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Frattesi alla Lazio è un rimpianto per tutti (Inter compresa)

Frattesi alla Lazio è un rimpianto per tutti (Inter compresa)
8 aprile 2025 – Bayern Monaco-Inter 1-2 Andata dei quarti di finale della Champions League: l’Inter vince all’Allianz con due azioni da manuale che portano alle reti di Lautaro Martinez e Frattesi. Calcio verticale, difesa senza chiudersi, coraggio di puntare sempre la porta avversaria: la trasformazione è completata (Ansa)

Il centrocampista si trasferisce alla corte di Gattuso con una formula di prestito che supera i problemi burocratici. Cerca una maglia da titolare che in nerazzurro non poteva avere.

È stato l’uomo del gol che ha portato l’Inter alla finale di Monaco di Baviera, nella notte della folle rimonta e contro rimonta con il Barcellona. E prima era stato l’uomo del gol in casa del Bayern Monaco e prima ancora l’arma tattica preferita di Simone Inzaghi per buttare giù i muri avversari nella cavalcata verso la seconda stella.

È stato tante cose, Davide Frattesi, per l’Inter ma soprattutto è stato un grande rimpianto. Ora che la sua storia in nerazzurro è finita con il passaggio alla Lazio – la formula che ha superato il ‘niet’ della Lega Serie A è un prestito solo sulla carta -, il bilancio è definitivo e non più modificabile.

Prelevato dal Sassuolo per una discreta quantità di milioni (35), battezzato un po frettolosamente come erede di Barella, Frattesi ha fatto tante cose ad Appiano ma non ha mai infranto il tetto di cristallo della titolarità indiscussa.

Fosse basket, sarebbe stato il sesto uomo ideale. Essendo calcio, il ruolo che Inzaghi gli aveva cucito addosso e che lo ha portato anche ad essere stabilmente chiamato in nazionale non gli è bastato. Mentre l’Inter progettava la scalata alla finale di Champions League, lui si immaginava altrove e metteva il muso. Sul mercato per due anni, forse distratto da voci e frustrazioni e alla fine andato via come esubero ingombrante. Non per fare un altro scatto, ma tornando alle origini con un’operazione necessaria perché Chivu voleva un altro (Jones) e basta.

Il finale lieto, insomma, non c’è stato. La carta di identità dice che Frattesi ha ancora la chance di costruirsi una carriera in linea con le aspettative ma nel calcio moderno, quello che si gioca ogni tre giorni e ci sono almeno 14-15 titolari, il sospetto è che lui sia già stato nel posto giusto al momento giusto e non l’abbia capito fino in fondo. 

Incursore di centrocampo, tatticamente anarchico, un po’ mezzala e un po’ sottopunta, cerca una allenatore che lo metta al centro del progetto. Gattuso e la Lazio possono rispondere a questa esigenza, non alla necessità di esibirsi sui palcoscenici internazionali praticati con l’Inter. Un passo avanti o indietro? L’inverno scriverà la risposta e con esso anche le prime chiamate di Mancini nel nuovo corso azzurro.

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