’Italia come Amsterdam all’Europa. Un primato deludente…

Paolo Berizzi, giornalista di inchieste per la Repubblica e Antonello Zappadu, fotoreporter in pianta stabile in Colombia, rivelano un’inchiesta choc, corredata da foto sconvolgenti. L’odissea della coca raccontata da chi la produce, spaccia, consuma e contrasta. La più grande piaga dell’Occidente
spiegata dal basso, per toccare con mano la dimensione del dramma.
Gli autori sono infatti partiti da 12mila chilometri di distanza da Milano, nelle foreste del Putumayo, regione al confine tra la Colombia e l’Ecuador e hanno seguito, tappa per tappa, il viaggio di un grammo simbolico di cocaina fino alle porte dell’Europa, fino all’Italia, fino ad arrivare a Coca City.
Perché ci hanno raccontato la cocaina in tanti modi, ma come dice Paolo Berizzi, non l’avevamo mai vista viaggiare.

Le pagine de La bamba (Dalai editore ) sono piene. Di chili di foglie (tra i 300 e i 500 chili per ottenere un chilo di cocaina), di cifre (in Italia un chilo rende 225mila euro), di ingredienti per ottenere 100 grammi di basuco (la base della coca: 40 chili di foglie, 1,4 chili di calce bianca, 1,3 chili di soda, 60 litri di benzina, acqua, acido solforico e soda caustica), di giorni (40, quelli impiegati dal grammo di coca per essere prodotto e arrivare a Milano), di dosi giornaliere consumate a Milano (10 mila con picchi fino a 15 mila nel fine settimana), di costi (70-80 euro per un grammo con prezzi che si abbassano man mano che ci si avvicina all’alba), di consumatori (125 mila quelli occasionali e 25 mila gli abituali). Di età d’utilizzo: dai 12-15anni all’ultrasessantenne.
 
Questa pianta ha bisogno del veleno dei suoi ingredienti per estrarre la sostanza che da sola può regalare sballo, ma di sconvolgere anche gli equilibri di interi Paesi.  

La principali rotte della cocaina sono quattro: quella che porta la polvere nel nostro Paese, la più battuta, la più affollata, è quella atlantica: dalla Colombia, Venezuela, Brasile, Argentina la coca parte per il vecchio continente. E vi sorprenderete nel leggere che lo yuppie non è scomparso: il personaggio in questione ha saputo reinventarsi per adattarsi alle attuali esigenze. Il moderno yuppie ora di professione fa il narcoskipper. Stupitevi nel leggere le nuove professioni che la trasportano, ma anche e soprattutto quelle che la usano. La gente della cocaina ha il naso più vorace che oggi l’Europa conosca. Perché è la cocaina a decidere della vita delle persone, la cocaina decide quando una vita può finire e quando una vita paradossalmente può iniziare ad essere in pericolo.  

Il libro.
Tutto parte dai laboratori clandestini del Putumayo, foresta amazzonica colombiana ai confini con l’Ecuador, dove si produce il 50% della cocaina consumata nel mondo, un’insidiosa terra di nessuno dove si muovono eserciti di narcotrafficanti, guerriglieri, paramilitari, truppe regolari. Partendo dalla raccolta delle foglie di coca, e la loro trasformazione, questo libro racconta il viaggio a tappe di un grammo di cocaina in presa diretta. Il trasporto dal Sudamerica all’Africa centrale fino alla porta d’ingresso dei porti spagnoli e quello di Amburgo. Infine, il capolinea: le strade di Milano, la coca-city italiana. Un reportage duro, unico, firmato da un giornalista di inchiesta e da un fotoreporter, nato da testimonianze sul «campo», frutto di un paziente e coraggioso lavoro di ricerca nei luoghi, un collage di storie. Dietro quel grammo di bamba vi è la realtà dei contadini per i quali la droga è sopravvivenza, dei narcos che ingrossano il loro business, dei reparti speciali antidroga che ne fanno una missione di vita, dei clienti che non possono farne a meno. Questa inchiesta racconta l’odissea della cosa dal basso, intrecciandola con i destini di persone che vivono grazie o contro di essa. E ci fa toccare con mano, anche con la forza delle foto, una tragedia mondiale, economica, politica e di migliaia di vite.

Da segnalare anche Bianca Neve , il film documentario di Fabrizio Lazzaretti e Luca Lancise, prodotto da Claudio Canepari per Fox Channels Italy. Bianca Neve è l’inchiesta shock che racconta il mondo della cocaina nel nostro paese attraverso testimonianze di consumatori abituali e consumatori pentiti, vecchi play-boy e giovani artisti, ma anche psichiatri anti-coca della "Milano bene" e gestori di una clinica di disintossicazione per vip. Il film documentario inoltre, ci introduce alle attività degli investigatori anti-droga, nel microcosmo del terminal Malpensa, porta d’ingresso dei corrieri ovulatori, raccogliendo interviste inedite dei salariati del narcotraffico pagati per ingoiare gli ovuli di coca, ci mostra testimonianze dei broker colombiani, contadini cocaleros boliviani e addirittura di picciotti di mafia siciliani tutti a loro modo coinvolti nel traffico della polvere bianca.

Paolo Berizzi e Antonello Zappadu
La bamba
Dalai editore (2012)

@violablanca

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