Sono trascorsi 440 giorni dalla notte del malore e della paura. Oltre un anno aspettando il momento del ritorno. Edoardo Bove è di nuovo un giocatore di calcio, non più della Fiorentina e mai più nel calcio italiano, ma poco conta per un ragazzo che prima ha rischiato di morire e poi ha temuto di doversi fermare per sempre. Bove è tornato in campo con la maglia del Watford, negli ultimi minuti della sfida in trasferta con il Preston North End.
Un’emozione fortissima per lui e per tutti. Il livello è quello della Championship, la seconda divisione inglese. Per risalire i gradini e tornare all’eccellenza servirà tempo ma oggi quello che conta è che l’ex centrocampista di Roma e Fiorentina ha potuto riassaporare il sapore del campo.
Lo ha fatto grazie all’impianto di un defibrillatore sottocutaneo, unica via per poter avere una vita serena. Non abbastanza per ottenere l’idoneità sportiva in Italia, dove le norme sono rigidissime, sufficiente per l’Inghilterra come già accaduto al danese Eriksen protagonista del drammatico malore nella gara inaugurale degli Europei del 2021 a Copenaghen.
