Sofferta e giusta. Un balsamo per la testa dell’Italia e il lasciapassare per la finale nella quale martedì sera a Zenica contro la Bosnia Erzegovina (ore 20,45) la nazionale di Gattuso cercherà di strappare il pass per il Mondiale. Un destro di Tonali e il mancino chirurgico di Kean hanno regalato agli azzurri la vittoria che serviva per scacciare i fantasmi, mettersi alle spalle almeno per qualche ora i fallimenti contro Svezia e Macedonia del Nord e guardare con fiducia al futuro.
Non sarà facile perché l’Italia è convalescente, non guarita. Però sarà diverso rispetto alla notte di Bergamo nella quale a lungo la nazionale ha giocato con il freno a meno tirato, quasi ipnotizzata dalla tensione, condannata a un possesso palla sterile con terminale nella trappola irlandese. E’ andata così fino all’intervallo, lasciando cattivi presagi nella testa di milioni di tifosi. E’ andata così fino a quando il copione non è cambiato, i ritmi si sono alzati e la volonterosa difesa dell’Irlanda del Nord non ha cominciato a mostrare qualche sfibratura.
Il resto è stato meglio e ha mostrato l’altra faccia della luna, quella che fa immaginare che anche la trasferta da cui passa la qualificazione al Mondiale sia aggredibile. Benedetto Politano con il suo instancabile sfidare gli avversari sul lato destro del fortino. Benedetti Tonali, Barella e Locatelli che hanno ritrovato spaziature e geometrie smarrite per un’oretta. Benedetto Kean che ha giocato da veterano ed è stato il più pericoloso oltre che l’autore del gol che ha spedito gli azzurri a fare le valigie in vista di martedì sera.
Benedetto, soprattutto, Gattuso che ha accompagnato i suoi come un fratello maggiore. Questa nazionale non ha grandi trame di gioco, e l’Irlanda del Nord ha fatto di tutto perché anche quelle poche non fossero sviluppabili, ma ha certamente cuore e consapevolezza del momento. Non era scontato, però, è sufficiente per sognare che il digiuno iridato sia pronto a terminare. Vedere Bastoni soffrire sul dolore, Mancini e Tonali moltiplicare le energie nonostante gli acciacchi, Scamacca pretendere di stare in ritiro pur infortunato e gli altri (Di Lorenzo, Vicario e Zaccagni) indossare la tuta per sedersi in panchina anche se non convocati perché out causa guai fisici ha le sembianze del miracolo.
L’Italia giocherà la finale dello spareggio mondiale contro la Bosnia che ha messo fuori il Galles ai rigori. Lo farà in una condizione ambientale ostile, differente dall’amorevole sostegno con cui Bergamo l’ha aiutata a superare le paure. Lo farà contro un avversario sulla carta meno forte dei gallesi e di quel muro rosso che ci attendeva. Il nome più conosciuto è quello di Dzeko, decisivo nella rimonta bosniaca a Cardiff. Attenzione, però, a non sottovalutare gli altri. La sfida in terra di Galles è stata una battaglia quasi selvaggia anche dal punto di vista fisico e avremo un vantaggio da questo così come sarà un vantaggio aver rotto il ghiaccio a Bergamo. Non è molto, però è tutto quello che serviva nella prima delle due serate più importanti della stagione del calcio azzurro. Ora riposare, ricaricare le batterie e tenere alta la testa: avanti, Italia! Si può fare.
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