Respirare l’aria di Cortina e sentire sotto gli sci la neve dell’Olympia delle Tofane. Sensazioni speciali che Federica Brignone ha iniziato a sentire 284 giorni dopo l’infortunio che ha messo in dubbio la sua partecipazione alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. La “tigre di La Salle” detentrice della coppa del mondo sarà al cancelletto di partenza e nei 25 giorni che mancano all’appuntamento penserà soprattutto a migliorare la condizione. Il programma sembra già delineato, niente rientro in coppa del Mondo, Federica giocherà tutte le sue chance sulle Olimpiadi. “A oggi siamo certi che Federica sarà al via delle gare olimpiche – spiega Davide Brignone, il fratello-allenatore di Federica – il resto lo valuteremo giorno per giorno com’è stato negli ultimi nove mesi. Quanto al ranking, è vero che le converrebbe saltare tutta la stagione per ripresentarsi al via della prossima nella top 3 di gigante, superG e discesa (nella classifica Wcsl, che definisce l’ordine di partenza, ndr). Ma se sente la spinta a gareggiare, anche ripartire col pettorale numero 30 non sarebbe un problema: lo hanno fatto recentemente Vonn e Shiffrin riguadagnando il primo gruppo in poche gare”.
L’avvicinamento
Niente rientro in Coppa nel prossimo weekend di Tarvisio, dunque, molto meglio seguire la tabella di recupero, che potrebbe anche non prevedere gare da qui all’Olimpiade. Gli appuntamenti a cui Federica vuole arrivare al meglio sono tre: discesa (l’8 febbraio), superG (il 12) e gigante (il 15). In questi giorni la campionessa del mondo in carica sta stringendo i denti, il dolore al ginocchio operato è sopportabile, ma aumenta quando Fede prova le porte del Gigante, mentre nella velocità le cose vanno meglio. La Federazione spinge per farle fare almeno un paio di gare da apripista ma lostaff di Federica non sembra troppo convinto. Il lavoro della scorsa settimana in Val di Fassa per discesa e superG, e quello che è iniziato oggi tra Cinque Torri e Tofane per il gigante, è tra i più utili, perché al riparo dalle normali interruzioni che la presenza di una campionessa del mondo si porta dietro ogni volta che appare in una località sciistica. Cure, allenamento e relax. Quello che Federica si è concessa nel week end sul lago di Carezza: “Curva per curva cerco di riprendere fiducia, non potrò mai essere quella di prima, però posso cercare il massimo di quello che la mia gamba mi concede, quello è il mio obiettivo”.
Vonn e Goggia
Dalle ultime gare di coppa del Mondo è uscita male Sofia Goggia. L’azzurra, punta di diamante della squadra azzurra femminile per le gare di velocità ha ottenuto un diciassettesimo posto nella gara vinta da Lindsay Vonn. Un passo indietro o solo un incidente di percorso in vista delle gare che contano? Il ritorno ai massimi livelli della statunitense sta corrispondendo ad un calo di risultati della bergamasca: a Zauchensee l’americana ha iottebuto la vittoria numero 84 della sua fantastica carriera, a 41 anni e due mesi. La Goggia ha polemizzato per le condizioni climatiche, avrebbe voluto che la gara fosse annullata (come successo per il superG di domenica) ma il distacco accumulata dalla Vonn (97 centesimi) non può essere giustificato dalla neve morbida che c’era sul tracciato. Nel prossimo week-end con discesa e superG di Tarvisio capiremo se per la Goggia è stata solo una giornata no, poi prima delle Olimpiadi resteranno solo le gare di Crans Montana del 30 e 31 gennaio.
