Cinema

Fury, Brad Pitt va in guerra: trailer e foto

Il film di David Ayer ambientato nella Germania nazista arriverà al cinema il 3 giugno

Fury

Simona Santoni

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"Se credi che non possa andare peggio ti sbagli: lo farà. La guerra non è finita. I morti non sono finiti". Parola di Brad Pitt, o meglio, del sergente dell'esercito americano che interpreta. Soprannominato Wardaddy ("papino di guerra"), guida un'unità di cinque soldati in una missione mortale ed eroica nel cuore della Germania nazista nel film Fury, che Lucky Red distribuirà in Italia da mercoledì 3 giugno.

Nel cast anche Shia LaBeouf, Logan Lerman, Michael Peña, Jon Bernthal.

 

Dietro la macchina da presa c'è lo statunitense David Ayer, già sceneggiatore di Fast and Furious e Training Day e regista di Harsh Times - I giorni dell'odio e End of Watch - Tolleranza zero

Ambientato durante la seconda Guerra mondiale, Fury ci porta nell'aprile 1945. Mentre gli alleati sferrano l'attacco decisivo in Europa, il sergente americano Don Collier, da tutti chiamato "Wardaddy" (Pitt), guida pochi uomini dietro le linee nemiche a bordo di un carro armato Sherman (chiamato, appunto, "Fury"). Un'impresa temeraria nella Germania ormai al collasso. In inferiorità numerica, disarmati e con una recluta giovane e inesperta nel plotone, Wardaddy e i suoi uomini dovranno ricorrere a tutto il proprio coraggio e alla propria arguzia per sopravvivere agli orrori della guerra.

Ecco il trailer italiano di Fury:

"Wardaddy è il comandante del carro armato, la sua responsabilità è quella di proteggere la vita dei suoi uomini", afferma Pitt. “Su di lui grava la responsabilità delle loro azioni, del loro morale e del rispetto ferreo delle regole. Sono le sue decisioni a determinare chi se la caverà e chi no. All’inizio del film il gruppo ha perso uno dei cinque commilitoni e un nuovo ragazzino viene catapultato nella nostra 'famiglia'. Il problema non è solo il fatto che sia nuovo, ma che non ha alcuna esperienza a bordo di un carro armato ed è quindi un serio rischio per la nostra sopravvivenza". 

Per dare autenticità al film gli attori hanno incontrato incontrato diversi veterani, tutti novantenni. "Erano sopravvissuti agli sbarchi del D-Day e all’offensiva delle Ardenne... è stata un'esperienza toccante sedere davanti a loro ed ascoltare le loro storie", racconta ancora Pitt. "Ci hanno descritto dettagliatamente cosa significasse stare in un carro armato: il caldo e la stanchezza misti alla sporcizia, l'odore della morte sempre nell’aria. Molti di loro avevano poca esperienza e poche armi, dovevano affrontare disagi incredibili, dalle condizioni metereologiche avverse alla mancanza di cibo e sonno. Hanno dovuto cavarsela nelle condizioni più ostili". 

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