Papà, voglio fare il cosplayer

Storia di un incontro che Marco, e tutti noi, ricorderemo per sempre

Steven_Universe_Greg

Andrea Polo

-

Marco è un ragazzo spiritoso, ma al tempo stesso introverso se non trova nell'altro qualcosa che lo interessi. Non fa gruppo solo per fare gruppo, non si butta mai a capofitto in nuove amicizie o passioni; insomma, per dirla tutta, ci va molto coi piedi di piombo e se c'è qualcosa che davvero non ama è mettersi in mostra.

Fatta questa debita premessa, capirete lo stupore che mesi fa ha suscitato in me la sua perentoria affermazione: Papà, quest'anno a Lucca Comics voglio fare il cosplayer di Steven Universe.

Se non sapete chi sia Steven Universe non abbiatevene a male, per ora. Anche io non lo sapevo fino a che, questa estate, mi sono reso conto che Marco non parlava d'altro e ho deciso di indagare. 

Steven Universe è il protagonista di una serie a cartoni animati creata da Rebecca Sugar che, nello spazio di pochi anni, è riuscito ad entrare nel cuore di milioni di spettatori. Incluso Marco.

Avevo capito che Steven, quel buffo ragazzo riccioluto che assomiglia un po' anche a Marco, e non solo di aspetto, dovesse avere qualcosa di speciale. Mio figlio sembrava riconoscersi in lui come mai era capitato prima e io volevo, dovevo, capire per quale ragione.

Passano i mesi e quello che io avevo derubricato a progetto estivo che sarebbe svanito in poche settimane, una volta tornati a Milano non svanisce affatto e, anzi, diventa sempre più concreto.

Marco trova online le scarpe perfette per il suo costume da cosplayer; lui che detesta andare a comprare vestiti, inizia con sua madre una ricerca a tappeto in tutti i negozi del centro per trovare la maglietta giusta ed arriva persino ad ingaggiare la nonna ed un'amica di lei perché trasformino una semplice felpa rosa nella perfetta riproduzione di quella indossata da Steven Universe.

Il costume è pronto e Marco, sempre più eccitato all'idea di potersi trasformare nel suo eroe, ci racconta che l'1 e 2 novembre a Lucca Comics ci sarà proprio lei, Rebecca Sugar, la creatrice di Steven e che non solo racconterà il making of del film in un panel dedicato ai fan, ma sarà presente alla prima ufficiale del film.

Un'occasione così non ricapiterà mai; devo capire quali corde lei ha saputo toccare nell'animo di mio figlio.

Chiamo l'ufficio stampa di Lucca Comics e quello di Cartoon Network (e poche volte ho visto tanta simpatia, cortesia e professionalità concentrate in tre sole persone nonostante si sia alle prese con l'organizzazione di un evento da migliaia di presenze), gli racconto la mia curiosità di padre e la mia idea; vorrei fare due parole con la Sugar e, anche se sembra folle, vorrei che una domanda gliela facesse Marco. Sono convinto che osservando loro due, capirò di più.

In men che non si dica si riesce a trovare l'accordo, incontreremo Rebecca per l'intervista e anche Marco potrà fare la sua domanda. Taccio la notizia per giorni e una sera, a cena, lancio la bomba. Mio figlio prima pensa lo stia prendendo in giro, poi quando capisce che è vero non sta più nella pelle.

Parte il consulto con suo fratello per selezionare la domanda giusta e si passa dalle richieste di spoiler (scartate in men che non si dica per non fare una figuraccia e per non rovinarsi il piacere del vedere le cose quando accadranno) a quelle sul futuro di Steven. Qualcosa non lo convince però, non vuole sprecare quella occasione. Ci penserà.

Finalmente arriva il giorno fissato per l'incontro; entriamo tutti e quattro nella stanza dell'intervista. Marco ha la salivazione azzerata, tutti sentiamo l'importanza del momento, ed è facile sentire anche il suo cuore che batte.

Rebecca ci accoglie con un grande sorriso, basta quello a sciogliere la tensione e in men che non si dica sembra di essere con un'amica che conosciamo da tempo. Le chiedo cosa abbia di speciale Steven per riuscire a fare ciò che fa su chi, come Marco, lo ama.

Le chiedo quanto di lei ci sia in quel personaggio e se si rende conto della potenza di ciò che ha creato. 

Lei mi racconta di come Steven nasca dal rapporto fra lei e il suo fratellino minore, di quanto abbia cercato di mettere in quel personaggio le volte in cui si sono protetti a vicenda, di come oggi si renda conto che tanti abbiano capito il vero significato di Steven Universe poi, quasi come se nulla fosse, dice una frase che mi spiega tutto: Per quanto una persona sia timida, non c'è una sola ragione al mondo perché non sia libera di esprimere se stessa. Ed è giusto che lo faccia.

Ecco la vera forza di Steven, ecco la vera forza di Rebecca, ecco la chiave del cuore di Marco che loro due, dall'altra parte dell'oceano, hanno saputo trovare.

Adesso è il turno della domanda di mio figlio; si siede davanti a Rebecca, la guarda e le chiede quello che davvero gli preme sapere; dopo questa serie, dopo il film, continuerà a disegnare? Lei sorride e lo rassicura; sì lo farò, non posso farne a meno.

Lui è contento, il nostro tempo è finito, mi giro per prendere le giacche e quando mi volto ancora verso Marco e Rebecca li trovo uno accanto all'altro; Marco le sta mostrando i suoi disegni, quelli fatti sul suo taccuino che porta sempre dietro e non mostra mai a nessuno. 

Rebecca gli dice che è bravo, gli dà dei consigli e senza pensarci due volte strappa un foglio dal suo programma delle interviste e gli scrive di suo pugno i titoli di tre libri che per lei sono stati importanti; leggili, dice a Marco, a me hanno insegnato tanto.

Il tempo sembra quasi essersi fermato, anche Giovanni si avvicina a Marco e a Rebecca e la abbraccia come farebbe con una persona di famiglia. Lei non si tira indietro e lo ricambia con affetto.

Questa è Rebecca Sugar, una persona rara che ha saputo riconoscere e dare coraggio anche alla gemma che è in Marco. 

Ah, Steven, ora che so chi sei mi piaci un casino!





© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Scooby-Doo e i punti di contatto

Non è sempre facile trovare un gusto in comune coi tuoi figli, ma quando accade...

Commenti