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'Napoli mon amour' di Alessio Forgione. La recensione

Un romanzo di formazione con il ritmo di una corsa tra le leggi agrodolci della vita e i chiaroscuri dell’innocenza

Napoli mon amour di Alessio Forgione

Valeria Merlini

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Amaro.
Come il caffè senza zucchero.
Denso.
Intriso di tristezza.
Duro.
E vero.

Napoli mon amour (NNE) è tutto questo, ma anche di più.
Le strade, i vicoli, i lampioni con le loro luci arancioni a rendere l’atmosfera tutto fuorché suggestiva, un passo dietro l’altro nella notte che conduce ad un domani uguale a ieri.
Questa è la vita di Amoresano, due lauree, un lavoro sulle navi, tanti libri letti e senza aver ancora trovato il suo posto nel mondo. .

Amareggiato dalla sua condizione, il riscatto gli pare faticoso. O forse semplicemente smette di crederci. Si lascia andare, nonostante senta dentro di sé che è sbagliato, che non può andare avanti ad essere così indolente.

Vive con i genitori che, puntuali, ogni mattina escono per andare al lavoro. Lui no. si alza, si lava, si veste ogni dannata mattina decidendo cosa fare: leggere, scrivere, studiare per quel concorso che sa bene anche lui mai darà, incontrare Russo, l’amico col quale condivide la stessa vita. L’unico.

E quando incontra Nina la visione del se stesso che non ama si acuisce. Aleggia sulla sua figura come un’ombra pesante da portarsi addosso.

Pensai che forse il problema principale, da cui scaturiva tutto, era che non meritavo quella felicità. Non la meritavo perché non facevo nulla, dalla mattina alla sera.

Napoli mon amour è un libro malinconico e apatico. Ma che fa fremere perché lo si avverte vero. Potremmo essere tutti noi. A non farcela per cambiare qualcosa nella nostra quotidianità. Ad avere a che fare con un conto in banca che inesorabilmente si spegne a causa delle troppe birre bevute, delle sigarette fumate, dai tentativi di costruire una relazione che già in partenza è impari.

E allora lo sconforto, quando Nina segue la sua strada, quando capisce che Russo sta cambiando e sta prendendo una direzione diversa dalla sua. La paura di sentirsi solo, inutile, senza un fine, anche quando la scrittura è la sua salvezza. Ma anche le parole dei suoi racconti ad un certo punto non gli sembrano abbastanza. Sono solo parole. Povere come i suoi protagonisti.

Pensai che il mondo non mi voleva e che io non volevo lui. Pensai che una volta finiti i soldi mi sarei ammazzat , questo pensai. Senza urla o sbattimenti, perché era una cosa perfettamente razionale.

Alessio Forgione racconta una Napoli tetra anche nelle giornate di sole, fredda anche quando è piena estate, silenziosa anche quando le sue piazze sono affollate.

Questo libro è per chi ama l’odore dell’asfalto bagnato dalla pioggia, per chi si è tuffato nell’acqua di diamante del mare di Procida, per un primo bacio che suona come Brown sugar dei Rolling Stones, e per chi ha capito l’immensità blu di perdere tutto, in un solo momento, come lasciare un bagaglio su un treno in partenza.
 
Napoli mon amour
di Alessio Forgione
NNE, 2018

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