Fenomenologia di Dragon Ball: dialogo socratico – dove Socrate non sono io – sul superomismo e le Metamorfosi
Fenomenologia di Dragon Ball: dialogo socratico – dove Socrate non sono io – sul superomismo e le Metamorfosi
Cultura

Fenomenologia di Dragon Ball: dialogo socratico – dove Socrate non sono io – sul superomismo e le Metamorfosi

Ciao amici! Come avete passato il vostro weekend? Io cercando di convincere un ragazzino di 12 anni che il manga animato Dragon Ball può essere letto attraverso il riferimento al superuomo nietzschiano, con citazioni da Le metamorfosi di …Leggi tutto

Ciao amici! Come avete passato il vostro weekend?

Io cercando di convincere un ragazzino di 12 anni che il manga animato Dragon Ball può essere letto attraverso il riferimento al superuomo nietzschiano, con citazioni da Le metamorfosi di Ovidio, e la critica alla Ragione come strumento della liberazione dell’umano ad opera della modernità e nel suo rovesciamento dialettico in strumento del dominio e del potere occidentale verso tutte le forme della vita, così come delineata in Dialettica dell’Illuminismo da Adorno e Horkheimer.

Il ragazzino in questione, che io considero una versione riuscita di me stessa, ha voluto sapere “in che senso” intendessi questa doppia chiave, e ha poi provveduto a informarmi del suo punto di vista. Per una maggiore comprensione riporto, a memoria e grazie ad appunti, il dialogo che è intercorso tra noi di fronte a un episodio della saga.

 

Io: È chiaramente una citazione dello Zarathustra di Nietzsche, dell’eroe oltreumano, e insieme un elogio di un passato preistorico, forse addirittura premitico.

Lui: In che senso?

Io: Intendi in quali sensi Dragon Ball può essere interpretato come elogio del superumano e, contemporaneamente, come critica dialettica alla modernità e all’umanesimo?

Lui: Eh, sì.

Io: Prendi gli eroi: è ovvio che non sono umani. Giusto?

Lui: Giusto.

Io: Cioè prima sono quasi umani. Goku è un bambino, no?

Lui: Diciamo.

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Goku o meglio Son Goku

Io: Poi si trasformano. Superano l’umano.

Lui: Ma non sono sicuro che superano l’umano. Mica ci pensano. Sono già non umani.

Io: [facendo finta di non aver sentito] È assente, per essi, qualsiasi tratteggio approfondito o contraddittorio della soggettività. I protagonisti sono ingabbiati dentro strutture personali fisse, stereotipe, rigide, cristallizzate sotto l’incanto dell’idealtipo. Ma sono dominati da una forte volontà di potenza che li fa umani perfezionati.

Lui: Intendi che sono inverosimili? [ride]

Io: No, non intendo questo: intendo che le caratterizzazioni profonde e le emozioni sono simulate e dissimulate nel gioco semiotico del polisenso, sotto l’aspetto della rinuncia all’approfondimento della soggettività e dell’umanizzazione a favore di una reificazione che trascende i personaggi singoli in un modello basato sul gioco di ruoli che definisce tutta la loro realtà.

Lui: Mh… Però, se vedi, sono diversi fisicamente.

Io: È vero, i corpi degli eroi, viceversa, sono smodatamente caratterizzati: ogni qualità è irrealisticamente esasperata come elemento per un’uscita dall’umano, rinascimentale, modello aureo delle proporzioni somatiche. Anche se non ho capito chi è chi e in cosa si trasforma e dove finiscono quelli che si sono trasformati.

Lui: Te lo spiego, se vuoi.

Io: Sì, grazie.

Lui: Tu li chiami eroi e supereroi, come se fosse il tempo che… Loro sono eroi e supereroi sempre.

Io: Cioè intendi che questi corpi che sono anomalie incarnate e che riprendono il modello classico dell’eroe della mitologia antica non mantengono i tratti caotici e precosmici tipici della fenomenologia dell’eroe mitologico quando viaggiano nel tempo?

Lui: Ma che stai a di’. Guarda che anche quando il tempo è diverso, è sempre lo stesso.

Io: Hai letto Heidegger?

Lui: Chi?

Io: Nessuno. Comunque ho capito che intendi: la dimensione temporale è disincarnata e trascendente rispetto ai personaggi: essa li avvolge in spirali le cui curve tracciano accelerazioni e ritorni, come un buco nero di cui non sono prevedibili le metamorfosi e in cui non vige nessuna legge scientificamente conosciuta.

Lui: Sì, esatto.

Io: [andando a prendere le mie armi] Mi spieghi la metamorfosi di Goku che diventa Super Saiyan?

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Lui: La “metamorfosi”?

Io: Sì.

Lui: Non è proprio una metamorfosi. Non è proprio che si trasforma.

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Goku Super Saiyan

Io: Ma perché, tu sai cosa è una metamorfosi?

Lui: Sì, ma magari diciamo cose diverse.

Io: Io dico tipo quella di Narciso.

Lui: Quello che cade nel lago perché si specchiava? No, non è come quella.

Io: Non cade solo nel lago, che poi è una fonte. Si trasforma in fiore.

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Narciso, Caravaggio

Lui: Ma si trasforma tutto?

Io: Prego?

Lui: Si trasforma tutto o restano, che ne so, i capelli per terra [ride]

Io: …

Lui: …i pantaloni, il fiore coi pantaloni [ride].

Io: Oddio. Non ci avevo mai pensato. In effetti, la metamorfosi in Ovidio è sempre una trasgenesi.

Lui: Che?

Io: Un’alterazione del DNA d’origine, che assume come modello il codice di un altro organismo animato o inanimato, in questo caso il fiore, in un processo mimetico che ha fine quando si è conclusa la commutazione dell’ultima cellula.

Lui: Ah. Ma sei sicura?

Io: Abbastanza. Il cadavere di Narciso si metamorfizza in fiore in seguito allo struggimento d’amore, mentre il suo spirito mantiene le sembianze umane nell’aldilà.

Lui: Mh.

Io: Spetta, controllo:  Ovidio dice:

Narciso abbandonò il capo stanco sulla verde erba e la morte chiuse gli occhi che contemplavano la bellezza di colui che li possedeva. Dopo che fu accolto nella sede degli Inferi, anche allora continuava a guardare nell’acqua dello Stige. Lo piansero le sue sorelle, le naiadi, che, tagliate le chiome, le offrirono al fratello; lo piansero le driadi e ai loro pianti rispondeva Eco. Già quelle preparavano il rogo e le fiaccole da agitare e la bara: ma il corpo non c’era, e al posto del corpo trovarono un fiore giallo cinto da petali bianchi.

Vedi? “Il corpo non c’era” vuol dire che la materia si è esaurita in una trasformazione che l’ha assorbita interamente lasciando al suo posto una entità fisica del tutto eterogenea ed inalterabile o, meglio, un individuo (un fiore) soggetto in quanto organismo vegetale alla morte, ma suscettibile di infinite replicazioni date dalla successione genetica degli altri individui della sua specie.

Lui: Vabbe’. Quindi è come Gesù, però invece di risorgere si trasforma in fiore.

Io: … Quindi Gesù si trasforma in che?

Lui: Gesù è come Goku. Si trasforma in Super-Gesù.

Io: Ah. Sì, beh, immagino che sia così. Ma questi eroi hanno una missione?

Lui: Sì. Salvare il mondo.

Io: Ah. Col bene?

Lui: Col bene e col male. Salvarlo.

Io: Al di là del bene e del male?

Lui: Sì ma questo è troppo difficile da spiegare. Torniamo al livello Super Saiyan. Quello lo capisci Danie’. A parte che ci sono 4 trasformazioni, prima; ma non è che Goku si trasforma tutto, da quello che era prima a quello che è dopo. È proprio un’altra cosa

Io:  Allora: Goku diventa Super Saiyan, cioè l’eroe diventa supereroe.

Lui: Mh… tu hai detto prima che sono personaggi ideal… idelat-

Io: Idealtipici. Adorno e Horkheimer, due filosofi, dicono che i personaggi dei cartoni animati prendono le botte così noi spettatori ci abituiamo a pensare che nella vita siamo destinati a prendere botte.

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I cartoni animati dei miei tempi sono una specie di fotografia dell’età adulta. Questi qua, i cartoni dei tuoi tempi, non prendono le botte, anzi: sono potenti, potentissimi. Forse sono il riscatto dell’umanità offesa.

Lui: Sì… [ride] ma non è che è la trasformazione che li fa potenti. È una potenza diversa, ma tu vedi prima e dopo e è normale che non capisci.

Io: Aspetta, mi sono persa.

Lui: Tu non hai capito cosa è la metamorfosi.

Io: … come no? Dal sangue di Aiace nascono fiori, Eco diventa puro fenomeno acustico, Mirra diventa albero…  Tutto si trasforma, nulla muore…

Lui: No, non è così facile. Non è che Goku diventa Saiyan perché si migliora. Goku è già Saiyan. Appartiene a un’altra specie. Cioè, impara a canalizzare meglio l’energia e la coscienza, però è proprio un’altra cosa, un altro corpo.

Io: Oh madonna.

Lui: Non è più sé stesso.

Io: Si separa dal suo corpo?

Lui: Esatto.

Io: Ma è il sogno di Narciso!

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Lui: Sì, ma non è uguale così facile.

Io: Come no?

Lui: Può diventare pure più cattivo. C’è pure la fusione.

Io: ?!

Lui: Si possono pure trasformare due persone in una sola unità.

Io: !!

Lui: Tipo: Goku e Vegeta: diventano Gogeta.

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Gogeta

Io: !!!

Lui: Però i corpi devono essere più o meno della stessa grandezza ed avere la stesso livello di combattimento al momento della fusione.

Io: Ah, ok. Ma è come un figlio? Gogeta dico.

Lui: Ahaha, no. È il contrario.

Io: …

Lui: Cioè, ha le caratteristiche di entrambi, però per dire: Vegeta è il doppio cattivo di Goku, no? Beh, non è che Gogeta è un po’ buono e un po’ cattivo.

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Vegeta

Io: No?

Lui: No. Senti infatti Gogeta dice: «Non sono né Goku né Vegeta, sono lo strumento della tua distruzione!»

Io: Ecco, quindi invece di essere vittime della distruzione, come i personaggi dei cartoni animati dei miei tempi, questi sono agenti della distruzione. E come avviene questa metam- ehm, fusione.

Lui: Attraverso la Fusion Dance, oppure attraverso certi orecchini, ma quella è più potente.

Io: Ma quindi in Dragon Ball agisce cosa, la forza di Dio? La forza del mito? O la Ragione potenziata?

Lui: Umh, no… È come un tappeto elastico.

Io: … !

Lui: Sì. Prima di atterrare sul tappeto è Goku, dopo è altro.

Io: Quindi il tappeto elastico è tipo il tempo?

Lui: Uhm, sì.

Io: Cioè i personaggi invecchiano, muoiono, rinascono, sottoposti alla bizzarria di un tempo reversibile che si comporta come un tappeto elastico su cui il vivente realizza il proprio destino, rimbalzando sopra il passato continuamente, tanto da vederlo modificarsi a favore di un futuro destinato, perciò mitico, che è comunque incerto?

Lui: No.

Io: Ah. E dunque?

Lui: Allora, vediamo se capisci: può succedere che i cattivi distruggano tutte le forme di vita dell’universo e che gli eroi muoiano.

Io: Mh. Ti seguo.

Lui: Però, [qui il ragazzino dice qualcosa come “date certe circostanze”] la magia può… riavvolgere il tempo, e fare come se non fosse successo niente. Tipo in Dragon Ball GT i cattivi tornano dagli Inferi…

Io: Inferi?

Lui: … sono potenziati perché sono immortali, però perdono, perché il Saiyan nel frattempo è diventato più potente, senza neanche trasformarsi in Super Saiyan.

Io: Cioè?

Lui: Diciamo che anche se i cattivi vincono in un momento, il mondo risorge e gli eroi tornano in vita o rinascono potenziati, a volte addirittura per rincontrare se stessi.

Io: !??

Lui: Come doppi. Come doppi migliori. Tipo Goku che…

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«Certo, voi potreste creare il superuomo. Forse non voi stessi, fratelli! Ma potreste creare in voi i padri e gli antenati del superuomo»

Io: Aspetta. Aspetta. Sé stessi come doppi?

Lui: Sì. Goku muore, no? Ma rivive contemporaneamente nel nipote che è esattamente uguale a lui e che in realtà è lui stesso.

Io: …

Lui: Vabbè, questa è troppo difficile, te la spiego un’altra volta.

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