Rita Fenini

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Curata da Danièle Devynck e Claudia Zevi, "Il mondo fuggevole", la grande mostra che Milano dedica a Henri de Toulouse-Lautrec, vuole essere un viaggio nella vita e nelle opere dell'originale pittore bohémien che, senza aderire mai a una scuola precisa, seppe costruire un nuovo e provocatorio realismo, sintesi massima di forma, colore e movimento.

La mostra è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut national d'histoire de l'art (INHA) di Parigi.

Dove

Sede della mostra Palazzo Reale di Milano, in Piazza del Duomo, 12 

Quando

La mostra "Il mondo fuggevole" sarà aperta al pubblico dal 17 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018 nei seguenti giorni e orari:

  • Lun: 14:30 - 19:30
  • Mar /Mer/ Ven: 09:30 - 19:30
  • Gio /Sab: 09:30 - 22:30
  • Dom: 09:30 - 19:30

Perché è interessante

Articolato in sezioni tematiche, il percorso espositivo si snoda fra 250 opere - provenienti da grandi musei di tutto il mondo - con ben 35 dipinti, oltre a litografie, acqueforti e la serie completa di tutti i 22 manifesti realizzati da  Toulouse-Lautrec, frutto della sua profonda conoscenza delle stampe giapponesi e della sua grande passione verso la fotografia.

Una panoramica affascinante e completa sul mondo dell'artista che, di origine aristocratica, è stato uno dei testimoni più famosi della "Parigi bohemienne", immortalandone per sempre i bassifondi, la vita notturna, i locali di Montmartre dove l'alcol veniva servito fino all'alba, il Moulin Rouge, le prostitute e le case chiuse, luoghi che l'artista, alcolista e malato di sifilide prima ancora di compiere trent'anni, conosceva e frequentava assiduamente

Fra le opere in mostra, la celebre "La clownesse assise, Mademoiselle Cha-U-Kao" del  1896 e la litografia "Jane Avril", datata 1899 Toulouse-Lautrec

Chi è Henri de Toulouse-Lautrec

Nato ad Albi, nell'Occitania, il 24 novembre 1864, discendente di una nobile ed antichissima famiglia francese, la sua vita fu segnata, a quattordici anni, da due cadute da cavallo, che gli procurarono delle fratture ad entrambe le ginocchia. In seguito le sue gambe non crebbero al pari del resto del corpo, rendendolo deforme come un nano.

Fu soprattutto questo grave handicap che lo portò a vivere una vita bohemien nel pittoresco e malfamato quartiere parigino di Montmartre, da cui trasse la propria ispirazione, ritraendo barboni, reietti, ubriachi, prostitute. Un sottobosco di emarginati, con i quali viveva e condivideva il suo mondo di affetti

"La vera carica trasgressiva di Montmartre consisteva proprio nell'osmosi tra le varie categorie, nello scambio tra rappresentanti del bel mondo ed esponenti del cosiddetto demi-monde, tra artisti e gente del popolo: una varia umanità dove aristocratici in cerca di sensazioni forti si trovano gomito a gomito con borghesi e arrampicatori sociali di vario genere, procedono al fianco dell'uomo della strada e si mescolano alla folla degli artisti e delle donnine allegre", afferma la critica d'arte Enrica Crispino in un suo volume dedicato a Toulouse-Lautrec  (Enrica Crispino, Toulouse-Lautrec, in Art Dossier, Giunti, gennaio 2014)

Alcolista, gran consumatore di assenzio e malato di sifilide, si spense nel 1901, a soli trentasette anni, a Saint-André-du-Bois.

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