Rita Fenini

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La mostra "Tra Simbolismo e Liberty: Achille Calzi” rappresenta il punto di arrivo di un importante lavoro antologico che la curatrice, Ilaria Piazza, ha avviato dal fondo donato dagli eredi di Achille Calzi nel 2013 al MIC (Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza) allargandolo poi a numerose raccolte pubbliche e private.

Quando

La mostra sarà aperta al pubblico sino al 18 febbraio 2018 nei seguenti giorni e orari:

Da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.30

Sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 17.30

Chiuso il lunedì, il 25 dicembre, il 1° gennaio

Dove

Ad ospitare l'esposizione, le sale del MIC (Museo Internazionale delle Ceramiche) di Faenza, in Viale Alfredo Baccarini, 19

Perchè è interessante

Personalità poliedrica e ricettiva, portavoce delle nuove istanze della modernità, Achille Calzi fu una figura importantissima non solo per la vita culturale di Faenza e della corrente Liberty italiana, ma fu anche un artista cardine della storia culturale e della produzione simbolista e liberty del nostro paese, attivo nella produzione e innovazione della ceramica applicata all’architettura e all’industria della ceramica in Italia: solo la sua prematura scomparsa ha interrotto la sua instancabile ricerca stilistica

Achille Calzi, chi è

Discendente da generazioni di artisti e maiolicari, Achille Calzi (1873-1919) fu un fine ceramista, pittore, disegnatore, direttore della Pinacoteca, del Museo Civico e della Scuola di Disegno e Plastica di Faenza, storico dell’arte e docente. Collabolatore della manifattura faentina Fratelli Minardi, Calzi fu anche direttore per le fabbriche Riunite Ceramiche (1905-09), dove progettò, oltre a ceramiche d’uso, anche ceramiche per l’architettura

Aggiornato sulla vita culturale del suo tempo, grazie, anche, ai numerosi viaggi all’estero, ebbe molteplici rapporti con artisti, letterati e musicisti importanti come Pellizza da Volpedo, Adolfo de Carolis, Arturo Martini, Giosuè Carducci, Alfredo Oriani, Gabriele D’Annunzio e Riccardo Zandonai.

Intellettuale di spicco dell’ambiente culturale faentino, Calzi sostenne fermamente una visione polifonica del fare artistico, opponendosi – in una nota querelle – a Gaetano Ballardini (storico dell'arte e fondatore del MIC di Faenza), che con la nascita prima del Museo poi della Scuola sancisce il ‘primato’ della ceramica.

“Calzi incarna la moderna figura dell’artista progettista, facendosi interprete del principio modernista dell’arte in tutto, attraverso le numerose collaborazioni con le principali manifatture faentine attive nei settori della ceramica, dell’ebanisteria e dei ferri battuti e nell’impegno profuso nel campo della grafica – spiega la curatrice della mostra Ilaria Piazza – A questo si aggiunge la multiforme ricerca nelle arti figurative, dalla decorazione al “bianco e nero”, dalla pittura da cavalletto alla caricatura, dove recepisce alcune delle più avanzate tendenze artistiche nazionali e internazionali. Se da un lato le visioni macabre, intrise di suggestioni misteriosofiche ed esoteriche, segnano l’adesione al Simbolismo, dall’altro il suo linguaggio pittorico accoglie sperimentazioni d’impronta divisionista. Tra riferimenti locali e influenze internazionali si colloca l’attività di caricaturista e di autore di immagini satiriche, dove Calzi manifesta anche il proprio sentimento patriottico nella serie di cartoni realizzati sul finire della Prima guerra mondiale a sostegno del fronte interno”.


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