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Lotito e il piano per forzarlo a vendere la Lazio, nuova inchiesta della Procura di Roma

Lotito e il piano per forzarlo a vendere la Lazio, nuova inchiesta della Procura di Roma
Claudio Lotito (Getty Images)

Mesi di attacchi e notizie poi rivelatesi false per costringere il patron a disfarsi del club: i magistrati sospettano una regia unica. Perquisizioni per i vertici di Banca del Fucino e Luigi Bisignani.

Esiste una regia unitaria e coordinata dietro la campagna per spingere Claudio Lotito a liberarsi della Lazio? E’ la domanda cui la Procura di Roma cerca di dare risposta con un’inchiesta che, dopo essere partita dall’analisi sugli striscioni “Libera la Lazio”, le telefonate minatorie e i post social oggetto di denunce da parte del patron biancoceleste nei mesi scorsi, ha ora alzato il livello coinvolgendo anche ambienti della finanza e della comunicazione.

La notizia è che perquisizioni sono state effettuate nei confronti dei vertici di Banca del Fucino e di Luigi Bisignani dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Roma su ordine del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dei pm Lucia Lotti e Lorenzo Del Giudice. Obiettivo: mettere le mani su telefoni, computer, chat, mail e documenti in possesso di Mauro Masi, presidente dell’istituto di credito, Francesco Maiolini, amministratore delegato, e Bisignani che dal giugno scorso ha firmato una serie di articoli sul quotidiano Il Tempo per analizzare la situazione societaria della Lazio.

La Procura pensa che si sia trattato di una strategia coordinata per spingere Lotito alla cessione del club anche attraverso la pubblicazione di notizie false relative a presunte trattative di Lotito con fondi o altri soggetti interessati a rilevarne le quote, saldandosi con la protesta popolare che ha svuotato lo stadio Olimpico e che prosegue anche in questa stagione. La svolta sarebbe nata dal filone precedente, una volta emerso che alcune attività social “denigratorie” nei confronti di Lotito sarebbe state finanziate da parte di Maiolini. Da qui, il salto di qualità.

La Procura di Roma ragiona sull’ipotesi di una regia comune che spiegherebbe anche la serie di articoli comparsi su Il Tempo a firma Bisignani a partire dallo scorso mese di maggio 2026: scritti in cui si invita Lotito a cedere la società e si dà conto di un’offerta di JpMorgan da 450 milioni di dollari apparentemente senza riscontri. I magistrati hanno trovato traccia di contatti frequenti tra Bisignani e i vertici della Banca del Fucino, spesso a ridosso dell’uscita degli articoli sul quotidiano romano. Solo una circostanza fortuita? Ecco la domanda cui cercano di dare risposta attraverso l’analisi del materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni.

Il club è quotato in Borsa e secondo i magistrati la diffusione di notizie non verificate e la campagna di pressione per farlo mettere in vendita avrebbero provocato “una sensibile alterazione del prezzo delle azioni”. L’inchiesta ipotizza il reato di aggiotaggio su quote societarie della Lazio.

Dal giugno 2025 Claudio Lotito, ormai inviso alla stragrande maggioranza della tifoseria laziale, denuncia una campagna diffamatoria nei suoi confronti con anche telefonate con minacce di morte nel caso di mancata vendita della società. Su questo dossier la Procura di Roma ha lavorato per mesi. Ora una nuova fase per verificare se esista una regia unica ed eventualmente quali siano i mandanti.

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