Un gruppetto di giocatori che si rilassa osservando la conclusione della sfida che deve designare l’avversaria nella finale dei playoff che portano al Mondiale. Sono dietro a un vetro, convinti di essere in una zona franca, libera, privata. La squadra sulla carta più forte, la testa di serie, perde e passa quell’altra. Stringono il pugnetto, si danno un cinque, spengono il cellulare e spariscono dalla vista. Cosa è successo? Nulla.
Ma quell’immagine dei calciatori dell’Italia non scontenti di dover viaggiare in Bosnia e non in Galles per strappare il pass mondiale è diventato il caso che animerà la lunga vigilia della sfida di Zenica. L’ha mandata in onda la Rai tra le risate dei conduttori e la frase allarmata di Adani: “Avevate detto di non farli vedere”. Troppo tardi. Nell’era dei social quel frammento video si è moltiplicato all’infinito generando la reazione dei bosniaci che, evidentemente, non aspettavano altro.
Si chiama fuoco amico. Non è il caso di scomodare lezioni di giornalismo o deontologia professionale. E’ stato come pubblicare un fuori onda, operazione di per sé non vietata (se esiste pubblico interesse), ma certamente poco amichevole nei confronti di chi la subisce. Dimarco, Vicario, Pio Esposito e gli altri nella realtà non hanno fatto nulla di male: solo un’umanissima reazione scoprendo di doversi giocare il Mondiale contro un avversario sulla carta meno forte di quello previsto. Per dire, il Galles si trova al 35° posto del ranking Fifa e la Bosnia Erzegovina al 66°.
Alzi la mano chi non ha mai avuto un moto di sollievo in vita sua scoprendo, ad esempio, di dover sostenere l’esame di maturità in una materia piuttosto che in un’altra. Non c’è nessuno, ma siccome l’Italia è un Paese di masochisti incapaci di fare sistema anche la reazione umanissima (e privata) di quel gruppo di giocatori è diventata lo strumento per avvelenare l’avvicinamento alla partita della vita di Gattuso e di tutti noi. O quasi tutti, evidentemente.
Peccato perché per tutto il resto della serata le cose erano filate lisce. L’Italia che insegue il Mondiale ha compattato il Paese (10 milioni davanti al video e saranno di più nella serata della finale), a parte pochi disallineati tutti hanno tifato azzurro e lo ha fatto soprattutto il pubblico di Bergamo evitando deviazioni malsane vissute in passato come i fischi a questo o quello per colpe che nulla hanno a che vedere con la maglia della nazionale.
Poi quell’immagine e il processo un po’ ipocrita che ne è scaturito. Agli amici bosniaci andrà spiegato con pazienza che non c’è stata alcune arroganza e che i nostri eroi sono talmente spaventati dall’idea di fallire l’accesso al Mondiale che non sottovaluteranno niente e nessuno. Tanto meno la Bosnia che ha fatto fuori il Galles. A tutti gli altri, quelli che godono a picchiarsi nei cosiddetti come dei tafazzi qualsiasi, andrà chiesto che cosa hanno fatto nel segreto delle loro camerette. Il sospetto è che il pugnetto vedendo il Galles andare a casa l’abbiano stretto pure loro, solo che non c’era nessun amico a riprenderli per farlo vedere al resto del mondo.
