Il sorriso è sempre lo stesso, non importa se Jasmine Paolini in questo 2026 ha perso qualche partita. Lei è sempre la stessa: “Se non sorrido, anzi rido durante la giornata, chi mi sta intorno si preoccupa”. Con quel sorriso e quella faccia simpatica è entrata nelle case degli italiani: l’oro alle Olimpiadi di Parigi nel 2024, il trionfo al Foro Italico lo scorso anno sia in singolare che in doppio con Sara Errani e le finali del Roland Garros e di Wimbledon. Eppure la ragazza di Forte dei Marmi è sempre la stessa, guarda avanti e cerca la positività, si gode tutti i suoi momenti. “Perchè bisogna rendersi conto di quello che stai facendo“. Jasmine lo sa, gira il mondo portandosi dietro un bel mazzo di racchette da tennis, macina migliaia di chilometri in aereo, gira alberghi e gioca partite in continuazione. Uno dei maggiori problemi dei tennisti del ventunesimo secolo è recuperare le energie, Jasmine Paolini da un po’ di tempo di affida ai dati che gli vengono forniti da Amazfit Active 3 Premium che monitora la sua giornata, non solo durante l’allenamento ma anche negli spostamenti e persino nelle ore di sonno. Al Circolo Montecitorio di Roma, a due passi dal Foro Italico, Amazfit e Jasmine Paolini hanno raccontato il loro percorso, ma non ce ne voglia il Ceo Maurizio Porro, tutte le attenzioni erano per la campionessa in carica degli Internazionali d’Italia.
Jasmine, come si gestisce la giornata di una tennista del suo livello.
“L’orologio di Amazfit mi aiuta molto nelle giornate di allenamento, perchè quando gioco un torneo non posso indossarlo. Ma i dati che mi arrivano sulla mia attività sono fondamentali per capire il mio stato di forma, se ho dormito bene oppure no, ma soprattutto mi invia i dati sulla variabilità cardiaca che sono fondamentali per noi tennisti. Con i lunghi viaggi che siamo costretti ad affrontare a volte gestire il jet lag non è facile, da Amazfit mi arrivano indicazioni sull’ora a cui devo andare a dormire e tutto questo aiuta tantissimo”.

Come si gestiscono le partite dei tornei importanti?
“Il fisico e le risposte che ti da il tuo corpo sono importanti, ma è la mente che comanda su tutto. La testa fa la differenza, soprattutto in uno sport come il tennis dove la partita non è mai finita fino all’ultimo punto. Certe volte non stai benissimo fisicamente ma se riesci a concentrarti su te stessa e sulla partita riesci a giocare bene e a uscire da situazioni complicate”.
Il tennis moderno è sempre più fisico, tutta un’altra cosa rispetto a quello di vent’anni fa.
“Non ci si può fermare, il tennis è in continua evoluzione: lo sforzo è in aumento, la velocità pure. Bisogna cercare di stare al passo, non si può star fermi. Ce lo hanno insegnato Nadal, Federer e Djokovic che nella loro lunghissima carriera hanno cambiato tantissimo”.
Durante i grandi tornei riesci ogni gtanto a rilassarti?
“Il relax io devo ancora scoprire cos’è (ride), ma è importante bilanciare un po’ tutta la giornata, per esempio aiuta andatre al ristorante la sera senza restare sempre dentro il circolo. Io con il mio staff lo faccio spesso. O magari fare una passeggiata nel giorno in cui non giochi, visto che giriamo le città più belle del mondo”.
Con il tuo staff vi confrontate molto?
“Si lo facciamo spesso sia con Sara che con gli altri. E l’anno scorso ho partecipato a un podcast con altre giocatrici che mi ha fatto capire molte cose su quello che pensano le altre atlete. E’ stato un momento di confronto molto interessante e anche molto postitivo”.
Quando eri bambina hai mai pensato di poter arrivare a questi livelli?
“Sinceramente no, ma tutto viene vissuto da me in maniera naturale. Mi sembra di vivere dentro un sogno e poi ogni tanto cerco di concentrarmi su quello che sto facendo e dove sono. E mi rendo conto che la mia passione per il tennis sia diventato il mio lavoro”.
Al vostro livello si prova ancora emozione prima di scendere in campo in una finale di un grande torneo, come è sucesso a Roma, a Parigi e a Wimbledon?
“Devo ammettere che prima della finale di Wimbledon ero molto emozionata. Quando ero negli spogliatoi ho pensato che in quel momento ero nel posto più importante del mondo per un tennista. Perchè Wimbledon rappresenta il tennis e giocare la finale è stata una vera emozione”.
Adesso c’è Roma e la terra battuta che è la tua superficie preferita, sei nata sulla terra rossa e il tuo gioco si addice perfettamente. Poi ci arrivi da campionessa in carica”.
“Roma mi dà un’energia incredibile, anche se non sempre ho giocato bene al Foro Italico. Di sicuro la terra rossa è casa mia, ma è un torneo dove il livello è molto alto. Rivincere sarà difficilissimo, ma io sono qui per quello”.
E anche continuare a vivere il sogno, sempre col sorriso.
