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Milano, torna il grande hockey. Così le Olimpiadi restituiscono alla città un palazzo del ghiaccio

Milano, torna il grande hockey. Così le Olimpiadi restituiscono alla città un palazzo del ghiaccio

Le Olimpiadi di Milano Cortina lasciano in eredità la rinascita dell’hockey su ghiaccio in una città di grande tradizione. Ecco il progetto della Fondazione Fiera che darà una nuova casa del ghiaccio ai milanesi.

C’è stato un tempo in cui Milano è stata la capitale dell’hockey su ghiaccio. Un tempo in cui il Forum di Assago era troppo piccolo per contenere l’amore dei milanesi per la Saima e un tempo in cui la rivalità con i Devils marchiati Silvio Berlusconi incendiavano la città. Un tempo lontano cui è seguita una lunga stagione di alti (pochi ma intensi) e bassi, fino al nulla di adesso. Una stagione finita. Le Olimpiadi di Milano Cortina lasciano come eredità alla capitale economica del Paese una nuova opportunità di tornare a dare una casa agli sport del ghiaccio.

Può sembrare un piccolo passo e, invece, non lo è. E’ un passo nel futuro con l’urgenza di legarlo al presente perché le settimane di Olimpiadi e Paralimpiadi sotto la Madonnina hanno confermato che Milano rimane una città affamata di ghiaccio. Lo chiedono i ragazzi, centinaia, costretti ad emigrare o a rinunciare a coltivare la propria passione e lo hanno affermato decine di migliaia di spettatori che hanno affollato le arene a cinque cerchi nelle settimane dei Giochi, se è vero che il 72% delle presenze complessive sui campi di gara di Milano Cortina è stato generato proprio dagli sport del ghiaccio e con essi il 70% dei ricavi da biglietteria.

Il mercato c’è, insomma. E anche la fretta di connettere l’entusiasmo olimpico al futuro. Ecco perché dopo essersi guardati intorno a febbraio, dopo un mese Fondazione Fiera Milano e la Fisg (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) sono passati alle cose concrete. Il progetto costerà circa 5 milioni di euro e sarà finanziato interamente da FFM come primo passo di un programma più ambizioso. Si comincia con un palazzo temporaneo che dovrà coprire un arco di tre anni per poi aver completato progettazione e lavori per un’arena definitiva più ampia.

Milano, torna il grande hockey. Così le Olimpiadi restituiscono alla città un palazzo del ghiaccio

Dove? La Milano Ice Fiera Arena sorgerà all’interno dell’ambito fieristico di Rho, laddove durante i Giochi invernali ci sono stati il Live Dome che ha festeggiato gli ori di Francesca Lollobrigida e il palazzetto teatro insieme all’Arena Santa Giulia (destinata a spettacoli) dei match di hockey su ghiaccio. Una capienza di circa 4000 spettatori, progettata per essere perfetto sia per l’hockey che per il pattinaggio artistico e le versioni paralimpiche delle discipline del ghiaccio. Campo lungo 60 metri e largo 26 sul modello delle arene della Nhl americana, pubblico attaccato alla pista e tutto quello che serve per riprodurre spettacolo e dinamiche del tempo che fu.

Una scommessa su cui Fondazione Fiera Milano, con l’appoggio della Fisg, della Regione Lombardia e del Comune di Milano ha deciso di puntare forte. Un progetto che necessita un volano importante e per questo a Milano sta per rinascere una squadra di hockey su ghiaccio che riporti indietro le lancette del tempo ai meravigliosi anni Novanta e Duemila. Sul tavolo della federazione è arrivata in queste settimane la proposta con due grandi investitori: House of Dodge, società di criptovalute made in Usa, e la famiglia Leitner di Vipiteno che si occupa di impiantistica legata al ghiaccio.

Si chiamerà Hockey Club Milano, i colori saranno (forse) il bianco e rosso di Milano e il budget dovrà posizionarsi tra i 5 e gli 8 milioni di euro all’anno con previsione di investimento triennale. Tanti soldi che servono per fare una squadra competitiva. A fine aprile la domanda di iscrizione all’ICE, lega privata in cui già giocano Bolzano e Brunico, riceverà una risposta che si spera positivo: significherebbe per Milano collocarsi in un campionato transnazionale che già prevede la presenza di grandi città come Vienna, Budapest e Lubiana. Il via a metà settembre, dunque bisogna correre.

La tensostruttura costruita da Fondazione Fiera Milano coprirà ovviamente anche il resto della richiesta di ghiaccio a Milano, consentirà di far allenare bambini e ragazzi che oggi non hanno una casa, di sviluppare talenti uscendo dalle valli alpine. “Sono anni che inseguiamo il sogno di avere un impianto a Milano e la struttura nasce con l’idea di diventare centro federale” ha spiegato Andrea Gios, presidente della Fisg. “Le Olimpiadi hanno riacceso la fiamma della passione per questi sport e noi non vogliamo che si spenga. Per questo passiamo rapidamente dalle parole ai fatti – ha detto Giovanni Bozzetti, presidente di FFM -. Sarà una strada per rafforzare la vocazione polifunzionale del quartiere fieristico ampliando anche il suo brand”.

Fondazione Fiera Milano è alla ricerca di sponsor che vogliano legare il proprio nome all’arena temporanea e poi, dal 2029/2030 a quella definitiva la cui progettazione parte ora. Potrà essere dentro il perimetro fieristico (quella temporanea sorgerà nei pressi dell’ingresso Porta Sud senza, però, entrare in conflitto con l’attività della Fiera stessa) oppure altrove. Tre anni che serviranno anche per dare consistenza al sogno di riportare il grande hockey a Milano.

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