Si riparte dalla vittoria contro il Galles strappata all’Olimpico a inizio febbraio 2025. O, meglio ancora, dall’edizione del 2024 che era stata quella del grande sogno con due successi subito, il pari storico con la Francia e poi la stoica resistenza al cospetto dell’Inghilterra. L’Italia del rugby aspira a ripetere quel percorso nel Sei Nazioni 2026 che comincia in casa contro la Scozia il 7 febbraio e poi prevederà un altro solo match interno (Inghilterra) e ben tre trasferte.
Non sarà facile, insomma, per il ct Gonzalo Quesada dare continuità agli evidenti segni di crescita di una nazionale che due stagioni fa è ripartita praticamente da zero. E che è stata brava nel cancellare quel lungo periodo buio fatto di sconfitte e basta, anche onorevoli ma deprimenti per tutto il movimento.
L’Italia entra nel Sei Nazioni e nel 2026 con la volontà di consolidare l’esperienza maturata e far vedere di poter crescere ancora. Sarà un anno speciale perché in estate gli azzurri debutteranno anche nel nuovissimo Nations Championship: basta amichevoli, si andrà nell’altro emisfero per giocarsi una competizione vera e propria. Il massimo per chi vuole accelerare il proprio progresso.
Sei Nazioni 2026, i propositi del capitano azzurro Michele Lamaro
Sei Nazioni 2026, il calendario dell’Italia
Cambia anche il format del Sei Nazioni e lo fa con una modifica il cui impatto sulle nazionali andrà verificato strada facendo. Una settimana in meno di recupero – calendario che si accorcia – e impegni accorpati in due grandi blocchi di sfide. L’Italia comincia il 7 febbraio all’Olimpico ospitando la Scozia, poi due viaggi pieni di incognite: a Dublino contro l’Irlanda il 14 febbraio e in casa della Francia a Parigi otto giorni più tardi (22 febbraio).
Pochissimo tempo di recupero per gli eventuali infortunati o acciaccati. Vale per gli azzurri ma peserà anche su tutti gli altri. Poi, dopo la sosta a metà torneo, ecco la volata finale: Italia-Inghilterra all’Olimpico di Roma il 7 marzo e grande chiusura a Cardiff contro il Galles il 14 marzo.
Sei Nazioni 2026, come seguirlo in televisione
Già sicuri due “tutto esaurito” per i match casalinghi dell’ItalRugby che ha dato nuova forza all’entusiasmo dei tifosi con i volti freschi della nazionale e il ritorno a qualche vittoria. All’Olimpico non ci sarà posto. In televisione i cinque match dell’Italia saranno visibili in chiaro e gratuitamente, ovviamente in diretta, sul canale TV8 del digitale terrestre. E’ la novità televisiva della stagione, visto che viene meno la convivenza con la Rai.
Tutto il torneo, invece, sarà esclusiva satellite e streaming per Sky Sport e Now: tutte e 18 le sfide del Sei Nazioni maschile cui aggiungere il Sei Nazioni Under 20 e ad aprile quello femminile. La copertura sarà completa e per l’appuntamento principale sarà accompagnata da un gruppo di commentatori di altissimo livello: Diego Dominguez (miglior marcatore azzurro di sempre), Martin Castrogiovanni (119 caps), Andrea De Rossi (capitano nel 2004), Alessandro Moscardi (44 presenze), Pippo Frati (4) e i telecronisti Francesco Pierantozzi, Federico Fusetti e Paolo Malpezzi con Moreno Molla inviato al seguito degli azzurri.
