Ufficialmente la sfida tra Corea del Sud e Repubblica Ceca, ospitata a Guadalajara nella prima notte mundial del 2026, è stata seguita sulle tribune dell’Estadio Akron di Guadalajara da 44.985 spettatori. Quasi sold out rispetto a una capienza di poco superiore, ma mentre per il match di debutto del Messico all’Atzeca contro il Sudafrica il colpo d’occhio è stato straordinario, le immagini rilanciate per la seconda partite del calendario extralarge del Mondiale 2026 hanno fatto storcere il naso a molti.
Larghi vuoti, settori incompleti, sedili non occupati. Poco visibile dall’alto, anche per la particolare colorazione delle tribunale dell’impianto messicano, ma impossibili da non notare in molte immagini e foto dal basso. Perché tutti quei vuoti e quella distanza percepita come enorme tra il dato ufficiale comunicato dalla Fifa e la realtà? Tema già presente un anno negli States nel corso della prima edizione del Mondiale per Club allargato voluto da Infantino e risoltosi in un torneo senza vie di mezzo: o grandi pienoni, oppure gare giocate in un desolato deserto.
Alla vigilia del via del Mondiale, sollecitato sulla polemica per i prezzi dei biglietti considerati troppo alti, il presidente della Fifa si era difeso parlando di oltre 6 milioni di tagliandi venduti e di una politica di costi in linea, anzi inferiori, rispetto alle abitudini dello sport professionistico nordamericano. Ora, però, la rassegna iridata deve reggere alla prova dei fatti e le immagini di Guadalajara hanno fatto il giro del mondo sollevando non poche perplessità.

La verità è che negli ultimi giorni la Fifa è stata costretta a rimettere in vendita un discreto contingente di ingressi per le sfide della fase a gironi. Si parla di circa 180mila biglietti comparsi sulle piattaforme che lavorano seguendo la logica del prezzo dinamico, un algoritmo che ha spinto in alto le quotazioni nei mesi scorsi ma che ora le fa scendere. La domanda è se basterà per evitare il danno di immagine di match giocati senza un’adeguata cornice di pubblico.
La polemica è incandescente soprattutto da quando si è capito che accedere agli stadi non sarebbe stato alla portata di tutti. Anzi. La finale del 19 luglio al MetLife di New York ha un prezzo di ingresso di migliaia di dollari e sul mercato (legale negli Stati Uniti) del secondary ticketing ha raggiunto valutazioni enormi. La Fifa ha spiegato di aver previsto un taglio più basso (circa 60 dollari) nelle prime fasi e un prezzo medio di 500 dollari lontanissimo da quanto spendono i tifosi americani per seguire le partite di playoff nei campionati professionistici.
Per Infantino il Mondiale porta negli USA la bellezza di “centoquattro Superbowl” concentrati in un mese abbondante. Chi è costretto a svenarsi per seguire l’evento la pensa diversamente ma il punto è che solo la realtà, giorno per giorno, potrà dare la dimensione della correttezza della sfida di Zurigo. A stadi vuoti avrà perso, differentemente il calcio mondiale sarà entrato in una nuova era.
