Altro che pazza Inter, quella battuta al Bernabeu da un Real Madrid molto mourinhano nel consegnare palla e campo all’avversario (36% possesso madridista) e poi colpire in verticale. Torna a casa sconfitta per due a uno ma sarebbe potuta finire in mille altri modi, di goleada per Mbappè e compagni oppure anche con un successo dei campioni d’Italia che hanno fatto molto (non tutto) da soli.
E’ stata la notte dei rimpianti, ma anche dell’orgoglio. Dei ricami a liberare i tiratori davanti a Courtois e anche degli errori clamorosi e dei gol regalati. Roba da non dormire di notte per Joseph Martinez, irresponsabile nel tentare il dribbling su Valverde a un metro dalla linea di porta dopo essere stato bucato da Le Roi Kylian a sua volta messo davanti a lui da un doppio pasticcio di Jones e Bisseck.
L’Inter si è fatta gol da sola, ma la vittoria del Real Madrid non è stata immeritata visto che Mbappè, incredibilmente fischiato dal loggione del Bernabeu, è stato protagonista inatteso insieme a Vinicius, Bellingham e Diaz nella sagra degli errori sotto porta tanto da far perdere la pazienza ai tifosi madridisti e a giustificare il sorriso pieno di nervosismo di Mourinho, consapevole di aver rischiato l’osso del collo senza nemmeno sapere bene perché.
La sintesi è che l’Inter si è confermata una squadra che abita a pieno titolo nell’élite del calcio europeo. Le due finali conquistate negli ultimi anni, al di là di come sono finite, hanno lasciato a questo gruppo la consapevolezza di potersela giocare su qualsiasi campo, Bernabeu compreso. Semmai Chivu dovrà spiegare ai suoi che alcuni leziosismi possono essere sportivamente mortali e che non è obbligatorio tentare sempre e comunque la giocata.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Per come è strutturata la fase a girone più pieno che vuoto. La sconfitta del Bernabeu è rimediabile strada facendo, quota 16 punti che serve per andare agli ottavi senza passare dai playoff si può raggiungere anche perdendo contro il Real Madrid. Dunque, meglio aver mostrato qualità e carattere come semina per il futuro a partire da quelle con Bruges e Shakhtar Donetsk in casa su cui costruire, insieme alla trasferta a Rotterdam e alla sfida con lo Stoccarda, il tesoretto qualificazione.
