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Novità! Fabregas si è fatto “risultatista” e ora vince come Allegri

Novità! Fabregas si è fatto “risultatista” e ora vince come Allegri
Cesc Fabregas e Massimiiano Allegri (Getty Images)

Il Como ha sbancato il Maradona giocando un secondo tempo di pura difesa… alla Max. Ecco come il tecnico catalano è diventato pragmatico ottenendo il massimo risultato.

Cesc Fabregas si è fatto furbo e il Como è diventato grande. La vittoria al Maradona in casa del Napoli, prestazione sontuosa dei lariani, vero avviso al campionato alle spalle dell’Inter che corre, passerà alla piccola storia della Serie A come quella in cui il tecnico catalano ha cambiato pelle, si è vestito dei panni del “risultatista” e ha battuto Max Allegri, il re degli anti-giochisti, restituendogli la stessa moneta.

Un rovesciamento inatteso ma che deve suonare come complimento per Fabregas. il suo Como gioca molto meglio del Napoli, ha identità e linee di costruzione certificate e che gli innesti di un mercato faraonico miglioreranno in fretta per sopportare anche la sfida della prima Champions League della storia del club, però per vincere ogni tanto serve anche un po’ di sano pragmatismo. Cesc, al Maradona, è stato capace di far vedere entrambe le versioni di se stesso.

Tenere il baricentro della squadra a 39,54 metri come fatto dal Como nella ripresa, lasciare campo (60,77 metri quello del Napoli) e palla (39% contro 61% di possesso dal minuto 60 in poi) per blindare il vantaggio è, per i maliziosi, una versione moderna del catenaccio. Nella realtà si è trattato di adattamento al flusso di una partita in cui l’avversario stava progressivamente pescando tutto il possibile dalla panchina (De Bruyne e Alisson Santos prima, Neres e Lucca poi) per dispiegare il potenziale offensivo della squadra.

Fabregas, che teorizzava che non avrebbe mai inserito un difensore in più per difendere un vantaggio perché avrebbe abbassato la squadra, dando spazio e coraggio all’avversario, contro il Napoli lo ha fatto sino a chiudere con un inedito 5-4-1 molto poco fabregassiano e molto allegriano. O italiano, visto che a tanti piace etichettarci come difensivisti e basta.

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(tratto da www.legaseriea.it

Pragmatismo, dunque. Che è il contrario della rigidità anche un po’ stupida non di Fabregas, che ha già dimostrato di saper far recitare diversi copioni al suo Como, ma degli anti allegriani. I quali, per spiegare una vittoria alla fine meritata da parte degli ospiti, sono ricorsi al solito schema standard imbevuto di pregiudizi secondo il quale una aveva dispensato lezioni di calcio (il Como) e l’altra si era difesa ad oltranza con qualche sporadica ripartenza (il Napoli).

Non è stato così e anche per questo il sacco del Maradona da parte del Como assume valore maggiore. Allegri sta lavorando su una rosa ereditata da Conte, non rinforzata da un mercato necessariamente a saldo zero, che avrebbe bisogno di qualità in più soprattutto dietro ma che gli consente di modellare fase di contenimento e fase di arrembaggio all’interno della stessa partita. Era successo a Marassi con il Genoa, vincendo. Con il Napoli sono arrivati zero punti ma nel calcio l’avversario non è un dettaglio senza significato e il Como di Fabregas “il risultatista” ambisce a diventare in fretta una grande che gioca per vincere e non solo per farsi applaudire dagli esteti del pallone.

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