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Basta tocchi di mano “fantasma”: anche in Serie A arriva il pallone con il microchip

Basta tocchi di mano “fantasma”: anche in Serie A arriva il pallone con il microchip
Serie A, il pallone ufficiale del campionato 2026/2027 (Getty Images)

Dopo l’esperienza del Mondiale della scorsa estate, con non poche polemiche, anche il campionato italiano si appresta ad avvalersi della nuova tecnologia per togliere dubbi ed errori su falli di mano e fuorigioco.

Il presunto fallo di mano del napoletano Lobotka nella sfida di San Siro con l’Inter (rigore? No perché nessuna telecamera ha dato certezza del contatto incriminato) potrebbe essere stato l’ultimo episodio controverso nella categoria “tocchi di mano” in Serie A. Manca ancora la data, ma la notizia è che la Lega Serie A sta lavorando per mettere a disposizione degli arbitri e di tutto il sistema anche l’ultimo progresso tecnologico che rende l’arbitraggio sempre più vicino alla verità sostanziale di quanto accade in campo.

Anche in Italia sbarcherà il pallone con microchip integrato sperimentato, con successo ma non senza polemiche, nell’ultimo Mondiale che si è disputato negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Quello era l’Adidas Trionda dotato al suo interno di un sensore in grado di rilevare in tempo reale qualsiasi pressione esercitata sulla sfera attraverso un sistema di 500 misurazioni al secondo.

E’ così che la Croazia si è vista annullare un gol decisivo al minuto numero 103 della sfida con il Portogallo perché il sensore ha trasmesso alla sala Var la prova di uno sfioramento di testa di Matanovic sufficiente per mandare in fuorigioco Gvardiol, autore della rete. Polemiche a non finire in Croazia, ma la Fifa ha diffuso il tracciato della traiettoria del pallone e da quel momento in poi il calcio è entrato in una nuova dimensione tecnologica.

Qualcosa di simile entrerà anche nelle abitudini degli appassionati italiani nei prossimi mesi. A cosa servirà? Di certo per stabilire se ci sia stato un tocco o meno di mano o di braccio, la cui punibilità sarà poi valutata dalla squadra arbitrale. Il suo utilizzo non si fermerà qui, però, perché potrà aiutare a prendere decisioni basate su rilevazioni oggettive anche in materia di deviazioni o giocate (interpretazione a cura dell’arbitro) che possono causare una posizione di fuorigioco o in ogni situazione in cui sarà dirimente capire se e come un pallone è stato toccato.

La sfera con il microchip è di fatto l’unico strumento che la Serie A, all’avanguardia negli investimenti in tecnologia, non ha. Da questa stagione il SAOT (fuorigioco semiautomatico) è stato implementato nella sua ultima versione che accorcia i tempi d’attesa comunicando direttamente ad arbitro e assistenti l’esistenza di un offside qualora il pallone arrivi all’attaccante destinatario del passaggio. La componente umana rimane fondamentale, supportata dalla vecchia versione del SAOT con le bandierine di vari colori, in altre circostanze dove la valutazione riguarda la punibilità o meno di una posizione di un attaccante.

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