Un rientro soft anche per il ritiro di Matteo Arnaldi dopo soli 40 minuti di gioco, ma Lorenzo Musetti, 76 giorni dopo l’ultima partita giocata giocata a Roma contro il norvegese Ruud è tornato finalmente a giocare il suo tennis pieno di classe e colpi spettacolari. L’infortuno al retto femorale della gamba sinistra ha costretto il carrarino a saltare il Roland Garros e Wimbledon, i due appuntamenti più importanti della stagione, per guarire al meglio e ripresentarsi finalmente all’Atp 500 di Washington, l’ottavo torneo a cui partecipa in questa stagione travagliata. Musetti attualmente è il numero quindici nel ranking mondiale e nel torneo di Washington è la testa di serie numero quattro. Prima del ritiro di Arnaldi ha dominato la partita vincendo il primo set 6-0, mentre al momento del ritiro di Matteo il punteggio era di 3-1 a favore di Musetti. Test attendibile insomma ma non più di tanto viste le condizioni dell’avversario, ma domani già capiremo meglio lo stato di forma di Musetti che torna in campo contro l’australiano Vukic.
Vittoria importante
Lorenzo ha sottolineato l’importanza di tornare a vincere dopo un lungo stop: Per me è una giornata molto importante, perché ero fuori da un po’, quindi tornare dopo uno stop con una vittoria è qualcosa di significativo. Credo che il processo sia stato prima di tutto accettare l’infortunio e accettare il fatto di aver dovuto saltare due Slam. Due Slam che per me significano tanto, perché ero stato semifinalista sia al Roland Garros sia a Wimbledon. È stato davvero difficile da accettare. Poi ho dovuto avere molta pazienza, lavorare con costanza sul recupero, cercare di tornare in forma e costruire un fisico che spero non si faccia più male, almeno per il resto della stagione. Per me è stato molto importante anche passare un po’ di tempo con la famiglia, con gli amici più stretti, fare alcuni aggiustamenti, e adesso sono qui. Spero di tornare presto al 100%”. Per Musetti sono stati giorni particolari quelli dell’infortunio: “Onestamente, quando ero a casa, all’inizio non sapevo bene cosa fare, perché sei sempre nella mentalità di dover preparare le valigie, andare ad allenarti o comunque fare qualcosa legato al tennis. Quando ti fermi completamente, per un tennista non è facile staccare del tutto la spina. Però grazie alla mia compagna, alla mia famiglia e al mio team, credo di aver fatto un grande cambiamento a livello mentale. Mi sento più responsabile anche con i bambini, e penso che questo senso di responsabilità possa tirare fuori il meglio di me anche in campo“. Musetti adesso guarda agli Us Open: “La priorità principale in questo momento è sentirmi bene fisicamente e tornare in forma. Questa è la cosa più importante. Poi tutti i risultati, o gli obiettivi di ranking. Credo che l’obiettivo principale adesso sia mettere partite nelle gambe e cercare di arrivare il più pronto possibile a New York”.
