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Conte non molla. Parte la conta per il Conte Ter

Al via la caccia ai «responsabili» per una nuova maggioranza senza arte né parte

La giornata politica passata si chiude alle 23.30 con la fine del Consiglio dei Ministri che approva lo scostamento di bilancio da 32 miliardi che servirà (se approvato alle camere) per l'ennesimo Decreto Ristori da destinare alle categorie più colpite dal punto di vista economico dalla pandemia. Ma di certo non è stato questo il punto centrale del lavoro di Conte e di tutti gli uomini della maggioranza.

Perché è cominciata la conta, la caccia al «responsabile» o, per dirla in maniera elegante, al «costruttore». In poche parole si cerca soprattutto al Senato qualcuno che dall'opposizione possa sostituire i 18 senatori di Italia Viva. Altrimenti addio maggioranza e addio Conte.

Ci sono già alcuni nomi certi. IL primo è quello di Riccardo Nencini, il senatore del Partito Socialista (si, esiste ancora)che da alleato di Renzi ha subito fatto sapere di essere disponibile.

Il secondo nome è quello di Clemente Mastella. In realtà il sindaco di Benevento non ha alcun seggio al senato ma la sua disponibilità a sostenere il governo Conte («I responsabili ci sono già, e sono più di 5», ha dichiarato) arriverà via parentale, grazie alla moglie, Sandra Leonardo, eletta con il centrodestra ma da tempo già nel gruppo misto.

Il resto sono solo voci. Da Palazzo Chigi la comunicazione by Casalingo lascia trapelare un largo successo nel voto di martedì a Palazzo Madama. «Lo asfaltiamo» avrebbe confidato ai suoi, ma non solo. In una nota diffusa da Palazzo Chigi si racconta di una «marea di telefonate di sostegno al premier che hanno intasato i centralini…». Sarà…

Anche il Pd sta facendo campagna di reclutamento, partendo proprio dai 18 senatori fedeli a Renzi. «Spero nel loro senso di responsabilità - ha detto Boccia - si dovrebbero ricordare che sono stati eletti con i voti del Pd». Un ragionamento che cozza con i numeri di questa legislatura che in meno di tre anni di vita ha visto oltre 150 tra deputati e senatori cambiare casacca. Quasi il 20%.

Il disegno comunque è chiaro. Conte sta provando a salvarsi in tutti i modi, raccattando voti dappertutto. Mattarella gli avrebbe fatto sapere che in questa maggioranza rabberciata in qualche modo almeno i responsabili si uniscano in un nuovo gruppo parlamentare, giusto per dare un minimo di forma ad un oggetto politico cui però manca la sostanza.

Di fatto ci si prepara ad un nuovo esecutivo (perché ci saranno nuovi ministri, questo è certo) con le solite contraddizioni di sempre, con la mancanza assoluta di una visione comune, in piena pandemia, in piena campagna vaccinale, a due mesi e mezzo dallo sblocco dei licenziamenti.

Ma l'importante per l'avvocato del popolo è stare in sella. I bisogni degli italiani, quelli in questi giorni più che mai, vengono dopo

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