Sette giorni nel frullatore di un Mondiale che sembra già bulimico per la quantità di cose successe e che in realtà non è quasi nemmeno iniziato. Ventiquattro partite giocate in una settimana, 75 gol segnati (media di 3,12 considerato che 7 tutti insieme li ha fatti la Germania a Curaçao), qualche sorpresa, molte polemiche e alcuni indiscutibili segnali positivi. Superata la boa della prima giornata della fase a gironi, è tempo di pagelle e bilanci parziali.
Squadre, novità regolamentari, stadi e… hydration break: cosa sta andando e cosa no in questo Mondiale? Col passare dei giorni l’attenzione della maggioranza si sposterà dalle questioni logistiche e di colore al campo e allora è bene fare una precisazione: non tutte le big sono entrate nel torneo con il piede giusto ma questo non significa nulla. O quasi. Inutile ricordare come nel 2022 in Qatar la poi nazionale campione del Mondo (Argentina) perse al debutto contro l’Arabia Saudita e che lo stesso accadde alla Spagna nel 2010. Per non scomodare il soffertissimi gruppo di Vigo per l’Italia a Spagna ’82. E’ vero che nella maggior parte dei casi un buon finale corrisponde a un buon inizio, ma come ha detto Ancelotti con grande saggezza un Mondiale non vince e non si perde alla prima partita.
Mondiale, prima settimana: le pagelle delle big
Ecco, dunque, le pagelle delle big scese in campo per i primi novanta minuti di un percorso che nelle intenzioni di tutti dovrà essere il più lungo possibile. Promossa l’Inghilterra di Tuchel (voto 9) che ha impressionato nel debutto contro una Croazia declinante (voto 5): la firma l’ha messa il solito immenso Harry Kane (voto 9- per il rigore prima sbagliato e poi segnato), ma fa impressione anche solo snocciolare i nomi di chi è stato lasciato a casa per un progetto tattico che magari ha meno appeal del solito ma sembra molto solido.
Promossa l’Argentina (voto 8) di Scaloni che ha travolto l’Algeria e il massimo dei voti va a Leo Messi (voto 10 come il numero di maglia) per la qualità del suo impatto e per le emozioni trasmesse nel primo giro del suo ultimo ballo mondiale. Bene la Francia (voto 7,5) che se fosse quella del primo tempo con il Senegal (forte, voto 6,5) dovrebbe preoccupare Deschamps ma è certamente più simile a quella della ripresa che ha innescato Mbappé (voto 8,5) e confermato perché i Blues corrono per vincere.
Impossibile giudicare la Germania (voto s.v.) che si è allenata con Curaçao. Bocciato il Brasile di Ancelotti (voto 5, rivedibile) che si è fatto mettere sotto nel gioco da un Marocco (voto 7) all’altezza delle prime 5-6 squadre della classe. Rimandata la Spagna (voto 5,5) che passerà alla storia per aver concesso una notte di gloria a Capo Verde e al portiere eroe Vozinha – balzato da 50mila a 13 milioni di followers su Instagram in pochi giorni – ma che lo ha fatto preservando i migliori, a partire da Lamine Yamal, e dovendo giocare contro un pullman parcheggiato davanti alla porta avversaria. Male anche il Portogallo (voto 5,5), legato al decadente Cristiano Ronaldo (voto 5, di stima) che ha perso il confronto a distanza con Messi.

Mondiale tra time out, stadi e Var: la pagella della prima settimana
Il resto viaggia tra grandi eccellenze ed enormi delusioni. Sulla formula XL del Mondiale voluta da Infantino sarà bene tornare a bocce ferme, anche se la verità è che 24 partite in una settimana sono tantissime, quasi un terzo di quelle giocate in tutta la rassegna in Qatar solo quattro anni fa (64) e fondamentalmente non sono servite a nulla visto che quando saremo all’ultimo giro della prima fase a quota 72 il format prevede che a casa tornino soltanto 16 nazionali e altre 32 vadano avanti. Se non amichevoli, quasi.
Altre cose, invece, hanno già lasciato una traccia riconoscibile. In attesa di dati ufficiali, che la Fifa non ha stranamente pubblicato nel mare di informazioni che rilascia quotidianamente, promosso con lode (voto 10) il nuovo regolamento che ha cancellato perdite di tempo inutili nel momento delle rimesse in gioco o dei finti infortuni in campo (spariti gli interventi medici). La sensazione è che la questione tempo effettivo di almeno 60 minuti sia stata risolta, Collina ci farà sapere dati alla mano…
Bene il Var allargato nelle competenze (voto 8) con giurisprudenza anche sulle ammonizioni che siano seconde o per scambio di persona oltre che sui corner concessi per errore. Rimandato il SAOT automatico con intervento dell’Intelligenza Artificiale (voto 5,5) perché un paio di défaillance non da poco ci sono state ed è un rischio che non ci si può permettere. Promozione piena per gli stadi (voto 10) e non è una novità: fantastici, avveniristici anche se non tutti sono stati costruiti negli ultimi dieci anni. In fondo anche pieni per una cornice di pubblico entusiasta (voto 8) nonostante i prezzi da mille e una notte (voto 4) imposti dalla Fifa e difesi da Infantino davanti alle polemiche.
Ad ascoltare i giocatori qualche problema c’è nella qualità dei terreni di gioco (voto 6): Rabiot ha criticato pesantemente quello del MetLife Stadium di New York e si potrebbe anche farsene una ragione se non fosse che su quel campo il 19 luglio verrà giocata la finale. Si spera senza Trump che alza la coppa (nel caso, voto 0). Un applauso al prodotto televisivo rimandato in tutto il mondo (voto 9): il flusso della diretta è arricchito di mille particolari, la tecnologia aiuta, ma il core business che è la partita con il suo svolgimento è stato fin qui rispettato.
Bocciato senza appello l’ormai odiatissimo hydration break (voto 2 a scendere). Anche il pubblico sugli spalti ha cominciato a fischiarlo apertamente, è una macchina da soldi messa in piedi dalla Fifa per monetizzare gli introiti pubblicitari svendendo la struttura stessa del calcio che è pensato per essere fluido. Una carnevalata indecente e pericolosa se anche in Europa venisse l’idea di copiarla e, se non accadrà, bisognerà ringraziare Ceferin e i vari presidenti delle leghe (anche in nostri) che non si faranno attrarre dal fascino del soldo.
