Settembre a Milano: estatisti vs invernisti
Settembre a Milano: estatisti vs invernisti
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Settembre a Milano: estatisti vs invernisti

Gli invernisti, vino rosso in mano e giacchetta pesante, quelli che dell'estate non ne possono più, che non sopportano la gioia sconcia degli indossatori d'infradito e l'andatura a pinguino delle birkenstockiane con le unghie dipinte di rosso.

Settembre è quel mese dell’anno in cui a Milano si può vedere la diversità che abbiamo nella percezione delle stagioni.

Basta sedersi all’Arco della pace attorno alle 19 e osservare la sfilata dell’aperitivo.

Da una parte ci sono gli “estatisti”. Loro passeggiano per Corso Sempione come se fossero al molo di qualche città di mare, golfino di cottone in mano nel caso rinfreschi la sera, abbronzatura decisa, molto lino, molto sandalo e Aperol.

Dall’altra ci sono gli ”invernisti”, vino rosso in mano, pantaloni pensanti e  giacchetta autunnale, quelli che dell’estate non ne possono più, che non sopportano la gioia sconcia degli indossatori d’infradito e l’andatura a pinguino delle birkenstockiane con le unghie tinte di rosso.

Gli “estatisti”, abituati a vedere solo ciò che è scoperto, pensano che sia gente triste quella che va al mare d’inverno.

Per i findelmondani il 21 settembre, dovunque si trovino, inizia la primavera. Creature tanto allegre quanto malinconiche, che vorrebbero star sempre comode,  senza sentire mai né freddo né caldo, escono a Milano con tutto adosso, e dal mattino presto si svestono fino alle quattro, per rivestirsi mano a mano fino alla sera.

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