Uno sfogo al telefono senza immaginare di essere intercettato. Dall’altra parte il braccio destro e supervisore al Var, Andrea Gervasoni, l’uomo che raccoglie le parole dell’ex designatore Gianluca Rocchi nell’aprile 2025. Si delinea il contenuto dell’intercettazione al centro del filone sportivamente più interessante sul sistema arbitri e si aggiunge un particolare non di poco conto perché, secondo quanto rivela il Corriere della Sera, le captazioni telefoniche su Rocchi e pochi altri sono durate alcune settimane ma si sono interrotte nell’estate scorsa visto che il Gip ha smesso di autorizzarle alla Procura non avendo raggiunto alcun risultato.
Dunque, l’intercettazione alla base del doppio capo di imputazione per Rocchi, nel quale si contesta la frode sportiva in concorso per aver dato all’Inter arbitri graditi nel finale della scorsa stagione, contiene un dialogo con Gervasoni. Rocchi riferisce che “loro” proprio non vogliono l’arbitro Doveri e, così riferisce il Corriere della Sera, il designatore e quasi infastidito per questa presa di posizione che avrebbe raccolto incontrando qualcuno a San Siro il 2 aprile 2025 in occasione del derby di Coppa Italia con il Milan.
Nessuna certezza su chi fosse l’interlocutore di Rocchi
Chi? La Procura non ha una prova certa ed evidentemente non l’ha trovata nelle settimane successive di intercettazioni, a un certo punto non più autorizzate dal giudice. E nemmeno ha avuto riscontri nelle decine di deposizioni raccolte dai grandi accusatori di Rocchi o da chi, come Doveri e Colombo, è stato chiamato in Procura. Nella telefonata si fa riferimento a un certo “Giorgio” che, per intuizione, dovrebbe essere Giorgio Schenone che della società nerazzurra è Club Referee Manager, figura addetta a tenere i rapporti con il settore arbitrale.
In ogni caso l’ipotesi di reato di frode sportiva in concorso rimane con persone non identificate, almeno per ora. Potevano “loro” dire espressamente chi designare e chi no? Tecnicamente la risposta è no, visito che non ricade tra i compiti del Club Referee Manager e nemmeno delle società in senso largo. E che è vietato parlare con il designatore esistendo un suo delegato a tenere i rapporti con i dirigenti. Però di sfoghi contro un arbitro sono piene le cronache sportive e spesso hanno costretto i designatori di turno a evitare nuovi incroci per lungo tempo, anche solo per questione di opportunità.
Peraltro lo sgradito Doveri su mandato a dirigere i nerazzurri sia nella semifinale di ritorno di Coppa Italia (come da presunta richiesta), sia a Parma la giornata successiva di campionato per un totale di cinque presenze stagionali e ha ricominciato quest’anno, arbitro di molt top match dell’Inter. E’ abbastanza per identificare una frode sportiva con ricadute sulle classifiche? La risposta la dovrà dare la Procura della Figc che ha già chiesto le carte a Milano e che deve attendere il momento in cui il pm Ascione considererà chiusa la sua attività investigativa e deciderà di spedirle.
