Cinema

Joker e gli occhi tristi di Joaquin Phoenix: le recensioni internazionali

"Una visione da incubo della fine dell'era del capitalismo". "Un film psicologicamente e moralmente disturbato"

Joker

Simona Santoni

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L'attesa è tutta per Joker, il film di Todd Philips che il 3 ottobre arriva nelle sale italiane dopo aver conquistato il Leone d'oro all'ultima Mostra del cinema di Venezia.
L'attesa è tutta per lo sguardo inquieto e penetrante di Joaquin Phoenix, novello clown psicopatico, nemico storico di Batman, riletto in chiave autoriale da Philips e Scott Silver. Aspettano gli amanti dei cinecomic, soprattutto, ma anche chi si sofferma di più sui film d'autore. 

Perché Joker non è certo il classico film tratto da fumetti. No. È un racconto tragico che scrive un capitolo nuovo a sé stante sul personaggio DC Comics e che immagina le origini della crudeltà perversa che ha formato il villain per eccellenza del Cavaliere Oscuro. La sua deriva violenta è la svolta di un passato di emarginazione e sopraffazione. È il riscatto di chi ha subìto prevaricazioni. Nel suo colpo di reni, si identifica una società di derelitti impoveriti dal recente capitalismo.

 

Anche per questo l'uscita di Joker negli Stati Uniti (il 4 ottobre) ha creato polemiche e tensioni: il malessere evocato dal film della Warner mette paura. Si temono nuove sparatorie di massa, come quella che avvenne il 20 luglio 2012 in un cinema di Aurora dove doveva essere proiettato Il cavaliere oscuro - Il ritorno di Christopher Nolan. 

Al di là delle preoccupazioni extra-cinematografiche, al Lido Joker aveva infervorato i più. La risata incontrollata che anima Arthur Fleck prima che diventi Joker, aspirante comico che invece di far ridere è oggetto di scherno, rimane addosso. A noi Joker è piaciuto, sì, ma come scritto altrove non ha raccolto lo stesso entusiasmo straripato dai più. In linea con il Washington Post (come potete leggere sotto), ci sembra un film che aspira a essere grande e lotta alacremente per esserlo, senza riuscirci.

Da Venezia lo abbiamo recensito, dopo che è stato incoronato dalla presidentessa di giuria Lucrecia Martel abbiamo cercato di capire le motivazioni del suo successo. Qui ora raccogliamo le recensioni delle più importanti testate internazionali.

La critica internazionale

Sul sito che raccoglie recensioni internazionali Rotten Tomatoes Joker ha il 79% di critiche positive.

Rolling Stone è ammaliato: "Joker è semplicemente stupendo come intrattenimento e come provocazione, con una performance di Phoenix che mette un volto orribilmente umano su un iconico cattivo dei fumetti".

Entusiasmo da parte del Times: "Phoenix, febbrile e irascibile (ha perso 20 chili per la parte), è al centro di tutta l'attenzione e offre una performance (una nomination all'Oscar come miglior attore, se non una vittoria) che scintilla, a corrente alternata, dentro e fuori dalla compassione".

Per il Washington Post, invece, tanto rumore per poco: "Come l'antieroe al suo centro, Joker è un film che cerca così duramente di essere grande, da non poter fare a meno di sembrare piccolo".

Neanche il New Yorker l'ha amato: "Arthur non è più costretto a far parte della scena; è la scena, e tale è lo sforzo faticoso della performance di Phoenix che diventa faticoso da vedersi. Prendi un carico di me, sembra dire, e il carico è quasi troppo da sopportare".

Il New York Post scrive: "Vale sicuramente la pena vederlo per Phoenix, i cui occhi tristi e la risata soffocante incarnano perfettamente la domanda che ha inseguito per tutta la vita il suo personaggio: 'Sono solo io o in giro tutti stanno diventando più pazzi?'". 

Dito su per Time Out: "Questa è una visione davvero da incubo della fine dell'era del capitalismo - probabilmente il miglior film horror sociale dopo Scappa - Get Out - e Joaquin Phoenix è magnetico".

Gradimento anche da parte di Variety: "Un film psicologicamente moralmente disturbato, che parla dell'età degli incel ('celibi involontari', rifiutati perché non attraenti, ndr), dei tiratori di massa e della politica senza speranza, del tipo di odio che emerge dai sogni schiacciati".

Infine, ecco il giudizio di Hollywood Reporter: "Non per screditare la visione fantasiosa dello scrittore-regista, del suo co-sceneggiatore e del team alla tecnologia e al design, ma Phoenix è la forza principale che rende Joker una voce così distintamente spigolosa nel complesso industriale dei fumetti di Hollywood".

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