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Il Milan vince il derby e riapre la corsa scudetto. L’Inter è stanca

Il Milan vince il derby e riapre la corsa scudetto. L’Inter è stanca

La stracittadina premia i rossoneri che salgono a -7 dalla capolista: corsa scudetto riaperto. Anche perché i segnali per Chivu sono negativi, mentre Allegri ora sogna.

Vince il Milan e riapre la corsa scudetto, non tanto per i punti di distacco che restano in una classifica ancora lunga ma per la sensazione diffusa che l’Inter stia attraversando la prima, vera, crisi fisica della stagione. E’ stato il derby di Estupinian, che i tifosi rossoneri avrebbero preferito vedere seduto in panchina in caso di recupero pieno di Bartesaghi e che, invece, è diventato l’uomo del destino approfittando di una delle tante imprecisioni della capolista: questa volta una lettura errata di Luis Henrique.

La sintesi della vittoria del Milan in un aggettivo: ordinato. Quella della sconfitta dell’Inter si trova nell’incrocio tra il suo essere stata lenta, prevedibile, orizzontale e stanca. Molto stanca. E senza alternative in attacco, se è vero che il forfait di Thuram ha costretto Chivu a giocarsela con i soli Bonny (irritante) e Pio Esposito. Il succo è che il successo del Milan è meritato e che Allegri, pur con tutti i limiti di una squadra spuntata, ha saputo e potuto giocare la partita che aveva preparato senza fare nemmeno la fatica dell’andata.

Milan, perché credere allo scudetto è un dovere

Il primo effetto del successo è che il distacco dalla quinta in classifica è oggi superiore a quello che separa il Milan dalla vetta: 9 punti contro 7. Dunque, da qui in poi guardare davanti e non dietro diventa un obbligo. Il calendario dà una mano ai rossoneri che hanno confermato una solidità enorme. Se possono difendere con blocco basso senza dover aggredire l’avversario risultano quasi imperforabili.

Maignan non si è quasi sporcato i guanti, la difesa ha tenuto e lo stesso vale per la diga di centrocampo. I problemi semmai sono nati davanti perché Leao e Pulisic non offrono punti di riferimento e, in questo (lungo) momento nemmeno una condizione fisica accettabile. Dovessero rinascere a primavera, tutto sarebbe possibile.

Inter, che stanchezza. E l’assenza di Lautaro Martinez pesa

Per l’Inter non si può parlare di crisi, però ci sono segnali che non possono essere ignorati. Già la sfida con la Juventus era stata una fatica decisa dalla superiorità numerica, ma da lì in poi la luce si è come spenta. Tra il Bodo Glimt e il derby passano sei partite con due sole vittorie e prestazioni complessivamente negative. E’ fisiologico che la squadra abbia un calo dopo sette mesi a tutta velocità, ma la domanda è se Chivu abbia armi per porre rimedio ora che il calendario si impenna come difficoltà.

Atalanta a San Siro, trasferta a Firenze e – dopo la sosta – Roma in casa e viaggio dal Como di Fabregas: i nerazzurri hanno bisogno di ritrovare un po’ di brillantezza e un paio di uomini troppo importanti. Il primo è Calhanoglu, nemmeno entrato nel derby: la regia del turco è imprescindibile. E poi Lautaro Martinez senza il quale l’attacco ha smesso di segnare: 5 partite e zero gol del reparto.

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