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'Dove ti ho perso' di Ruth Hogan

Una storia romantica sul potere delle coincidenze e sulla fatalità di piccoli eventi che cambiano il corso della vita

Dove ti ho perso di Ruth Hogan

Valeria Merlini

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Il romanzo di debutto di Ruth Hogan, Dove ti ho perso (Rizzoli), chiede ai lettori di immaginare un mondo in cui gli oggetti ​​smarriti siano in realtà persone. Un messaggio romantico: solo con grande cura e attenzione, tutti possono trovare alla fine il loro posto.  
 
La Hogan approccia la storia attraverso un doppio narrativo che copre quarant’anni.
Nell’oggi, il romanzo si concentra sulla figura di Anthony, un uomo dal cuore spezzato che fa ammenda per aver perso un oggetto nonostante la promessa di custodirlo: non essere riuscito a mantenere la parola data alla sua amata Therese lo ha praticamente convinto di essere stato la causa della sua prematura morte prima del loro matrimonio.
Consumato dal dolore, ha allora dedicato la sua intera esistenza nel tentare di riconsegnare beni apparentemente inutili, ma che, non sapremo mai, possono essere di vitale importante per il proprietario.  

Sapendo bene però dell’impossibilità di riuscire a compiere questo miracolo prima della sua morte, restituire cioè tutto a tutti, Anthony ha spianato questa stessa strada alla sua assistente Laura, accomunata dal fatto di avere come lui un dolore con cui convivere, ma che ritroverà grazie a questa missione una ragione di vita differente che le permetterà così di proseguire nel suo cammino terreno.  

I capitoli si susseguono incatenati alla storia di Eunice e Bomber, coppia improbabile del mondo editoriale di quarant’anni prima che sembra non abbia nulla a che fare con Anthony e Laura. Se non che… Si riveleranno i personaggi chiave per far ritornare a casa ciò che era stato smarrito. O dimenticato.  
La storia si rivela abbastanza complessa e articolata, catapultata in un ambiente realistico come quello dell'Inghilterra contemporanea. Sarebbe forse più semplice relegarla nel regno delle favole che coinvolge il soprannaturale. Per esempio, con l’eterea Sunshine che lavora a stretto contatto con il fantasma di Therese per guidare i personaggi terreni ed esaudire il compito di Anthony fino alla fine.

Apparentemente l’effetto ultimo sembra quello di non esaurire nessuna delle innumerevoli storie narrate creando così una concatenazione infinita. Si fluttua da un episodio all’altro con gentilezza e redenzione, mentre le anime e gli oggetti persi si ricongiungono in modi inusuali per ripristinare la felicità perduta e porre i fantasmi a riposare in un romanzo di debutto da cui è difficile accomiatarsi.
 
Dove ti ho perso
di Ruth Hogan
Rizzoli, 2017

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