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Arbitri caos, tutti contro Rocchi ma a dover essere punito è Bastoni

Arbitri caos, tutti contro Rocchi ma a dover essere punito è Bastoni

La notte delle polemiche di San Siro lascia uno strascico di veleni. Var, vertici arbitrali e politica sportiva: tutti contro tutti. E Bastoni potrebbe perdere la maglia della nazionale nei playoff di marzo…

Bastoni che si lancia dopo essere stato leggermente sfiorato dalla mano di Kalulu. Bastoni che prova a convincere il collega incredulo, che gli chiede di spiegare all’arbitro cosa è successo realmente, di aver commesso un fallo che non ha commesso. Soprattutto, Bastoni che esulta per il cartellino rosso sventolato in faccia all’avversario da un arbitro ingannato dal suo gesto. La notte della vergogna di San Siro segna un prima e un dopo nella stagione dei veleni italiani.

Nel mirino finiscono i direttori di gara e il loro designatore, Gianluca Rocchi, che la Juventus ha pubblicamente sfiduciato nel rovente post partita pur senza nominarlo. E finisce lo sventurato La Penna che per qualche settimana sarà fermato, anche a scopo precauzionale. Non si salva nemmeno Cristian Chivu che ha negato l’innegabile rimangiandosi mesi di politically correct e la frase (“Di arbitri parlerò quando un allenatore verrà a dire che ha ricevuto un favore”) pronunciata solo poche ore prima e invecchiata malissimo.

Un caos certificato anche dalla scelta di John Elkann di alzare il telefono per chiamare il presidente della Figc, Gabriele Gravina. Il motivo? Manifestare le proprie preoccupazioni ed esprimere forte disappunto per i numerosi e ripetuti errori arbitrali sollecitando l’individuazione di soluzioni efficaci volte a migliorare il sistema e a garantire l’integrità e la credibilità del calcio italiano.

Bastoni e il peso della maglia azzurra: deve essere fermato?

E poi c’è lui, Alessandro Bastoni. In campo se l’è cavata e lo stesso accadrà più avanti perché la prova tv non è applicabile alla sua simulazione. Solo lui e il suo allenatore sanno se la sostituzione nell’intervallo sia stata una questione tecnica, come detto da Chivu, o altro. Vedere un pilastro della nazionale simulare ed esultare per il suo gesto antisportivo apre, però, un capitolo molto più ampio e che coinvolge anche il doppio impegno dell’Italia nel playoff che deve portare al Mondiale della prossima estate.

Il ct Rino Gattuso era in tribuna a San Siro e non avrà apprezzato. Il tuffo di Bastoni e la successiva esultanza hanno indignato molti, non solo i vertici arbitrali furiosi per il tentativo (riuscito) di fregare La Penna. C’è chi si è espresso pubblicamente chiedendone l’esclusione dalla nazionale; sarebbe un problema per Gattuso ma anche una lezione pubblica utilissima per il giocatore e per tutti gli altri. Per chi è sleale non ci può essere posto, almeno con addosso la maglia azzurra: un giro di riflessione e poi si riparte.

Rocchi: “Errore chiaro ma tutti cercando di fregarci”

L’uomo più ricercato del momento si è sfogato il giorno dopo. Gianluca Rocchi si è sentito tradito dall’errore del suo arbitro a San Siro e ha dettato alcune amare riflessioni: “Siamo molto dispiaciuti dell’episodio: per la decisione di La Penna che è chiaramente errata e per il fatto di non aver potuto usare il Var per sanarla. La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma devo dirvi la verità che non è l’unico ad aver sbagliato perché ieri c’è stata una simulazione chiara. L’ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti i modi di fregarci”.

“Dico questo anche a proposito di un campionato in cui gli allenatori non ci hanno mai aiutato, ma ci hanno messo in difficoltà. Ci dispiace molto perché noi alla fine siamo l’ultimo sfogo di tutti. Siamo ben capaci di prendere le nostre responsabilità quando facciamo un errore, nessuno prende le nostre difese. Vi dico di più, una cosa che mi dispiace è che noi siamo gli unici ad ammettere di avere sbagliato. Abbiamo una trasmissione in cui tutte le settimane mettiamo a nudo i nostri errori, li facciamo vedere a tutti. Oggi non ho ancora sentito gente dire ‘anche noi abbiamo sbagliato’. Mi basterebbe lo facessero il 10% delle volte che lo abbiamo fatto noi, e questo scusatemi è francamente imbarazzante. Vogliamo dire che è sempre colpa dell’arbitro di Rocchi? Benissimo. Io invece credo -che qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza. Per essere chiari, mi riferisco a chi va in campo ed ha certi atteggiamenti”.

La Juventus e la sfiducia a Rocchi e a tutti gli arbitri

I vertici della Juventus nel post partita erano stati durissimi nei confronti del sistema arbitrale. Così Giorgio Chiellini: “Non è accettabile che non ci sia un livello adeguato ad una partita del genere, questa è l’immagine che diamo del nostro calcio. È da inizio anno che abbiamo messo in evidenza che non è una struttura adeguata alla Serie A, ogni settimana una squadra diversa è qui a lamentarsi“.

“Non so quale sia il punto, so solo che non si può andare avanti così, non si può permettere questo tipo di spettacolo. In questo momento c’è una defaillance, un gruppo che non funziona. Chi ci mette la faccia ha detto che andrà via. C’è qualcuno che continua a dire a tutti che andrà via, oggi non era neanche presente a Inter-Juve… vediamo cosa succede adesso”.

Il riferimento a Rocchi, assente a San Siro, è evidente così come il richiamo alla necessità di una nuova struttura arbitrale che preveda il passaggio al professionismo e la creazione di un gruppo ristretto di fischietti tolti dal controllo diretto dell’Aia che è nel momento più debole della sua storia, con il presidente Zappi sotto processo sportivo e a rischio commissariamento. Ecco, se nelle stanze Aia o Figc c’era ancora qualcuno contrario al progetto, che è anche del presidente federale Gravina, la simulazione di Bastoni ha tolto ogni argomento.

La beffa: il protocollo Var cambierà, ma a San Siro non ha salvato La Penna

Infine il protocollo Var, ormai inadatto alle richieste del pubblico del calcio in tutto il mondo. Va detto che il problema non è solo italiano, se è vero che in Spagna il Barcellona ha recentemente pubblicato un lungo esposto per chiedere conto del funzionamento del Var nella Liga.

In ogni caso, il 28 febbraio l’IFAB sancirà una modifica fondamentale: dalla prossima stagione il monitor interverrà anche per valutare le seconde ammonizioni, così da stabilire se siano corrette o no. È quasi certo che l’innovazione sarà operativa già nel mondiale estivo sotto il controllo del capo degli arbitri di tutto il mondo, Pierluigi Collina. Per i campionati, invece, bisognerà attendere il prossimo autunno alimentando un paradosso: il nuovo Var avrebbe salvato la penna ed evitato il cortocircuito in Serie A ma non c’era anche se se ne parla da almeno un paio di anni.

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