Il conto alla rovescia verso Milano-Cortina 2026 va avanti , ma con l’avvicinarsi dell’evento le polemiche invece di spegnersi si accendono. L’allestimento di un’Olimpiade è una sforza enorme e la volontà di puntarci alla fine porterà grandi vantaggi, ma a meno di un mese dal via ci sono ancora troppi nodi da sciogliere. I cantieri aperti, gli impianti da completare e adesso la delusione di molti atleti olimpici che sono stati esclusi completamente dall’organizzazione dei giochi
I tedofori e gli influencer
Silvio Fauner, 57 anni oggi, nel 1994 ha firmato uno delle più grandi imprese del nostro sci da fondo conquistando la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Lillehammer. Lui, Maurizio De Zolt e Marco Vanzetta sono stati ignorati nella scelta del tedofori. Dei quattro campioni olimpici del 1994 soltanto Marco Albarello ha portato la fiamma olimpica. Fauner ci è rimasto male e in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha espresso tutta la sua amarezza. “Non siamo stati coinvolti in nessuna iniziativa, hanno preferito i cantanti che non rappresentano niente nello sport. O quelli raccomandati dagli sponsor”. L’imbarazzo è evidente tanto che il Coni e la Fondazione Milano-Cortina si rimbalzano la responsabilità delle scelte. E Fauner lamenta il fatto che gli atleti olimpici non potranno neanche assistere agli eventi sportivi perchè sprovvisti di biglietti. “Non mi lamenterò con nessuno, mi aspetto delle scuse”. Fauner non è il solo a tirare in ballo la questione dei biglietti, lo hanno fatto anche atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Come Pietro Sighel, campione dello short-track, lo slalomista Alex Vinatzer e Valentina Margaglio, campionessa dello skeleton.
Abodi e Salvini
Immediata la reazione del vice premier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e del ministro dello Sport Andrea Abodi sulla questione tedofori. La Lega è intervenuta con questo comunicato: “La scelta dei tedofori, che non ha previsto il coinvolgimento complessivo dei miti dello sport, è incomprensibile e sconcertante. Anche perché non è stata in alcun modo concertata con il ministero di Matteo Salvini che più di tutti si è speso per la realizzazione dei Giochi. Peraltro, oltre che come membro del governo, Salvini ha voluto con grande determinazione Milano-Cortina anche come leader del partito, basti pensare all’eccezionale spinta degli amministratori locali a partire dai presidenti di Regione. L’auspicio è che venga trovata una soluzione al più presto”. Abodi si dice spiazzato: “Alla luce di quello che è emerso, ho già chiesto informazioni a Milano Cortina e al Coni per capire quali siano stati i criteri di selezione. In linea di principio è evidente che le leggende dello sport, chi ha fatto la storia, dovrebbe essere tenuto in assoluta e grandissima considerazione. Sono rimasto anche io un po’ spiazzato oggettivamente, perché di fronte a un fenomeno meraviglioso come quello della fiaccola tra 10.001 tedofori credo che la platea degli olimpionici dovesse essere un’avanguardia, proprio per la testimonianza che hanno dato nell’attività sportiva e che molti continuano a dare ancora generosamente andando in giro per l’Italia, nelle scuole, agli eventi, per testimoniare i valori dello sport. Questo è il tour della Fiaccola che rappresenta i valori del Fuoco olimpico che le persone devono mettere in campo con le parole ma soprattutto con i fatti. Quindi mi riservo di avere tutte le informazioni per poi esprimere una valutazione”.
Santa Giulia senza parcheggi
A Milano nei giorni scorsi è stata aperto il pubblico il nuovo impianto di Santa Giulia, quasi dodicimila posti a sedere per assistere alle gare di hockey su ghiaccio. L’impianto è pronto, ma all’esterno c’è ancora un cantiere aperto e raggiungere l’area in macchina è una vera scommessa perchè non ci sono ancora parcheggi abbastanza capienti. Le opere accessorie dovrebbero essere completate entro la fine di gennaio. Una corsa contro il tempo ma sarà difficile evitare disagi per chi vorrà assistere alle gare.
Le bandiere di Cortina
Chi arriva in questi giorni a Cortina non ha la sensazione che tra pochi giorni lì si svolgerà un’Olimpiade. La Perla delle Dolomiti non ha ancora messo l’abito della festa e in compenso i cantieri aperti e le strade da completare complicano la vita di chi lavora in Cadore. Il Comune di Cortina non ha pagato per esporre le bandiere a cinque cerchi e cercando di mettere una pezza ha prodotto delle bandiere alternative con il logo di Cortina. Una sorta di bandiera pirata nella quale non ci sono i cerchi olimpici. La bandiera con il nuovo logo è stata messa in distribuzione negli uffici turistici di Corso Italia, ma con consegna riservata ai soli residenti, con la conseguenza di creare un bizzarro imprevisto effetto di “censimento visivo”: vederla esposta consentiva un’immediata sicura deduzione della condizione del proprietario della casa. Di bandiere ne sono state solo duemila, il risultato è che esposta su pochissimi balcono
