"Il cervello in cucina": quando la scienza incontra il cibo
"Il cervello in cucina": quando la scienza incontra il cibo
Cultura

"Il cervello in cucina": quando la scienza incontra il cibo

Nel suo nuovo libro, David DiSalvo si concentra sui (falsi) miti dell'alimentazione. Dalle diete gluten free ai superpoteri della gomma da masticare.

Dopo averci spiegato come funziona il cervello e quali sono le trappole mentali nelle quali cadiamo senza volerlo, in Cosa rende felice il tuo cervello (e perché devi fare il contrario) (Bollati Boringhieri), David DiSalvo torna con un libro … Di cucina. Protagonista è sempre il nostro cervello, ora alle prese con l'alimentazione.

Giornalista scientifico e divulgatore tra i più autorevoli, DiSalvo in Il cervello in cucina. Science helps della buona tavola , (Bollati Boringhieri, 13 euro, traduzione di Sabrina Placidi) mette in riga miti e falsi miti dell'alimentazione, mostrandoci le trappole nelle quali possiamo cadere come consumatori. Il libro raccoglie gli articoli pubblicati negli ultimi due anni dall'autore su Forbes, Psichology Today e altri siti e riviste scientifiche, e ogni capitolo affronta un tema diverso, dal punto di vista delle ultime scoperte e tenendo fede a un approccio che potremmo definire scettico. Si comincia col glutine e la mania dei cibi G-free, poi l'olio di pesce, la caffeina, lo zucchero. E ancora i grassi, le aspirine che fanno bene al cuore, le bibite light, i reali effetti dell'alcol e tanto altro. DiSalvo sfida le mode alimentari degli ultimi anni, rimette alcuni integratori alla moda al loro posto sullo scaffale. E si diverte a stupirci, spiegandoci per esempio perché la gomma da masticare fa bene al cervello. E come per perdere peso bisogni ricorrere a forme di autoinganno.

Come in Cosa rende felice il tuo cervello, l'autore mantiene fede alla sua cifra di divulgatore: indagare (e spiegare) la mente, e in questo caso il suo rapporto col cibo, è un compito arduo, ma riesce a farlo in modo piacevole e persino divertente, senza perdere l'autorevolezza conquistata negli anni. Del resto chi l'ha detto che la scienza deve essere noiosa?

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